Il Parco Gran Sasso Laga finanzia recinzione per «coltivazioni di pregio»

Alessandro Biancardi

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ASSERGI. Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ha reso noto l’elenco dei coltivatori e delle aziende agricole che hanno beneficiato dei contributi per la realizzazione di recinzioni a difesa dei terreni coltivati, come da bando emanato nel 2009.
«Si tratta di un'iniziativa gradita agli operatori agricoli», spiegano dal Parco, «e che per l'Ente Parco costituisce anche l'approdo ad una strategia efficace ed innovativa. Il problema dei cinghiali, infatti, è percepito con estrema gravità dalle popolazioni in termini di danno economico e, spesso, di vanificazione degli sforzi dei coltivatori, generando inevitabili e talvolta gravi situazioni di conflittualità. E' un problema che investe con urgenza anche le politiche dell'Ente, poiché in termini di spesa, il valore degli indennizzi è la voce preponderante del suo Bilancio. La riduzione dei danni alle colture è apparsa dunque la più auspicata e sostenibile delle soluzioni«.
Al progetto l'Ente Parco ha dedicato un impegno finanziario di circa 180.000 euro, budget che è stato diviso tra tutti i coltivatori aggiudicatari e che consentirà di realizzare la recinzione di circa 150 ettari «di coltivazioni di pregio».
Dal punto di vista dei materiali utilizzati, dei costi e delle modalità di installazione, le recinzioni oggetto del bando sono il frutto di «un lungo e complesso lavoro di sperimentazione da parte dei tecnici dell'Ente, che ne hanno preventivamente monitorato spesa, sostenibilità ed efficacia. Esse sono sorrette», spiega ancora il Parco, «da pali in legno di castagno, in modo da risultare bene integrate nel paesaggio, e sono realizzate in rete elettrosaldata, con dimensioni della griglia tali da risultare biopermeabili a quasi tutte le specie di fauna presenti nell'area protetta ad eccezione del cinghiale. Tale caratteristica fa sì che il loro utilizzo non sia in contrasto con l'azione di tutela che il Parco, per la propria missione istitutiva, è tenuto a perseguire».
La lista dei beneficiari è pubblicata sul sito internet istituzionale.

18/02/2010 8.57