Commercio, nuove regole per chi vuole aprire una nuova attività

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Scatta la liberalizzazione dei pubblici esercizi a Pescara.


D'ora in avanti per aprire un bar, un ristorante, una pizzeria o un self-service non sarà più necessario acquistare una vecchia licenza a prezzi elevati, ma sarà sufficiente presentare una domanda al Comune che ha formalmente annullato il contingentamento dei permessi.
Tuttavia, per impedire il far west dei locali, il Comune ha anche istituito una serie di requisiti che dovranno essere adottati per poter aprire un'attività, requisiti che rappresenteranno la ‘soglia di ingresso'.
Ad esempio tutti i locali di nuova apertura dovranno essere dotati di impianti di videosorveglianza all'esterno e all'interno, essere attrezzati per la raccolta differenziata dei rifiuti, e poi garantire altri servizi di qualità, tra cui menù in almeno due lingue straniere, puntando sulla valorizzazione dell'enogastronomia locale, o avere strutture capaci di ospitare utenti diversamente abili.
«In altre parole», hanno spiegato il sindaco Luigi Albore Mascia e l'assessore al Commercio Stefano Cardelli, «oggi centriamo un nuovo obiettivo del nostro programma di governo, presentando il primo Regolamento comunale dei Pubblici Esercizi».
«Nel 2007 – ha detto ancora Mascia- la passata amministrazione comunale aveva messo al bando 220 nuove licenze per pubblici esercizi. Cento vennero assegnate, lasciandone in ballo 120. Dopo vari rinvii e temporeggiamenti proseguiti sino a giugno 2009, a fine estate 2009 l'assessore Cardelli ha emesso l'ultima proroga per quelle 120 licenze rimaste in sospeso, concedendo altri 30 giorni di tempo ai presunti candidati per completare le procedure e richiedere la licenza».
Lo scorso ottobre la procedura è stata definitivamente chiusa e gli uffici si sono messi al lavoro per procedere verso la liberalizzazione delle licenze, annullando di fatto il vecchio contingentamento delle licenze.
Tra i requisiti qualitativi richiesti anche «la disponibilità di un parcheggio personale o la prossimità di un'area di sosta; la presenza di personale di accoglienza alla clientela e di addetti al controllo fuori dalle attività, ossia lo steward; la cura del decoro e dell'immagine esterna della struttura, la dichiarazione di impegno ad aderire a programmi specifici per l'uso del trasporto pubblico o taxi; l'uso di attrezzature a risparmio energetico o utilizzo di sistemi ecocompatibili, come pannelli solari, impianti fotovoltaici o impianti a pavimento; dotazione di servizi igienici superiori alla norma; disponibilità di spazi destinati all'intrattenimento dei bambini e del rilevatore alcolometrico gratis per i clienti».
Il Regolamento interesserà ogni tipo di attività dedita alla ristorazione, ha spiegato l'assessore Cardelli, «come trattorie, ristoranti, osterie, esercizi di cucina tipica abruzzese, self-service, tavole calde, fast food – pizzerie, bar gastronomici, caffè, gelaterie, pasticcerie, creperie, birrerie, wine bar, enoteche, sale da the, piano bar, disco-bar, e american-bar. Siamo certi che dopo l'approvazione del Regolamento da parte del Consiglio comunale, documento ora all'esame della Commissione Commercio, avremo una pioggia di richieste destinate a incrementare la dotazione di pubblici esercizi».
Il Regolamento è stati sottoscritto da tutte le associazioni di categoria.
La ‘soglia di ingresso', ossia i requisiti richiesti saranno più elevati e rigidi nella zona del centro storico, compresa tra via delle Caserme, piazza Unione, viale Marconi, via Conte di Ruvo, via Arnaldo da Brescia e piazza Vittoria Colonna, coinvolgendo dunque anche l'area di sviluppo antistante la nuova stazione ferroviaria di Porta Nuova; soglia di ingresso di secondo livello nell'area del centro urbano, ossia nel quadrilatero compreso tra via Regina Margherita, via Nicola Fabrizi, via Venezia, corso Vittorio Emanuele e via Leopoldo Muzii; ‘soglia' di terzo livello in tutte le altre zone della città.

06/02/2010 9.02