Petrolizzazione, tavolo tecnico-scientifico contro le decisioni del governo

Alessandro Biancardi

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PINETO. Il sindaco Luciano Monticelli ha incontrato i responsabili dell’associazione per la Difesa del Bene Comune. * OMBRINA MARE, CAPORALE: «CHIODI CHE STA FACENDO?»
Si è parlato della riunione del tavolo tecnico-scientifico, in programma sabato prossimo, sempre a Villa Filiani (ore 15,30), sulle strategie da adottare contro il rischio petrolizzazione dell'Abruzzo.
Claudio Censoni, presidente dell'associazione nel corso della riunione ha parlato della necessità di affrontare il delicato problema sotto il profilo giuridico e legislativo per contrastare le decisioni dello Stato e attacca duramente anche il Governo Regionale.
«Abbiamo la sensazione di assistere ad una farsa», ha sottolineato Censoni, «in quanto da un lato sentiamo dire dal presidente Berlusconi che l'Abruzzo non si tocca, che resterà la Regione Verde d'Europa, che non ci saranno le temute perforazioni. Ma poi dall'altra lo Stato impugna dinanzi alla Corte Costituzionale la legge contro la deriva petrolifera varata a dicembre dal Governo Regionale. Altro aspetto inquietante è che il legale nominato dalla Regione lo scorso 27 gennaio non si è presentato dinanzi alla Corte Costituzionale per contrastare l'impugnativa dello Stato. A che gioco stanno giocando sulla pelle degli abruzzesi? E poi la legge contro la deriva petrolifera è stata varata senza il supporto delle associazioni ambientaliste».
Intanto, da uno studio approfondito portato avanti dagli ambientalisti è emerso che nei piani del Governo l'Abruzzo sarebbe la seconda Regione italiana, dopo la Basilicata, ad avere maggiore interesse petrolifero, nonostante il petrolio sia di scarsa qualità.
A Pineto sabato si ritroveranno una quindicina di sigle di associazioni ambientaliste, amministratori di diversi Comuni costieri esperti giuristi che avranno il compito di elaborare il piano di intervento contro la petrolizzazione.
Il sindaco Monticelli ha assicurato il pieno sostegno in quella che sembra diventare una lunga battaglia per la difesa dell'ambiente e di un intero territorio regionale.

17/02/10 11.51

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OMBRINA MARE, CAPORALE: «CHIODI CHE STA FACENDO?»

ABRUZZO. Una interrogazione al presidente Chiodi è stata presentata dal consigliere dei Verdi, Walter Caporale.
La questione è quella legata al centro petrolchimico a largo di Ortona. Decine di associazioni ambientaliste, sportive, culturali, privati cittadini, docenti universitari, scuole (insegnanti, alunni, dirigenti), Comuni e Provincia di Chieti hanno inviato nei giorni scorsi, ai Ministeri competenti, le Osservazioni all'Istanza di concessione, denominata Ombrina Mare, per l'estrazione e la lavorazione di idrocarburi presentata dalla Mediterranean Oil & Gas.
Tutte le Osservazioni tendono a difendere la costa abruzzese dal pericolo di petrolizzazione.
«Se non si è capito», spiega Caporale, «il progetto Ombrina Mare non è meno pericoloso della realizzazione del Centro petrolchimico, denominato Centro Oli di Ortona. Tale progetto, non solo prevede la realizzazione di almeno sei piattaforme, la realizzazione dell'oleodotto da asservire al Centro-Oli Miglianico/Tollo dell'ENI, ma anche la lavorazione del petrolio a bordo di un'enorme scavo che oltre ad essere rumorosissimo, deturperà l'atmosfera, il mare, il paesaggio e comporterà un via vai di petroliere a danno del turismo, della pesca, ma soprattutto a danno della salute di decine di migliaia di famiglie, strette nella morsa di due centri di desolforizzazione, uno a terra e uno a largo. Tutti sappiamo quali siano le gravi conseguenze sulla salute dovute a impianti di questo genere».
Quello che Caporale chiede a questo punto è: «il presidente Chiodi cosa sta facendo per evitare tutto ciò?».
«La Regione Abruzzo ha provveduto ad inviare le Osservazioni per questa istanza di estrazione e per le precedenti istanze (Elsa2 – Ombrina2 – Rospo Mare – Gagliarda)? Quali atti legislativi e/o amministrativi intenda porre in essere al fine di impedire la realizzazione di questo progetto ed al fine di scoraggiare future richieste di estrazione e/o lavorazione di idrocarburi a largo della Costa Abruzzese e dunque per impedire che la Regione Abruzzo diventi un distretto petrolifero e, quindi, intraprenda una strada di sottosviluppo economico, sociale ed ambientale».
17/02/2010 15.23