Nuovo logo: il Vate diventa il «simbolo identitario» del Comune di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Non più “Vicina”, né “Facile”, con Mascia Pescara diventa “Città Dannunziana”.

Il sindaco ha più volte annunciato il cambiamento e ha deciso di cominciare dal logo ispirato al Vate.
Spazzato via con un colpo di spugna il più famoso “Pescara Città Vicina”di dalfonsiana memoria. Non si può più usare.
D'ora in poi sulla carta intestata del Comune, su tutti i manifesti e le iniziative ci sarà il nuovo logo che riproduce il mezzo busto del poeta Gabriele D'Annunzio, con una scritta nella parte superiore “Pescara Città Dannunziana”, nella parte inferiore la firma autografata e sui lati destro e sinistro la stilizzazione di una cornucopia.
La decisione è stata presa dalla Giunta il 21 gennaio scorso.
Assente solo l'assessore ai Lavori Pubblici, Alfredo D'Ercole.
«Il logo è stato fornito a titolo gratuito dalla ditta Best service sas (agenzia di comunicazione e di prodotti editoriali, ndr)», si legge nella delibera, «che lo aveva già depositato in Comune a dicembre».
La ditta è la stessa che ha realizzato il logo di Montesilvano appena in sella è arrivato il sindaco di centrodestra, Pasquale Cordoma, che aveva voluto seguire l'esempio lanciato proprio da D'Alfonso con un nuovo simbolo del comune ma soprattutto della amministrazione in carica.
Spesa minima, questa volta, per il maquillage del marketing della città che sarà di «300 euro per la registrazione del logo».
L'idea deve essere piaciuta anche gli unici eredi del poeta pescarese Federico e Mark Anthony D'Annunzio, che hanno rilasciato «l'autorizzazione all'utilizzo del logo senza avere nulla a pretendere».
La Giunta di centrodestra ha voluto così suggellare «l'indissolubile legame che lega la nostra città con la figura di Gabriele D'Annunzio, creando un forte legame identitario del grande poeta con la sua terra d'origine, che nelle sue opere ricorda e descrive in numerose occasioni». Un rapporto di appartenenza in verità già contenuto nello Statuto Comunale (art.7) dal quale ha preso spunto l'amministrazione: «Pescara è patria del poeta Gabriele D'Annunzio, di fervidi ingegni e di eletti ed eroici animi che hanno onorato in tutte le epoche in patria e all'estero il nome della città e dell'Abruzzo».

m.r. 28/01/2010 11.00