La rete "studenti di Pescara" in corteo contro il riordino scolastico

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La rete “studenti di Pescara” ha indetto per oggi una mobilitazione studentesca per chiedere l’immediato ritiro della delibera sul piano di riordino delle scuola.

PESCARA. La rete “studenti di Pescara” ha indetto per oggi una mobilitazione studentesca per chiedere l'immediato ritiro della delibera sul piano di riordino delle scuola.
Gli studenti hanno lanciato anche nuove proposte. Tra queste la stesura di un nuovo piano che tenga conto delle effettive capacità degli istituti e non basato solamente su interessi economici; chiarezza sugli organici del personale docente e non evitando ulteriori licenziamenti; tempi e modalità della ricollocazione delle attrezzature specifiche di ciascuna scuola e indirizzo che rimarrebbero inutilizzate con la soppressione di specifici corsi di studio che ne fanno uso.
Il corteo è partito alle 9 da piazza salotto per terminare sotto la sede della Provincia dove gli studenti consegneranno un documento alla giunta provinciale nel quale esporranno le loro richieste.
Alla manifestazione hanno ufficialmente aderito la Consulta provinciale degli studenti, i giovani comunisti e la Fgci (federazione giovani comunisti italiani) di Pescara, la rete insegnanti precari Abruzzo e alcuni docenti particolarmente sensibili ai problemi.
Hanno inoltre dato dimostrazione di solidarietà alla mobilitazione la maggior parte dei presidi delle istituzione scolastiche.
«La “non riforma Gelmini”», ha commentato il consigliere comunale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, «non ha ancora visto il voto sui decreti attuativi, è priva del sostegno di una vera maggioranza parlamentare, in più parti bocciata dal Consiglio di Stato e avversata da tutto il mondo della scuola docenti, studenti e dalle famiglie costrette a subirne i disagi e i costi. Il termine per l'iscrizione alla scuola superiore previsto per il 25 gennaio è slittato a marzo e non vi è alcuna certezza su quale sarà il quadro degli indirizzi di Licei, Istituti tecnici e professionali che studenti e famiglie troveranno. Ci chiediamo cos'altro debba accadere perché la Ministra Gelmini prenda atto del proprio fallimento e ritiri la “Riforma”».
«La delibera provinciale va ritirata», insiste Acerbo, «ed occorre un tavolo permanente per l'elaborazione di un nuovo piano in cui siano presenti tutte le parti sociali coinvolte (amministrazioni, studenti, docenti, presidi, famiglie..)».

29/01/2010 9.44