Asl Pescara. Provvedimento D’Amario: «vietato dialogare con la stampa»

Alessandro Biancardi

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Asl Pescara. Provvedimento D’Amario: «vietato dialogare con la stampa»
LA TRASPARENZA E’ UN’OPINIONE. PESCARA. Se ne sentono di tutti i colori sulle libere interpretazioni e variazioni al “tema” di trasparenza nella pubblica amministrazione. * ASL APPALTI CONTESTATI E DIMISSIONI SOSPETTE
Ma sicuramente farà molto parlare il provvedimento del Direttore Generale dell'Asl di Pescara, Claudio D'Amario.
Il direttore ha inviato nei giorni scorsi ai direttori, primari, responsabili di dipartimento, dirigenti amministrativi, una nota nella quale «ribadisce quanto già espresso in altre occasioni, e previsto dalle vigenti normative», ovvero che «il titolare della comunicazione è il Direttore generale, o un suo delegato, senza eccezione alcuna e senza indulgenze per qualsivoglia autoreferenzialità». «Nessuno è autorizzato, a qualunque titolo», si legge nella nota del 5 febbraio scorso, «a dialogare con stampa e mezzi di informazione in genere, a passare notizie o informazioni, a organizzare conferenze stampa o inviare comunicati, su questioni che in qualche modo afferiscano all'azienda». La motivazione dichiarata è quella di «tutelare le strategie proprie della Direzione Generale e di chi vi opera dagli effetti di informazioni sbagliate o incomplete, o addirittura in contrasto con la linea aziendale».
Un provvedimento comune nelle aziende private ma che così codificato nel pubblico appare stridente.
Lo scopo chiaro è quello di tutelare la Asl da divulgazioni di notizie non autorizzate (ma perché non autorizzarle?) piuttosto che spronarla alla trasparenza, quella alla quale anche la Asl è obbligata.

ACERBO: «I CITTADINI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE PERCHE' PAGANO»

Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale e comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo.
«L'informazione è un indispensabile strumento di prevenzione dei fenomeni di malcostume amministrativo», ha commentato Acerbo, «i cittadini hanno il diritto di sapere cosa accade dentro un'azienda, come la Asl, i cui costi pagano loro».
«Si tratta, sia chiaro, di un ordine non di un cortese invito», ha dichiarato il consigliere, «è vietato rispondere a domande di giornalisti e se proprio lo si ritiene indispensabile va comunicato al direttore generale con un preavviso di almeno 5 giorni».
«In una Regione martoriata da sprechi, clientele e ruberie nel campo della sanità ci si aspetterebbe il massimo di trasparenza da parte di chi è stato chiamato a dirigere le Asl. Ricordo al manager e a chi l'ha nominato che la Asl è un'azienda pubblica e che è interesse della collettività sapere cosa accade nel mondo della sanità pescarese».
Secondo Acerbo la vicenda «è particolarmente inquietante visto che la Asl pescarese è in questo momento sottoposta a una certa attenzione da parte degli inquirenti».
Intanto il consigliere ha annunciato una interrogazione al presidente Chiodi e all'assessore regionale alla Sanità, Lanfranco Venturoni, per chiedere se «se condividono questa iniziativa del manager».

D'AMARIO:«RECUPERATO DISAVANZO DI 28 MILIONI»

Tutt'altra atmosfera questa mattina quando è stato illustrato dal direttore D'Amario il piano finanziario 2010 della Asl di Pescara.
«Dopo aver recuperato, in otto mesi, 28 dei 36 milioni di euro di disavanzo,- ha dichiarato il direttore- con una razionalizzazione delle attività cliniche e mantenendo le eccellenza nei vari settori, l'obiettivo è raggiungere il pareggio operativo nel 2010».
Con l'occasione, il manager ha annunciato che il servizio Cup (centro unico di prenotazione), sarà esternalizzato attivando un call center. La proposta ha già provocato le prime polemiche. A proposito delle dimissioni del direttore amministrativo, Tea Di Pietro, D'Amario (che aveva nominato la direttrice nel 2009) ha anticipato che nei prossimi giorni sarà nominato il nuovo dirigente che arriverà da fuori Pescara.

PAGANO: «RINNOVO LA FIDUCIA E STIMA IN D'AMARIO»

Il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, ha salutato con soddisfazione il piano finanziario della Asl di Pescara. «Si tratta - ha detto il Presidente del Consiglio regionale -di uno strumento di programmazione economica molto importante di cui, per la prima volta, si e' dotata la Asl di Pescara . Lo considero uno strumento destinato a creare responsabilizzazione da parte delle Unita' Operative interne ed a fornire una migliore allocazione delle risorse finanziarie».

m.r. 09/02/2010 16.45



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* ASL APPALTI CONTESTATI E DIMISSIONI SOSPETTE

PESCARA. Sale la tensione alla Asl di Pescara. Sono scivolate via le polemiche su un appalto sgradito a tutti tranne che alla direzione aziendale: la esternalizzazione del servizio Cup.
Solo pochi giorni una nuova tegola si è abbattuta sulla Asl che dopo un periodo di “tranquillità” ritorna all'attenzione anche della magistratura.
Qualche giorno fa gli inquirenti sono stati in ospedale per raccogliere carte su un appalto che avrebbe subito un rialzo giudicato anomalo. Ma ci sarebbe anche di più.
Per ora non tutto quanto trapela sembra avere fondamento.
E' un fatto però che dopo la visita della procura sono arrivate istantanee le dimissioni di Tea Di Pietro la direttrice amministrativa che riprende le sue funzioni di responsabile del Dipartimento Approvvigionamento Beni e Servizi.
Dimissione accolte senza battere ciglio dal manager D'Amario che ha spiegato che alla base della decisione della donna ci sarebbero «solo motivi familiari».
Protesta e lancia dubbi -tra gli altri- anche la Cisl Funzione Pubblica.
«Il fatto che un Direttore Amministrativo si dimetta dopo nemmeno 10 mesi dalla sua nomina ed il Direttore Generale che si presume l'abbia scelta in nome della tanto sbandierata indipendenza ed autonomia del suo ruolo manageriale rispetto a quello politico, l'accetti senza colpo ferire riassegnandola alle sue funzioni di responsabile del Dipartimento “Approvvigionamento beni e servizi”, rimane per la Cisl un fatto sconcertante», dice Ferdinando De Lellis.
«Infatti non una motivazione degna di nota, non una riflessione sul gesto della Dirigente, non due parole di circostanza, in questi casi se non altro doverosi, il Manager della ASL ha sentito la necessità di esternare», continua De Lellis, «l'unica risposta di D'Amario, molto significativa, è stata quella di cucire le bocche ai dipendenti tramite una disposizione che afferma che nessuno è autorizzato a dialogare con la stampa e a passare notizie ed informazioni sulla Asl. Gesto in palese contraddizione con il nuovo clima di trasparenza professata da codesta amministrazione che in una sanità regionale fino ad ora gestita male come la nostra, viceversa, dovrebbe essere il segno distintivo di un nuovo modo di interpretare la gestione della cosa pubblica avendo tutto l'interesse di far sapere cosa accede alla collettività che contribuisce anche con il massimo delle tassazioni locali».
La Cisl lamenta anche il fatto che la direzione non ha improntato la sua opera a favore della trasparenza e così anche per i sindacati “conoscere” diventa problematico.

09/02/2010 17.14