Aeroporto. Poltrone e Villaggio Mediterraneo: la situazione non si sblocca

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Ma si può parlare seriamente di Saga se anche i dati dei passeggeri sono ballerini? Solo il tempo di leggere PrimaDaNoi.it sui dati incongruenti dei passeggeri pubblicati sul sito di Assaeroporti che i numeri sono cambiati.

Adesso il totale sul sito è di 409.045 contro il 406.421 di ieri.
Una telefonata a Roma, alla sede della società che raccoglie le comunicazioni di tutti gli aeroporti italiani, e la spiegazione è bella e servita: «c'è stato un problema nel sistema di raccolta dei dati a Pescara. Il totale vero è 409.045. Capita non solo a Pescara, ma vi garantiamo che il dato è quello giusto e vero».
Vero? che significa? Chi lo certifica?
Al massimo adesso c'è corrispondenza tra i totali mensili e la somma finale. Ma se erano sbagliati i dati di ieri, forse sono errati anche quelli di oggi, se il sistema non funziona bene. Il mistero di questa correzione è che scorrendo i dati numerici dei singoli mesi, giugno e dicembre sono rimasti uguali a prima, rispettivamente con 31.937 e 30.376 passeggeri. Per gli altri mesi, ben 8 hanno registrato variazioni in più, gennaio e febbraio piccole variazioni in meno. Ma se “il sistema” commette errori, come mai a giugno e dicembre non ha sbagliato?
Di certo in questa vicenda ingarbugliata dell'aeroporto c'è solo che non mancano le polemiche, quelle che poi servono a nascondere la realtà dei problemi.
Scendono in campo gli esponenti del Pd pescarese e regionale. Moreno Di Pietrantonio lamenta l'assenza del Comune di Pescara nel dibattito sull'aeroporto, ma rimpiange gli anni in cui l'aeroporto è cresciuto senza però dire a che prezzo.
In realtà hanno pagato il biglietto di chi ha viaggiato tutti quelli che l'aereo non lo hanno preso mai.
Lo ha detto con chiarezza l'assessore regionale al Turismo Di Dalmazio: «negli anni scorsi la Regione ha dato circa 20 milioni di euro alla Saga: che fine hanno fatto? E voi ci chiedete di darne altri? Vorremmo vederci chiaro».
Silvio Paolucci, che del Pd è il responsabile regionale, rimanda alla «fame di poltrone nel Pdl la crisi dell'aeroporto» anche lui rimpiangendo i bei tempi dei soldi a gogo che hanno fatto crescere la struttura ed intimando alla Regione di dare subito i soldi richiesti «altrimenti le grandi compagnie abbandoneranno lo scalo».
E quali sono le grandi compagnie che fanno scalo a Pescara?
Forse Paolucci, nella foga del comunicato, ha sbagliato aeroporto perché la crisi della scalo pescarese nasce proprio dall'assenza di compagnie serie di passeggeri, se si mette da parte Ryanair, o di merci (i grandi vettori hanno abbandonato o stanno per abbandonare questa “fermata”).
In realtà il vizio dei salotti politici o sportivi, dove i tifosi delle squadre si combattono senza riferimenti ai fatti concreti, ha fatto sì che si parlasse di più del ritardo nella nomina del presidente che di un serio piano di rilancio della funzione di questo aeroporto, che non serve solo al turismo.

NAPOLEONE, SAGA E VILLAGGIO

Non si vuole Marco Napoleone solo perché è indicato dal senatore Fabrizio Di Stefano oppure perché Confindustria pescarese, spalleggiata da alcuni consiglieri regionali in quota Forza Italia, ha candidati migliori?
Il dubbio sorge spontaneo: intanto poteva dirlo prima, senza mischiare problemi diversi. Ma il dubbio è che si sia scatenata una guerra per il controllo della Saga, mascherandola con una questione di principio sul presidente.
Perché dietro l'improvvisa presa di posizione del potere economico pescarese potrebbe esserci dell'altro.
Qualcuno fa notare (è il solito giochetto: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca) che Daniele Becci, il nuovo presidente della Camera di Commercio, è un costruttore che ha molto a cuore il Villaggio Mediterraneo di Chieti.
E siccome è in corso un braccio di ferro tra la società del Villaggio e l'Università che sembra fare qualche capriccio per acquistare gli edifici che si era impegnata a prendere, niente di più facile che questa improvvisa antipatia verso Marco Napoleone possa nascondere il tentativo di forzare la mano alla d'Annunzio.
Sembra infatti che esista un carteggio abbastanza nutrito tra lo stesso General manager dell'Università ed il presidente della società del Villaggio in cui sostanzialmente si legge che la “qualità” delle costruzioni non è quella concordata ab origine.
E se fosse vera questa ricostruzione, apparirebbe che la cifra delle contrapposizioni su Pescara è quella muscolare, quanto di più lontano dal comportamento dell'Università che preferisce la mediazione allo scontro, anche perché titolare del Prusst che ha consentito quelle costruzioni è proprio la d'Annunzio (anche se qualcuno se l'è dimenticato).
Ora si tratta solo di aspettare lunedì, quando la Giunta nominerà il nuovo presidente. Ma sarà il primo passo per la normalizzazione dell'aeroporto, i cui problemi non solo solo quelli del vertice. A quando un dibattito serio su quello che serve per rilanciare la struttura ed assicurare lavoro certo ai dipendenti e sviluppo per tutta l'economia abruzzese?

Sebastiano Calella 17/02/2010 8.20