Bollo auto, Codici si appella alla Commissione Tributaria

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Nelle scorse settimane l'associazione Codici Abruzzo aveva denunciato un errore dell'ex Servizio Nazionale della Riscossione (Soget spa) e dell'Agenzia delle Entrate che avrebbe tratto in inganno milioni di contribuenti in Italia e decine di migliaia in Abruzzo.
La questione ha colpito circa 50 mila cittadini abruzzesi, mentre una valanga di provvedimenti è piombata addosso a circa 1 milione di contribuenti italiani.
Da un calcolo approssimativo ma verosimile, le cifre di incasso, previste da questa manovra si aggirano intorno a 10 milioni di euro solo per la regione Abruzzo, mentre per l'intero territorio nazionale l'importo ammonta a circa 300 milioni di euro.
In cosa consiste l'errore e quindi l'inganno?
Nel 2003, la Soget inviava a milioni di contribuenti italiani, quindi a migliaia di abruzzesi, un invito a condonare bolli auto non pagati relativi agli anni di imposta 1993-96.
Il contribuente, pagando solo il 25% dell'intero debito, avrebbe definito la pendenza in essere. Dunque se un utente aveva un bollo auto non pagato di 100 euro, con soli 25 euro avrebbe messo fine ad ogni ulteriore richiesta.
Quindi, l'utente, gentilmente invitato, aderisce formalmente al condono pagando entro i termini stabiliti.
Ora a distanza di sei anni, agli stessi contribuenti, viene richiesto il pagamento del 75% del restante debito con il semplice invio, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di un complicatissimo “provvedimento di diniego” che di fatto annulla il condono al quale avevano aderito i cittadini.
Al provvedimento dell'Agenzia delle Entrate, ha fatto seguito l'invio dell'intimazione a pagare da parte dell'Equitalia Pragma (concessionario della riscossione attualmente competente per le province di Pescara, Teramo e Chieti), pena il fermo amministrativo dell'autovettura eventualmente in possesso.
«Migliaia di lettere come queste – commenta Domenico Pettinari, Segretario CODICI Provincia Pescara – sono state già recapitate altre stanno per essere recapitate nelle cassette postali di migliaia di cittadini abruzzesi che invece, avendo seguito le indicazioni dell'ente della riscossione, credevano di aver regolarizzato la propria posizione. La stessa cosa sta accadendo a livello nazionale. I cittadini che hanno già ricevuto le intimazioni a pagare da parte dell'Equitalia rischiano tra alcuni giorni, scaduti i termini, di trovarsi con l'iscrizione del fermo amministrativo sulla propria autovettura».
E non è finita qui: oltre al danno la beffa. «Il contribuente – spiega Pettinari - dovrà pagare anche gli interessi di mora applicati, non dall'Agenzia delle Entrate, ma dall'agente della riscossione , Equitalia Pragma, società per azioni partecipata al 51% dall'Agenzia delle Entrate e al 49% dall'Inps».
Questi interessi di mora corrispondono a circa il 100% del restante debito richiesto, nonostante la legge 212/2000 dello Statuto dei diritti del Contribuente preveda all'articolo 10 che “non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato ad indicazioni contenute in atti dell'Amministrazione finanziaria, ancorchè successivamente modificate dall'Amministrazione medesima”
Il cittadino, secondo quanto richiesto, dovrà pagare per un errore altrui, per di più con gli interessi.
Codici ha già incontrato i vertici regionali dell'attuale Agenzia di Riscossione (Equitalia Pragma spa, con sede a Pescara) ed i vertici dell'Agenzia dell'Entrate, per cercare una soluzione della problematica a livello collettivo.
L'ufficio della Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate ha comunicato all'associazione di aver rimesso la valutazione del problema alla propria Direzione Centrale con sede a Roma. Di conseguenza ancora nessun intervento è stato avviato al fine di fermare un meccanismo che continua invece a ritorcersi contro i cittadini.
Pertanto, Codici che intanto sta inviando al commissione tributaria ricorsi a pioggia e invita i contribuenti interessati di rivolgersi ai propri sportelli presenti sul territorio regionale e nazionale al fine di tutelare i propri diritti in base allo Statuto del Contribuente.

17/02/2010 10.58



TUTTA LA STORIA DELLA DENUNCIA DI COICI