Strada pendolo, progetto cambiato in corsa. La scoperta ieri in Commissione

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Un progetto completamente stravolto e soprattutto difforme dalle previsioni del Piano regolatore generale».
E' quello relativo alla realizzazione della Strada Pendolo che, come emerso dall'esame di ieri delle carte, «ha improvvisamente perso il suo raccordo in via Aterno, con la scomparsa inspiegabile anche di una delle quattro rampe di uscita dall'asse attrezzato».
L'amara sorpresa è avvenuta ieri nel corso della seduta della Commissione consiliare Lavori Pubblici che per lunedì prossimo ha ora convocato i dirigenti del settore Urbanistica, il nuovo dirigente dei Lavori pubblici Tino Taraborrelli, gli assessori alla Mobilità Berardino Fiorilli e ai Lavori pubblici Alfredo D'Ercole e l'ex Responsabile unico del procedimento per chiarire cosa sia avvenuto nella fase realizzativa della strada-pendolo.
Lo ha ufficializzato ieri il presidente della Commissione lavori pubblici Armando Foschi al termine della seduta alla quale ha preso parte il nuovo Rup.
All'ordine del giorno c'era l'esame del progetto di quella nuova arteria concepita con l'obiettivo di snellire in modo definitivo la viabilità nell'area ovest del territorio, collegando in modo veloce e privilegiato la zona del Tribunale a quella dell'ospedale, attraversando il quartiere Villa del Fuoco da via Tirino a via Aterno – ha proseguito il presidente Foschi.
Però sono emersi i primi problemi: «attualmente la strada-pendolo», ja spiegato sempre Foschi, «è già stata completata per buona parte, con i relativi servizi accessori come aree verdi e parcheggi, sul versante sud sino a via Aterno, dove, come previsto nel Piano regolatore generale, l'asse a quattro corsie della nuova arteria doveva collegarsi con un nuovo braccio proveniente da nord, dal Ponte Capacchietti, anch'esso a quattro corsie, realizzato attraverso l'esproprio di un'area privata con la demolizione di un fabbricato. Tuttavia è emerso chiaramente che il braccio nord proveniente dal Ponte Capacchietti è improvvisamente scomparso dalle carte progettuali, è stato cancellato. Oggi il tratto nord è stato spostato verso il mare, a ridosso del rondò progettato su via Aterno, dove già confluiscono le tre rampe di ingresso o accesso all'asse attrezzato, nonché le vie di confluenza su via Aterno. In altre parole è scomparso il collegamento diretto e privilegiato tra gli assi della strada-pendolo, dirottata nel traffico urbano. Non solo: mentre il Ponte di Villa Fabio è stato raddoppiato, con la realizzazione delle quattro corsie di marcia, il rondò su via Aterno è stato progettato con sole due corsie, creando un'ostruzione, un ‘collo di bottiglia' che inevitabilmente creerà una strozzatura nella viabilità cittadina».
Non basta: nel Piano regolatore sono previste quattro nuove rampe a servizio dell'asse attrezzato; dalle carte progettuali le rampe sono però rimaste tre ed è stata eliminata la rampa dell'asse attrezzato proveniente da ovest in uscita su via Aterno, costringendo gli utenti a uscire prima, all'altezza del cementificio.
Rampa cancellata, sembra, per carenza dei fondi inizialmente previsti, quei 4milioni di euro di fondi Fas che potrebbero non essere sufficienti per la realizzazione dell'intera strada-pendolo.
«E' evidente», ha continuato Foschi, «che su tali modifiche che hanno stravolto il progetto iniziale occorre fare subito chiarezza: attualmente la strada-pendolo rischia di restare un'opera monca o quantomeno sembra destinata a perdere le proprie finalità originarie».

09/02/2010 10.44

DEL VECCHIO: «NESSUN CAMBIAMENTO IMPROVVISO»

«Ancora una volta», commenta il consigliere d'opposizione Enzo Del Vecchio (Pd), «la lettura della documentazione presente presso gli uffici comunali dimostra l'assoluta approssimazione e la grande confusione che regna nell'amministrazione Mascia impegnata più ad inseguire le crisi politiche che a seguire i progetti delle opere pubbliche».
Per Del Vecchio, infatti, «risulta inequivocabilmente che il progetto definitivo, consegnato nel mese di dicembre 2008 dai professionisti incaricati, è perfettamente rispondente sia a quanto previsto dal PRG sia al preliminare inserito nel piano triennale delle opere pubbliche».
Di più, «sulla scorta dei predetti elaborati, l'ufficio tecnico del Comune di Pescara in data 17.02.2009 provvedeva a rimetterne copia al Genio Civile per il preventivo parere di compatibilità idraulica; parere che perveniva al Comune in data 02.09.2009 acquisito con il prot. 118738».
Con l'insediamento della nuova amministrazione, spiega ancora il consigliere del Partito Democratico, «si da corso inspiegabilmente e forse anche misteriosamente per alcuni settori della stessa compagnie di governo, alla elaborazione di un nuovo progetto, quello che cancella una parte importante dell'opera e che giustamente fa impensierire gli osservatori più attenti, e su questo nuovo progetto viene richiesto, in data 22.12.2009, il parere del Beni Ambientali. Ma fatto ancor più inspiegabile è che in data 25.11.2009, quindi prima della richiesta del parere ai Beni Ambientali, il Consiglio comunale con deliberazione n. 142 veniva chiamato a rimodulare l'utilizzazione dei fondi POR-FESR, parte dei quali – 4,5 Milioni - sono stati impegnati per la realizzazione di questa opera, senza che nessun cambiamento di tracciato o modifica del quadro economico venisse sollevato».
«Ancora una volta», chiude Del Vecchio, «si conferma che la ossessionante ricerca di scaricare responsabilità su altri è uno sport che molto si addice a questa amministrazione che mostra quotidianamente enormi difficoltà a reperire una guida sicura, evidentemente sopraffatta dalle continue crisi che la dilaniano e che mal si conciliano con l'esigenza di assicurare alla città quelle risposte ai tanti bisogni che naturalmente genera».

10/02/2010 9.31