Dall’Europa 1,5 milioni per la tutela del gambero di fiume

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Si avvierà domani mattina, con la firma ufficiale, prevista per le ore 10.00 presso la Sala Giunta (corso Marrucino, 97 – terzo piano), il progetto «CRAINat» (Conservation and Recovery of Austropotamobius pallipes in Italian Natura2000 Sites).


Il progetto è promosso e presentato dal Settore Ambiente della Provincia, approvato dall'Unione Europea nell'ambito del programma «Life + Nature and Biodiversity» e finanziato con 1.538.191 euro.
Attorno al tavolo ci saranno il presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, l'assessore all'Ambiente, Eugenio Caporrella, il dirigente del Settore Ambiente, Giancarlo Moca, il Consorzio Mario Negri Sud, l'ERSAF (Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste) Lombardia, l'Ente Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, la Regione Abruzzo, e la Provincia di Isernia.
Il progetto, di durata quadriennale vedrà la Provincia di Chieti e gli altri partner impegnati a realizzare specifiche azioni di tutela nei confronti della specie “Austropotamobius pallipes”, meglio conosciuta come gambero di fiume.
La specie, inserita negli Allegati II e V della Direttiva 92/43/CEE - Habitat, è minacciata di estinzione a causa del proliferare di crostacei esotici (con conseguente riduzione degli spazi vitali e diffusione di malattie), alla pesca di frodo, all'inquinamento delle acque e al riscaldamento globale che, soprattutto nei periodi estivi, porta ad una riduzione o interruzione delle portate idriche nei corsi d'acqua, con una drastica diminuzione della possibilità di sopravvivenza della specie.
In questa situazione di rischio estinzione, la Provincia di Chieti ha deciso di intervenire proponendo azioni di conservazione e tutela che saranno realizzate congiuntamente in due ambiti territoriali (Centro e Nord Italia), all'interno di oltre 40 Siti di Importanza Comunitaria (SIC) ricadenti per gran parte all'interno di aree protette di livello nazionale e regionale.
«Accanto ad azioni di ricognizione sui corsi d'acqua presenti nei SIC lombardi, abruzzesi e molisani», dicono dalla Provincia, «saranno realizzate attività di caratterizzazione genetica (grazie anche al supporto dell'Università di Pavia), azioni di monitoraggio e contenimento delle specie alloctone (come il gambero rosso della Louisiana), azioni di manutenzione e ripristino degli habitat, nonché azioni specifiche finalizzate alla reintroduzione di giovani individui di Austropotamobius pallipes. Per la corretta ed efficace realizzazione delle attività di reintroduzione, saranno costruite e/o adeguate in Lombardia, Abruzzo e Molise, strutture destinate a centri di riproduzione, nelle quali verranno allevati individui riproduttori, destinati alla produzione di novellame da rilasciare nei corsi d'acqua adatti».
Questa azione di conservazione/reintroduzione sarà accompagnata anche dalla realizzazione sperimentale (si tratta, infatti, di interventi mai realizzati in precedenti progetti di tutela del gambero di fiume) di canalizzazioni parallele ai corsi d'acqua, con conformazione sinuosa, tale da rallentare il flusso idrico e consentire la riproduzione degli individui alloggiati e la successiva immissione, del tutto naturale, nei corsi d'acqua adiacenti.
È infine prevista una campagna di diffusione e sensibilizzazione sul gambero di fiume che vedrà la Provincia e gli altri partner del progetto attivi nell'organizzare convegni, congressi, workshop tematici e impegnati a produrre materiale editoriale e documentale, oltre a svolgere, per l'intera durata del progetto, attività di formazione ed educazione ambientale.
26/01/2010 12.19