Ombrina Mare, per il Comune di San Vito «irregolarità nel procedimento»

Alessandro Biancardi

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SAN VITO CHIETINO. «Irregolarità nel procedimento amministrativo attivato dal proponente, carenze nella documentazione allegata, violazione del “principio dello sviluppo sostenibile”, incompatibilità del progetto con le naturali vocazioni del territorio».

Sono solo alcuni degli elementi su cui si fondano le osservazioni presentate dal Comune di San Vito Chietino al progetto di sviluppo del campo “Ombrina Mare” per l'estrazione petrolifera nel tratto di mare antistante il litorale frentano.
Il consiglio comunale ha infatti approvato, all'unanimità, una delibera redatta dall'assessore all'ambiente Luigi Comini contro l'insediamento, inviata al ministero dell'ambiente, al ministero per i beni culturali, all'ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la geotermia, alla commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale.
Secondo il Comune ci sarebbero innanzitutto irregolarità nel procedimento amministrativo attivato dalla Medoil Gas Italia per quanto riguarda la “procedura di assoggettabilità”, preliminare alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. La società petrolifera, infatti, non ha trasmesso il progetto preliminare e lo studio preliminare ambientale, il cui avviso di deposito doveva anche essere affisso nell'Albo Pretorio del Comune.
Nell'avvio dello Studio di Impatto Ambientale, inoltre, non sono state inserite informazioni sulla compensazione degli impatti negativi rilevanti e non compaiono neppure i dati necessari per individuare e valutare i principali impatti sull'ambiente e sul patrimonio culturale che il progetto può produrre, sia in fase di realizzazione che in fase di esercizio. Non solo.
«E' stato presentato solo un progetto preliminare, mentre la normativa prevede l'invio del progetto definitivo».
E la stessa Medoil, sottolinea il Comune, «ammette in un passaggio della documentazione “che a questo stadio di definizione del progetto, non è possibile effettuare un'analisi di dettaglio dei rischi”».
«Questa singolare affermazione – commenta Comini – oltre a lasciare letteralmente interdetti, toglie qualunque ulteriore accettabilità allo Studio di Impatto Ambientale, anche perché non si capisce su cosa la commissione tecnica di verifica del ministero dovrebbe esprimersi, dato che non ha a disposizione praticamente nulla su cui pronunciarsi, se non una mole di dati di ogni genere da cui non si desume nulla».
Tra i dati, sempre secondo il Comune, spiccano «quelli copiati da un vecchio rapporto Unmig (l'ufficio nazionale minerario idrocarburi e geotermia), che tentano di mostrare come il progetto Ombrina si inserisca congruamente in un “piano energetico nazionale” e in un “piano di indipendenza energetica nazionale».
In realtà, spiega Comini, una norma del 2004 consente al concessionario – in questo caso dunque la Medoil, che è pure una società straniera – di mettere in circolazione i suoi prodotti come meglio crede, senza alcun riguardo per qualsivoglia piano nazionale.
Nelle 16 pagine di osservazioni inviate dal Comune, vengono indicate moltissime altre anomalie, che renderebbero di fatto irregolare tutto l'iter.
«Il nostro auspicio – aggiunge il sindaco Rocco Catenaro – è che tutte le istituzioni coinvolte sostengano la battaglia che viene portata avanti dai Comuni, al di là del colore politico delle amministrazioni. Se così non dovesse essere siamo pronti a portare i cittadini in piazza, contro un progetto che rischia davvero di distruggere il nostro territorio e il lavoro portato avanti in tanti anni per cercare di promuovere questo tratto di costa».

«ORA CHIODI MANTENGA LE PROMESSE»

Continua la campagna di sensibilizzazione contro l'installazione di Ombrina Mare anche da parte di comitati e associazioni di cittadini.
«Se approvato, il progetto porterà all'estrazione di petrolio e di gas per almeno 24 anni, con 4-6 pozzi estrattivi, e un mini-centro oli a mare, visibile dalla riva, ad incenerimento costante di idrogeno solforato e altre sostanze di scarto tossiche», ricorda Maria Rita D'Orsogna.
Finora oltre 170 associazioni, operatori turistici, economisti, medici, ristoratori, gruppi sportivi, ingegneri, docenti universitari, gruppi parrocchiali, bed and breakfast, commercianti, hotel, pescatori, sindaci hanno scritto lettere di contrarietà al Ministero.

«Di fronte ad una cosi massiccia partecipazione civile», dicono le associazioni, «è giunto il momento che anche il governatore Chiodi faccia la sua parte e che l'intera giunta regionale manifesti la propria contrarietà ad Ombrina Mare presso il Ministero in maniera ferma, ufficiale e senza compromessi.
Il governatore Chiodi, in un incontro con i cittadini a Cupello nel Luglio del 2009 aveva promesso che la riviera abruzzese sarebbe rimasta libera da insediamenti petroliferi. E' arrivata l'ora di mantenere quella promessa».


04/02/2010 8.42