Tavo e Saline, Wwf: «degrado agghiacciante»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2815

Tavo e Saline, Wwf: «degrado agghiacciante»
MONTESILVANO. I fiumi Tavo e Saline sono inquinati. Che novità. I depuratori della zona non depurano anzi contribuiscono ad aggravare la situazione. Che novità.
Da anni sono state avviate procedure burocratiche per la bonifica e gli interventi ma nulla è accaduto. Che novità.
Sabato ancora sequestri di depuratori da parte della Procura di Pescara e del Corpo Forestale dello Stato del Comandante Guido Conti. Come dire: qui non si fa nulla anzi si continua ad inquinare nell'immobilismo totale.
E se va bene si parla di inquinamento d'inverno poi verso maggio l'inquinamento come per magia scompare… meglio non turbare i sonni dei turisti.


Il Wwf torna nuovamente alla carica e documenta lo stato di degrado di oggi del Fiume Tavo-Saline, perimetrato fin dal 2003 dal Ministero dell'Ambiente quale Sito di Interesse Nazionale per le Bonifiche. Si tratta, infatti, di una delle 56 aree più inquinate d'Italia.
Dal punto di vista amministrativo e legale il sito è alla pari di Marghera, Priolo, Brindisi ecc.
Lo scorso 8 febbraio gli attivisti del Wwf hanno effettuato l'ennesimo giro di perlustrazione lungo il fiume Tavo a Cappelle e sul Saline a Montesilvano, trovando una situazione di «degrado agghiacciante, segnale di una inciviltà diffusa a vari livelli della nostra società, dal singolo cittadino all'impresa».


Rifiuti bruciati, interrati, lasciati sulle strade, un vero viaggio degli orrori.
«Il tutto a poche centinaia di metri dalla riviera», spiegano dal Wwf, «in una regione che vuole fare turismo e che presenta questo bel biglietto da visita a chi vuole passeggiare lungo un fiume, cosa che in altre regioni e all'estero costituisce fatto normale senza dover rischiare la propria incolumità».
«Partecipai alla prima conferenza dei servizi al Ministero dell'Ambiente su questo sito nell'ormai lontano 2004», spiega Augusto De Sanctis, referente fiumi del Wwf Abruzzo, «ed esordii segnalando che la situazione del fiume stava peggiorando visto che continuavano gli scarichi illegali lungo gli argini. Suggerii di chiudere le strade di accesso golenali, di posizionare piccole telecamere per la videosorveglianza e in generale di mobilitare tutte le forze dell'ordine presenti sul territorio. Oggi la situazione è ancora fuori controllo, l'unica differenza è che ora abbiamo gli studi dell'Arta che segnalano la gravissima situazione di inquinamento frutto di questa gestione sciagurata del territorio. E' avvilente segnalare come molti di questi rifiuti derivino da attività economiche, visto che si tratta di scarti di lavorazione. Vuol dire che parte dell'economia del territorio si basa su un'illegalità diffusa le cui conseguenze sono pagate dai cittadini».
Saranno lo Stato, la Regione, la Provincia e i Comuni a dover bonificare queste aree con l'uso del denaro dei contribuenti.

15/02/2010 9.04