Cittadini contro le bollette pazze dell’Aca:«importi non dovuti»

Alessandro Biancardi

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Cittadini contro le bollette pazze dell’Aca:«importi non dovuti»
TOCCO DA CASAURIA. Una assemblea spontanea di tutti i cittadini del paese per per discutere dell’annoso problema della bollettazione dell’acqua e della quota di costi per la depurazione.
Lo spunto l'hanno dato le bollette ricevute in questi giorni.
Letture che in molti casi superano i 700 giorni, laddove il Contratto di Servizi dell'azienda prevede al massimo un anno.
E ancora una volta la quota di depurazione è quella che viene contestata poiché a tutt'oggi il 70% delle reti di Tocco da Casauria non è collegato ad alcun impianto di depurazione. Dunque perché pagare e pgare salato?
Cosa mal digerita dai cittadini e dall'Amministrazione Comunale che, sull'argomento, è da tempo in prima linea per ottenere i dovuti servizi dall'Azienda acquedottistica.
«Poco prima di Natale», spiega i sindaco Riziero Zaccagnini, «l'Amministrazione aveva portato i vertici dell'azienda a confronto con i cittadini, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato l'illegittimità della tassa sulla depurazione in assenza del servizio. In attesa del decreto attuativo del Ministero dell'Ambiente l'Azienda si impegnava a predisporre la documentazione per gli eventuali rimborsi. La sorpresa quando in bolletta ci si è visti computare nuovamente la depurazione».
«E' una quota dovuta solo se ci si trova in presenza di una progettazione in corso», ha dichiarato Lorenzo Cesarone (Unione Consumatori Consab) invitato dai cittadini a partecipare, precisando che immediatamente richiederà all'Aca l'accesso agli atti.
Il Sindaco di Tocco da Casauria, Riziero Zaccagnini, anch'egli invitato a partecipare, ha precisato inoltre che, comunque, anche qualora ci fosse un progetto in corso, bisognerà individuare nel dettaglio quali utenze usufruiranno del servizio «e già sappiamo che non sarà l'intero paese».
«Su questo l'Assessore Vittorio Tarquinio», ha aggiunto il primjo cittadino, «si sta già muovendo e, a breve, convocheremo Aca e Ato per sederci ad un tavolo risolutivo. Intanto abbiamo chiesto e ottenuto la presenza di un loro funzionario per tutta la prima settimana di febbraio, in modo da aumentare le rate da tre a otto, vista la cattiva abitudine di leggere i contatori all'occorrenza. In più abbiamo richiesto da tempo di sapere dove è finita la quota di depurazione pagata negli anni passati, che per legge doveva costituire un capitolo di bilancio vincolato proprio per gli investimenti e che, ad oggi, ACA e ATO, rimpallandosi la palla, non sono in grado di dirci che fine abbia fatto».
Si è anche riaccesa la polemica sull'intera gestione dell'Aca e dell'Ato, visti dai cittadini come «carrozzoni della politica locale» e, per di più, vessatori.
«Su questo posso solo dire – ha aggiunto il Sindaco – che chi è o è stato al timone di questi enti e società è espressione dei partiti, per cui una parte di responsabilità ce l'abbiamo anche noi elettori. Ai cittadini da anni ripeto che non ci si può ricordare del problema solo quando arrivano le bollette, per poi dimenticarcene quando si ha bisogno di un qualche favore. Un primo passo per scardinare questo sistema è scegliere bene chi votiamo. A tal proposito mi chiedo dove sono i partiti locali: oggi che i cittadini ci danno prova di maturità e senso civico nell'organizzarsi autonomamente per tutelare i propri diritti, nessuno che senta il bisogno di sostenerli e schierarsi senza remore dalla loro parte, magari in contrasto con le indicazioni di scuderia. Poi però, in campagna elettorale tutti torneranno alla carica in cerca di voti. Oggi l'Ato è commissariato ma ci auspichiamo che la Regione prenda alla svelta decisioni sul suo futuro, poiché la pur sana gestione commissariale nei fatti ingessa la programmazione di cui il territorio ha bisogno».

27/01/2010 13.31