Manifesti contro il crocifisso a scuola ma il Comune li blocca

Alessandro Biancardi

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Manifesti contro il crocifisso a scuola ma il Comune li blocca
PESCARA. L'Unione degli Atei e degli Agnostici aveva preparato alcuni manifesti da far attaccare in giro per la città contro il crocifisso nelle scuole ma il Comune non ha permesso che uscissero.


Per questo l'Unione ha indetto per sabato prossimo, dalle ore 9, un sit in di protesta in Piazza Italia a Pescara «per contestare democraticamente contro l'assurda censura di cui sono stati vittime i nostri manifesti sul crocefisso a scuola».
«L'amministrazione pescarese con sommo disprezzo dei diritti fondamentali costituzionali», spiegano dall'Uaar, «ha deciso senza nessuna base giuridica di non permettere l'affissione, applicando una censura oltremodo odiosa e degna di regimi teocratici e totalitari. Invitiamo tutti i cittadini democratici e libertari di Pescara e dell'Abruzzo a partecipare alla nostra manifestazione in difesa della libertà d'espressione».
Ma già a febbraio dell'anno scorso era successo un incidente analogo con il Comune, quando a Palazzo di Città c'era una maggioranza di centrosinistra.
In quel caso i manifesti (con la scritta «La cattiva notizia e' che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno») però sono usciti.
Le polemiche sono scoppiate solo in un secondo momento, a cose fatte.
Il vicesindaco Camillo D'Angelo, infatti, prese subito le distanze dal messaggio della 'campagna pubblicitaria' è spiegò che il gestore degli spazi per conto del Comune aveva «proceduto indipendentemente senza coinvolgere l'amministrazione nel relativo processo di decisione».
Già allora l'Unione si augurava che quell'episodio non impedisse «la continuazione della campagna», e si definì «eccessivo e un po' inquietante» il fatto che ci sarebbe bisogno del beneplacito di qualche autorità per poter esporre pubblicamente le proprie idee, per poter godere di un diritto costituzionale.

02/02/2010 9.02






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