Gas, società americana punta su Bomba con 5 pozzi. Idv: «pericolo Vajont»

Alessandro Biancardi

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Gas, società americana punta su Bomba con 5 pozzi. Idv: «pericolo Vajont»
CHIETI. Un giacimento di gas naturale nei pressi del lago di Bomba. Potrebbe iniziare a breve lo sfruttamento da parte di una società americana.
Il consigliere provinciale Idv, Palmerino Fagnilli ha presentato in Consiglio Provinciale un ordine del giorno sullo “Sfruttamento del giacimento di gas naturale denominato “Colle Santo”.
La società americana Forest Cmi S.p.a. ha presentato il 29 febbraio 2009 presso il Ministero dello Sviluppo economico la richiesta per lo sfruttamento del giacimento di gas naturale sito nel territorio del Comune di Bomba.
L'impianto prevede cinque pozzi, un impianto di desolforazione, con due torri di raffinazione ed un inceneritore.
«Quest'attività», sostiene Fagnilli, «oltre che i cosi detti vantaggi in termini di royalties, per Regione, Provincia e Comune, comporta anche rischi di inquinamento ambientale, quindi per la salute dei cittadini, per le emissioni in atmosfera di sostanze tossiche e nocive, produzione di rifiuti pericolosi solidi e liquidi, contaminazione delle falde, disturbi, quali puzza e rumore, e soprattutto rischi gravi di dissesto idrogeologico. Tutto questo», continua il consigliere, «lo dice la Acea, per la subsidenza del piano campagna, ( i pozzi saranno profondi fino a 1400), considerato che essi saranno siti a valle del Lago di Bomba. Insomma un pericolo serio che porta veloce alle immagini e alla tragedia del Vajont».
Tutti questi argomenti saranno oggetto della Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), ma per la cancellazione dall'apparato legislativo regionale della Valutazione di Impatto Sanitario (V.I.S.), non potranno essere soggetti di un particolare esame che avrebbe assicurato altrimenti maggiore trasparenza non soltanto nella fase iniziale, ma anche nel periodo successivo, sostiene il consigliere.
«A tal fine», continua l'esponente dell'Idv, «si si chiede un pronunciamento forte del Consiglio Provinciale per scongiurare i pericoli per la salute dei cittadini e per una seria riflessione sulla vocazione, sotto l'aspetto del profilo economico, da dare al territorio della Val di Sangro, ma più in generale della intera provincia di Chieti».
Fagnilli ha ricordato che «per anni si è lavorato alla promozione del territorio a favore di una soluzione di sviluppo basata sul turismo, mentre improvvisamente si sembra ripiombati in una idea di distretto minerario-energetico-industriale, che poco a che fare con il turismo. Se si continua così altro che “modello Catalogna”».

04/02/2010 9.08

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