Ordine avvocati Chieti: si va al ballottaggio ma si afferma la lista di Tenaglia

Alessandro Biancardi

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Ordine avvocati Chieti: si va al ballottaggio ma si afferma la lista di Tenaglia
CHIETI. Pierluigi Tenaglia: 299 voti, Cristiano Sicari: 278, Marco Ciammaichella: 272, Francesco De Cesare: 270.

Quindi si andrà al ballottaggio, previsto per il 4 febbraio prossimo, quando saranno eletti i rimanenti 11 componenti del direttivo.
Sono questi i primi risultati ufficiali delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Chieti, che si sono svolte ieri a Chieti.
Scrutinio fino a tarda sera per il presidente del seggio, avvocato Lella Iovino, e poco dopo le 23 i primi risultati ufficiosi che stamattina il segretario uscente dell'Ordine Pierluigi Pennetta ha verbalizzato.
Come noto si sono presentate due liste, la prima capeggiata da Eliodoro D'Orazio, la seconda da Tenaglia.
Gli iscritti a votare erano 706, i votanti effettivi sono stati 558, con una percentuale che sfiora l'80%.
Qualche problema al momento dello scrutinio per la fissazione del quorum: era 280, calcolandolo sul totale degli iscritti, oppure 266, facendo riferimento ai voti validi, cioè i votanti meno le schede bianche (18) e le nulle (10) e cioè 530?
C'è stata qualche incertezza di interpretazione sul regio Decreto del 1944 che regola l'elezione dell'Ordine, ma poi è spuntata una circolare più recente che disciplina il tutto con il riferimento al quorum sui voti validi.
Il tema era di fondamentale importanza, perché con il primo quorum solo l'avvocato Tenaglia sarebbe entrato al primo turno.
Con il quorum diminuito, sono entrati anche altri tre avvocati che hanno superato la soglia dei 266 voti.
Nessun eletto invece per la seconda lista, in cui il capolista D'Orazio ha riportato 183 voti.
Si è trattato comunque di una buona affermazione, se si pensa che era la prima volta che si presentava una lista non “governativa”.
Ha destato qualche perplessità il numero delle schede nulle: niente parolacce o altre scritte curiose, come capita nelle altre elezioni.
Solo errori nel votare: si potevano esprimere solo 15 preferenze, cioè la lista, in 10 hanno aggiunto altri nomi, votando così 16 o 17 candidati.
Un errore stranissimo per avvocati che dovrebbero conoscere bene come si vota e che magari sono chiamati a preparare ricorsi per altre elezioni.

s. c. 29/01/2010 15.41