Mafia: incontro a Pescara con Salvatore Borsellino e Genchi

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Le associazioni Espressione libre e Pescara in comune by Amici di Beppe Grillo hanno organizzato per sabato 30 gennaio un incontro con Salvatore Borsellino (fratello del giudice assassinato nel 1992) e Gioacchino Genchi che si svolgera' presso la sala consiliare del Comune di Pescara a partire dalle ore 17.
L'incontro, dal titolo 'Le verita' nascoste: i casi Genchi e Borsellino', cerchera' di fare luce su due vicende della recente storia italiana dai risvolti ancora oscuri: l'assassinio del giudice Paolo Borsellino e il trattamento riservato a Genchi, funzionario di polizia, vice questore di Palermo, esperto informatico collaboratore di magistrati come Falcone e De Magistris.
Verrà anche presentato il suo recente libro (Il caso Genchi: storia di un uomo in balia dello Stato, Aliberti editore), dove l'autore ripercorre la propria storia cercando di spiegare il motivo dell'accanimento nei suoi confronti da parte delle istituzioni.
«Sarà l'occasione per incontrare due protagonisti della cosiddetta 'nuova Resistenza', quel movimento trasversale apartitico che cerca di fare luce sui misteri di questa seconda Repubblica», hanno spiegato questa mattina le due associazioni.
Salvatore Borsellino da anni gira l'Italia per stimolare le nuove generazioni a ricercare la verita' sulla strage di Via D'Amelio, «una strage ancora tutta da chiarire», hanno spiegato le due associazioni, «dove i legami tra criminalita' organizzata e parti delle istituzioni sembrerebbero aver giocato un ruolo fondamentale».
Salvatore Borsellino grazie a questa sua attivita' ha catalizzato attorno a se' un movimento spontaneo oggi presente in tutta Italia, il "popolo delle agende rosse", di cui le due associazioni organizzatrici fanno parte: cittadini desiderosi solo di verita' e di una politica piu' pulita.
«Con Borsellino e Genchi ripercorreremo - hanno continuato le due associazioni - gli inizi di quella che si e' soliti definire 'Seconda Repubblica', anni in cui molti magistrati, in una fase di grande sentimento verso quello che si definisce "senso dello Stato", si immolarono per la salvaguardia delle nostre istituzioni, e soprattutto della nostra democrazia. Purtroppo, tutto si concluse in un fiume di acqua spruzzato da idranti dei vigili del fuoco, in una calda domenica pomeriggio, in quella maledetta strada senza uscita di Palermo: via D'Amelio. 5 vite spezzate, 5 persone la cui colpa era solo quella di amare e condividere quel famoso "senso dello Stato": quello stesso Stato - hanno denunciato - che oggi delegittima in continuazione i magistrati e legifera unicamente per perseguire gli interessi di una sola persona».
Prima dell'incontro Borsellino e Genchi parteciperanno dalle ore 16 al sit-in, organizzato in tutta Italia dal popolo viola, il popolo del No Berlusconi Day, davanti alla Prefettura di Pescara «per difendere la Costituzione italiana dai continui attacchi di coloro che dovrebbero difenderla».

28/01/2010 16.04

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