Commissione parlamentare d’inchiesta aeroporti:«rischiano gli scali minori»

Alessandro Biancardi

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Commissione parlamentare d’inchiesta aeroporti:«rischiano gli scali minori»
ABRUZZO. «Esiste il rischio reale di un declassamento dell’aeroporto d’Abruzzo». Lo afferma la Cna abruzzese ma soprattutto il documento conclusivo redatto dalla Commissione parlamentare di indagine, istituita dalla Camera dei deputati, sul sistema aeroportuale italiano.
Dopo mesi di studio la commissione, presieduta da Mario Valducci del Pdl, ha concluso il suo lavoro.
Un problema serio, secondo l'associazione degli artigiani presieduta da Italo Lupo e diretta da Graziano Di Costanzo, soprattutto per le prospettive di sviluppo turistico regionale che una infrastruttura decisiva come l'aeroporto assicura, già al centro in questi giorni di una serie di allarmi giustificati per la tenuta dei propri bilanci e per i rischi connessi alla chiusura di alcune attività.
La Saga, la società che gestisce oggi lo scalo, si scontra con problemi irrisolti e logiche non sempre remunerative dal punto di vista del ritorno di immagine ma anche una gestione qualche volta messa in discussione da più parti. Non sembra se ne sia accorta la classe politica ma da anni si sta frenando quello sviluppo dello scalo aeroportuale che l'Abruzzo avrebbe meritato per “doti naturali”.
La Cna chiede ora una decisa mobilitazione, e «un pronunciamento chiaro contro il rischio declassamento da parte delle istituzioni locali, ma soprattutto dal principale azionista, la Regione, in questo momento forse più interessata al rinnovo di seggiole e poltrone, in seno alla società di gestione dello scalo, che alle sue prospettive di mercato. E la chiede anche a quel sistema camerale, governato dalle associazioni d'impresa, che partecipa al capitale sociale della Saga con una quota significativa ripartita tra le quattro Camere di commercio».
Ad accrescere l'allarme sul lavoro della commissione, sono ora le indicazioni messe “nero su bianco” contenute nel documento finale.
«L'Italia non ha bisogno di un maggior numero di aeroporti - si legge in un passaggio del testo e che riassume il punto di vista dei commissari dopo l'ascolto dei rappresentanti delle principali compagnie aeree, dei vertici degli scali più grandi e trafficati, dei dirigenti dei diversi organismi che a vario titolo gestiscono l'aviazione civile italiana, con l'Ente nazionale di assistenza al volo, l'Enac - ma di aeroporti più grandi, più efficienti e meglio connessi, attraverso collegamenti intermodali con la rete ferroviaria e stradale».
Parole che suonano come un serio avvertimento per una infrastruttura, come quella pescarese, che con una quota di mercato inferiore ai 500mila passeggeri l'anno, e la prospettiva di raggiungerne 800mila entro il 2013, sembra rappresentare quasi l'emblema degli scali a rischio declassamento.
In chiara e forte controtendenza anche la decisione del governo di investire decine di milioni di euro per far decollare il piccolo aeroporto dell'Aquila di Preturo che per “doti naturali” invece non potrà mai diventare un grande aeroporto costretto com'è tra le montagne.
Invece per il G8 aquilano il governo Berlusconi avrebbe speso almeno speso 20milioni di euro (anche se gli atti sono stati dichiarati segreto di stato) e altri ce ne vorrebbero per poter inserire la piccola pista nel circuito degli aeroporti turistici.
A L'Aquila intanto è già stata assegnata la gestione e ben presto potrebbe ripetersi l'esempio della Saga.
A detta della Cna abruzzese, che cita ancora il testo del documento finale della commissione parlamentare di indagine sugli scali italiani (tra i cui componenti siede anche l'abruzzese Daniele Toto del Pdl, ndr) la sfida dei cieli che si aprirà nei prossimi anni a livello continentale e tra vettori nazionali e compagnie low cost sarebbe frenata «dall'eccessiva proliferazione di scali di medie e piccole dimensioni».
Una tesi alla base della nascita stessa della commissione e ribadita in più passaggi del documento, laddove si individua con nettezza una doppia soglia “minima” (5 milioni per gli aeroporti di rilevanza comunitaria, un milione per quelli di minori dimensioni) al di sotto delle quali si apre di fatto la strada di un declassamento. Ovvero, dice il testo, «dell'esclusione dal traffico commerciale, con l'eliminazione di notevoli costi a carico della finanza pubblica che questo comporta».
Un limite derogabile, sempre stando all'atto parlamentare, solo in presenza di esigenze particolari, come quelle di mobilità delle isole minori.
Secondo la Cna abruzzese, che partecipa con propri rappresentanti alla gestione del sistema camerale regionale, socio della società di gestione dello scalo, la Saga, «è evidente come l'iniziativa parlamentare, se non adeguatamente e rapidamente contrastata, apra la via a un serio rischio di retrocessione dello scalo d'Abruzzo».
Visto che, oltretutto, i paletti fissati dalla commissione sembrano preludere a un nuovo assetto normativo destinato a imporre agli aeroporti di minori dimensioni un futuro tutto “lacrime e sangue”, come si legge nel documento di sintesi: «Il mantenimento e lo sviluppo di queste strutture dovrebbe essere definito sulla base di criteri rigorosi di sostenibilità economica e di effettiva capacità di attrazione e assorbimento del traffico aereo, escludendo interventi economici pubblici a sostegno della gestione ordinaria».

15/02/2010 15.18


DI DALMAZIO: «SERVE RIFLESSIONE»


«Premesso che la Saga e l'aeroporto sono di competenza diretta dell'assessore ai Trasporti, è innegabile che l'aeroporto d'Abruzzo rimane centrale per lo sviluppo turistico della regione», ha commentato l'assessore regionale Mauro Di Dalmazio. «Di certo, sono circa 20 i milioni di euro di liquidità immessi dalla Regione alla Saga negli ultimi cinque anni. Nonostante ciò - aggiunge l'assessore - vi sono queste difficoltà finanziarie che necessariamente meritano un analisi e un approfondimento. In ogni caso, considerate le straordinarie difficoltà di bilancio della Regione, è imprescindibile coinvolgere tutti i partners istituzionali interessati allo sviluppo turistico per un coinvolgimento fondato però su un piano industriale sostenibile e messo al servizio delle politiche di incoming. In tal senso muoveva l'incontro con i rappresentanti delle Camere di commercio».

15/02/10 18.31