La Cassazione boccia la liberazione dei taxi di Francavilla

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Questa volta la bocciatura arriva dai piani alti che più alti non si può.
Infatti con la sentenza numero 3288 la cassazione ha sancito che i comuni non possono liberalizzare l'attività di autonoleggio con conducente abolendo il «contingente numerico» delle autovetture da destinare a questo servizio concedendo le licenze senza indire alcun bando di pubblico concorso.
Bocciata dunque la liberalizzazione introdotta in questo settore dal Comune di Francavilla a Mare che aveva rilasciato, in questo modo, 300 nuove licenze.
Su richiesta della magistratura le licenze sono state sequestrate e la suprema corte ha convalidato il sequestro.
Una indagine è aperta e va avanti a rilento anche a causa dei ricorsi, ora però dopo la pronuncia della Suprema Corte non vi sarebbero più ostacoli per chiudere la l'inchiesta e conoscere le contestazioni mosse alla ex giunta Angelucci.
Senza successo, in Cassazione, un autonoleggiatore romano, Pietro M., che aveva ricevuto una delle 300 licenze dal comune di Francavilla, ne ha chiesto il dissequestro sostenendo che l'amministrazione abruzzese - finita sotto inchiesta per abuso d'ufficio - «non avrebbe violato la legge ma solo adottato una disciplina mirata a liberalizzare la disciplina delle autorizzazioni delle licenze in materia di noleggio con conducente».
I supremi giudici gli hanno replicato che quella delibera è illegittima e che il trattato della comunità europea in materia di trasporti vuole «evitare che siano emanate norme interne rivolte a discriminare, anche indirettamente, imprese di trasporto di altri Paesi membri rispetto a condizioni più favorevoli riservate agli operatori interni».
Fatta questa premessa la Suprema Corte rileva che la legge italiana (numero 21 del 1992) «prevede la necessità di un bando di concorso per l'attribuzione delle licenze, al fine di garantire le esigenze di trasporto in un determinato territorio e si deve escludere che ciò possa determinare una lesione ai principi della concorrenza, dal momento che nessuna norma di favore è prevista per i vettori italiani, potendo partecipare al concorso anche i vettori comunitari».
«D'altra parte - conclude la Cassazione - il servizio di noleggio con conducente è un servizio pubblico non di linea che ha ad oggetto il trasporto collettivo o individuale di persone, con funzione complementare e integrativa dei trasporti pubblici di linea, sicché la previsione di una procedura di concorso per il rilascio dell'autorizzazione a soggetti che abbiano determinati requisiti appare del tutto compatibile con i principi di concorrenza stabiliti dalla normativa comunitaria».
Anzi «assicura una maggiore trasparenza nella gestione delle licenze e nel trattamento paritario dei soggetti richiedenti, conciliando le esigenze della concorrenza con quelle del soddisfacimento del pubblico interesse».

26/01/2010 15.51

[url=http://www.primadanoi.it/search.php?query=taxi+francavilla+licenze&mid=6&action=showall&andor=AND]L'INCHIESTA SULLE LICENZE DEI TAXI[/url]