Domenica tragica sulle montagne abruzzesi: due morti e tre feriti

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Domenica tragica, quella di ieri, sulle montagne abruzzesi: due i morti e tre i feriti.
A perdere la vita sono stati due escursionisti romani sul Gran Sasso.
Una slavina che si è staccata da un costone di Campo Imperatore li ha sepolti in pochi istanti.
I due, Francesca Laera, architetto 35enne, e Franco Mataloni, impiegato 48enne, stavano percorrendo a piedi il sentiero estivo in direzione del Corno Grande, insieme ad un terzo alpinista, Antonio Leone, direttore del Cai di Roma, rimasto fortunatamente illeso.
Il terzo uomo è stato infatti spinto fuori dalla valanga dalla stessa massa di neve ed ha lanciato l'allarme, pur se sotto shock, ma illeso, per avviare le ricerche dei due compagni scomparsi.
Il Corpo forestale dello Stato è intervenuto con 18 uomini proveniente dai Comandi stazione di Assergi, Lucoli e Rocca di Mezzo, nonché con le unità altamente specializzate del Soccorso Alpino Forestale.
Ma subito gli esperti hanno parlato di un'escursione decisamente proibitiva, quella intrapresa ieri mattina dai tre romani, a causa delle difficoltà di visibilità e per l'intensità del vento che, oltre quota 2000 soffiava anche a 130 km orari.
I tre, tutti iscritti al Cai, si erano messi in cammino, piccozza e ramponi, e stavano percorrendo un tratto innevato nei pressi dell'Osservatorio astronomico e del rifugio Duca degli Abruzzi.
La valanga si è formata tra Monte Aquila e Monte Portella, con un fronte di 150 metri è partita da 2.400 metri di altezza ed è arrivata fino a 2.100, trascinando i tre a valle.
Il fatto si è verificato intorno alle 13. A rendere più difficili le operazioni di recupero, il fatto che i due erano sprovvisti del sistema di ricognizione Arva.
Il cadavere donna è stata ritrovata verso le 16 con l'aiuto delle unità cinofile, l'uomo, il cui corpo era rimasto più in profondità, è stato ritrovato grazie alle operazioni di sondaggio.
A provocare la valanga, secondo il soccorritori, è stato il peso stesso degli escursionisti che avrebbe rotto i legami tra gli strati di neve fresca, caduta negli ultimi giorni e quella più in profondità.
Le operazioni di soccorso sono state rese ancora più difficili a causa del freddo.
Ma il problema maggiore per gli escursionisti è stato la consistenza della neve.

A ROCCARASO ALTRI DUE FERITI

Ieri si sono verificate, infatti, altre due slavine, una a Pescasseroli (alle 9.40) e l'altra a Roccaraso (erano circa le 13.40) dove un uomo e una donna di origine partenopea sono stati recuperati sotto il manto nevoso.
L'uomo, Umberto Alberti, 29 anni, ferito alla clavicola, è attualmente ricoverato all'Ospedale di Castel di Sangro.
Secondo una prima ricostruzione l'uomo e la donna nell'intendo di effettuare un fuori pista hanno provocato un taglio di neve fresca (a lastroni) che li ha scaraventati fino ad un centinaio di metri dal punto di frattura della neve e distanti tra loro di circa 20 metri.
L'area interessata dall'evento risulta il cucchiaio di sinistra della Telecabina dell'Aremogna ed il punto di taglio della neve è di fronte ai paravalanghe che sono lì ubicati.
I due sciatori sono rimasti sepolti dalla neve per 1 metro ed hanno potuto allertare i soccorsi.
La ragazza è rimasta miracolosamente illesa.
Resta alto l'allarme valanghe su tutto l'Appennino centrale.
Sono 43 le vittime sulle montagne abruzzesi negli ultimi cinque anni.
Nei giorni scorsi, l'escursionista teramana Valeria Rosini, di 24 anni, è morta all'ospedale dell'Aquila dopo essere caduta in un dirupo sul Gran Sasso a Santo Stefano.
La ragazza è deceduta all'ospedale di San Salvatore dopo aver lottato per settimane tra la vita e la morte.

A PESCASSEROLI UNA SLAVINA MA NESSUN FERITO

L'evento si è registrato intorno alle ore 09.40 circa.
Si è distaccata una valanga di superficie a lastroni di medie dimensioni: 70 metri di fronte per una fratture di circa 50 centimetri, staccatasi da una quota di circa 1800 m che ha raggiunto quota 1500.
Il Corpo forestale dello Stato è intervenuto con il Comando Stazione di Villetta Barrea che è alla ricerca di uno sciatore, che probabilmente ha provocato la valanga.

01/02/2010 8.10

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