Ponte del mare: i problemi di oggi segnalati in fase di progettazione

Alessandro Biancardi

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Ponte del mare: i problemi di oggi segnalati in fase di progettazione
PESCARA. Si torna a parlare di Ponte del Mare ed ancora una volta scoppiano polemiche. Sono reali i problemi emersi in questi giorni oppure no?






Sembrerebbe che alcuni problemi tecnici ci siano e siano dovuti alla costruzione del ponte.
Alla base della rampa, infatti, si trova un impianto di sollevamento delle acque reflue.
Un impianto che dovrebbe essere di facile accesso anche a mezzi che da anni devono fare manutenzione, cosa oggi resa difficile proprio per la presenza del ponte ''simbolico''.
Il direttore dell'Area Tecnica, Luciano Di Biase, puntualizzò la cosa in una conferenza stampa ad inizio 2009, sottacendo sul particolare che sarebbe stata la larghezza del ponte a chiudere la luce verticale della vasca.
Così come tutti sapevano sin dal momento della progettazione, il problema attuale deriva dall'impalcato del ponte stesso che, trovandosi sulla verticale della vasca, impedisce l'estrazione delle pompe.
Tutti lo sapevano ed infatti più di qualcuno lanciò l'allarme e sollecitò i tecnici del cantiere. Ma gli ordini superiori erano sempre gli stessi: fare in fretta, continuare ed andare avanti.
C'era una inaugurazione da presenziare in grande stile.
Sta di fatto che ora le difficoltà create dall'opera dovranno essere risolte.
La domanda semplice è perché e per colpa di chi è accaduto tutto questo.
La storia ricorda molto quella del Wine Glass, l'altra opera tanto voluta dall'ex sindaco Luciano D'Alfonso, oggetto di una inchiesta penale, il quale premeva presso la ditta per fare in fretta poiché l'opera doveva essere pronta per essere inaugurata il giorno prima delle elezioni regionali (giorno di silenzio elettorale).
Secondo alcuni tecnici i processi di polimerizzazione dell'opera furono in qualche modo accelerati e questa potrebbe essere la causa della goffa rottura tre mesi dopo l'inaugurazione.
La velocità ha giocato brutti scherzi anche con il ponte?
Sta di fatto che i pannelli che dovrebbero essere smontati presentano numerosi bulloni e non pare una azione agevole svitarli tutti. La manovra prevede almeno la presenza di tre persone e l'ausilio di un mezzo meccanico.
Nella storia che riguarda prettamente problemi tecnici si inserisce la politica della confusione che agita le acque gettando scompiglio e non aiuta di certo a fare chiarezza.
Il Pd difende a spada tratta a prescindere. Per il Pdl la questione pare enorme.
Tra le altre cose sui quotidiani si è parlato anche di disegni e “manuali di manutenzione”. Qualcuno ha anche illustrato la posizione delle botole che avrebbero dovuto agevolare le operazioni di manutenzione all'impianto di sollevamento –anche se non si capisce in che modo.
L'associazione Terra Nostra è andata a verificare ed ha scoperto che non esistono botole lì dove è stato detto che dovrebbero essere.
Ora però c'è un problema in più che costerà, pare, poche centinaia di euro ad operazione.
Secondo il presidente della Commissione Lavori pubblici Armando Foschi (Pdl) «oggi non sappiamo quanto tempo effettivamente occorra per effettuare le operazioni di smontaggio e reinstallazione della gabbia, necessarie per consentire la manutenzione delle sei pompe idrovore dell'Aca; non conosciamo i costi di tale intervento, perché non previsti nel Piano di manutenzione; non sappiamo neanche quanti operai occorrerebbero, visto che la passata amministrazione comunale aveva già programmato di scaricare il problema sulle spalle del Consorzio di Bonifica prima e dell'Aca dopo. In sostanza aveva fatto i conti senza l'oste. La nuova amministrazione comunale si sta già adoperando per risolvere il problema e consentire all'Aca di effettuare il proprio intervento, con la grande amarezza di dover, ancora una volta, riparare i cocci di chi ha piegato la città con arroganza e oggi non ha neanche il buon gusto di tacere e chiedere scusa».
Nei prossimi giorni sarà convocata una riunione tecnica per fare il punto della situazione.

29/01/2010 9.01