Inchiesta Nocciano: sindaco e segretario restano ai domiciliari

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Restano ai domiciliari il sindaco di Nocciano, Marcello Giordano, e il segretario generale e city manager del Comune, Jean Dominique Di Felice.

PESCARA. Restano ai domiciliari il sindaco di Nocciano, Marcello Giordano, e il segretario generale e city manager del Comune, Jean Dominique Di Felice.

I due, arrestati la settimana scorsa per concussione aggravata e continuata in concorso e minacce a pubblico ufficiale sono stati ascoltati nei giorni scorsi e per la prima volta hanno raccontato la loro versione dei fatti. Hanno respinto al mittente tutte le accuse e si sono dichiarati estranei ai fatti contestati.
Ma ieri il gip del Tribunale di Pescara, Guido Campli ha però respinto l'istanza di revoca della misura cautelare presentata dai rispettivi legali: i due restano quindi ai domiciliari.
Anche il Pm Gennaro Varone, titolare dell'inchiesta, aveva espresso parere contrario alla scarcerazione.
La difesa ricorrerà ora, molto probabilmente, al tribunale del Riesame.
Probabilmente la versione dei due non ha convinto a pieno Campli che non sarebbe rimasto soddisfatto dalle risposte ricevute e probabilmente ritiene fondato il pericolo di inquinamento delle prove.
Come spiegato nei giorni scorsi dall'avvocato difensore Umberto Di Primio (candidato sindaco al Comune di Chieti) il sindaco non ha alcuna intenzione di dimettersi e, ha aggiunto il legale, «i provvedimenti della procura non sospendono assolutamente le funzioni del sindaco perche' sono funzioni elettive».
Secondo l'accusa, Giordano e Di Felice avrebbero inflitto una lunga serie di sanzioni disciplinari all'unico vigile urbano del paese e nei confronti di un tecnico comunale perchè, nonostante le pressioni, continuavano a comminare multe e rilievi amministrativi nei confronti del vice sindaco e di altri componenti della maggioranza comunale per gli abusi edilizi commessi.
Nei giorni scorsi un centinaio di residenti di Nocciano, sostenitori del sindaco, si sono recati sotto l'abitazione del primo cittadino agli arresti domiciliari per manifestare la loro solidarietà.
03/02/2010 11.01

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