Cavo sottomarino Abruzzo-Montenegro: il governo spinge, la burocrazia frena?

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un investimento di 200 milioni di cui si conosce ancora poco e saltato fuori quasi per caso: riguarda lo sviluppo della rete elettrica. Ma la Regione terrebbe tutto fermo, secondo Confindustria Abruzzo.

Terna, «azienda leader» nella trasmissione di energia elettrica, ha in programma investimenti in Abruzzo «per lo sviluppo sostenibile sulla rete per circa 200 milioni di euro finalizzati a dare maggiore sicurezza, qualità ed efficienza al sistema elettrico in una regione nevralgica non solo per il centro Italia ma anche per tutta la dorsale adriatica».
Tra questi interventi c'è il “Raddoppio della dorsale adriatica Marche-Abruzzo-Puglia, ovvero nuovi elettrodotti a 380 kV “Fano-Teramo” e “Villanova-Gissi-Foggia””.
L'opera consentirebbe «di trasportare l'energia delle nuove centrali, rinnovabili e tradizionali, installate negli ultimi anni in Abruzzo aumentando gli scambi e quindi la concorrenza tra le zone del mercato elettrico Nord e Centro».
L'Abruzzo, non solo per investire, ma anche come porta d'ingresso (o passaggio obbligato?) per corposi investimenti nei Balcani.
Molto interessante ma poco conosciuto, invece, è l'elettrodotto sottomarino che dovrebbe partire da Pescara alla volta del Montenegro.
Un investimento da 700 milioni euro.
Già iniziato l'iter autorizzativo.
Si tratta di un cavo elettrico di 450 km, di cui 375 km in cavo sottomarino e 75 km di connessioni terrestri in Montenegro con una capacità di trasporto di 1000 MW.
«Il nuovo cavo sottomarino», assicura Terna «consentirà di scambiare energia rinnovabile con i Balcani e garantirà una maggiore sicurezza ed efficienza degli approvvigionamenti del sistema elettrico italiano grazie alla diversificazione delle fonti e all'aumento della concorrenza».
Il 6 febbraio scorso è stato firmato, dal premier Silvio Berlusconi e dal primo ministro montenegrino Milo Djukanovic, l'accordo intergovernativo tra Italia e Montenegro relativo alla nuova interconnessione. Oggi alcuni rappresentanti della società Terna interverranno per illustrare i propri progetti nella conferenza “Risparmio energetico:la sfida del futuro” che si tiene presso il Città Sant'Angelo Village.

CHI E' TERNA?

Il sistema elettrico italiano è articolato in quattro segmenti che ne compongono la filiera: produzione, trasmissione, distribuzione e vendita. Le attività di Terna riguardano la fase della trasmissione dell'energia elettrica sulla rete ad alta ed altissima tensione.
Terna è il principale proprietario della Rete di Trasmissione Nazionale di energia elettrica ad alta tensione.
Gestisce le grandi autostrade dell'energia e, con oltre 60 mila km di linee in Italia.
«Risulta il primo Gestore indipendente di rete in Europa e settimo assoluto al mondo» si legge nel sito dell'azienda.
È anche responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell'energia sull'intero territorio nazionale e quindi della gestione in sicurezza, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24, dell'equilibrio tra la domanda e l'offerta di energia elettrica in Italia. Sono impiegate in azienda oltre 3500 persone. Società quotata alla Borsa Italiana dal 2004. Prima lo era l'Enel, ora l'azionista di maggioranza relativa è Cassa Depositi e Prestiti (società per azioni partecipata al 70% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze), che possiede una partecipazione pari al 29,986% del capitale sociale (oltre 440 milioni di euro).
Gli altri azionisti sono: Enel con il 5,1% del capitale sociale, Pictet Funds con il 4,9% e Blackrock Inc. (attraverso Blackrock Investment Management (UK) Ltd) con il 2,047%. Il resto del capitale è diviso tra fondi, italiani e internazionali, e azionisti retail. Il presidente della società è Luigi Roth, mentre l'amministratore delegato è Flavio Cattaneo (già direttore della Rai dal 2003 al 2005).
«Negli ultimi 4 anni ha triplicato gli investimenti annui sulla rete», spiega Gianni Armani, direttore Operations Italia di Terna, «passando dai 278 milioni di euro del 2004 ai 776 milioni del 2008 e in questo momento abbiamo oltre 300 cantieri aperti». «Terna mira a cambiare il volto della rete che trasmette l'energia in Italia,- aggiunge Armani- risolvendo le congestioni del mercato elettrico, connettendo le nuove fonti rinnovabili e abbattendo le perdite di energia. Una volta completato, tale Piano produrrà un risparmio di un miliardo di euro all'anno per il sistema elettrico e a livello ambientale consentirà una riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera per 5 milioni di tonnellate l'anno e una diminuzione delle perdite di rete per 1,2 miliardi di kilowattora».

CONFINDUSTRIA ABRUZZO: «TUTTI PAGANO LE INEFFICIENZE»

«In Abruzzo non abbiamo infrastrutture per il trasporto dell'energia», sostiene ConfindustriaAbruzzo, «abbiamo solo una strada di ingresso: un qualunque problema e per noi è black out. Non si può fare neanche la normale manutenzione perché si dovrebbe interrompere la somministrazione, non essendoci altre linee».
Un problema, secondo ConfindustriaAbruzzo, che causerebbe l'allontanamento degli investitori italiani ed esteri.
«Ad oggi, poiché l 'energia che arriva è di bassa qualità, - aggiunge- le interruzioni nelle industrie sono numerosissime e causano perdite di mancata produzione e di mercato nonché danni gravi alle macchine, con evidenti conseguenze anche sulla capacità dell'impresa di conservare l'occupazione.
Le inefficienze ricadrebbero sui cittadini che pagano le bollette. «Le interruzioni vengono risarcite dallo Stato con i soldi di tutti i 60 milioni di contribuenti attraverso un prelievo sulla bolletta (che nessuno sa vedere ma che ammonta ad uno 0,15% su ciascuna fattura, che fa 90 milioni di euro al mese prelevati dalle tasche degli italiani...)».

m.r. 15/02/2010 10.05

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