Pilastro del Ponte del Mare finisce nel tombino delle pompe

Alessandro Biancardi

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Pilastro del Ponte del Mare finisce nel tombino delle pompe
PESCARA. Per consentire la manutenzione delle sei pompe idrovore sottostanti la struttura del Ponte del mare che, dal 31 dicembre 2009, sono passate in gestione all’Aca, sarà necessario rimuovere il carter che oggi riveste l’asse ciclopedonale.





Si tratta di quella sorta di ‘gabbia di metallo' che abbraccia il manufatto e che impedisce il movimento della gru, creando situazioni di pericolo durante la manovra.
Una scoperta non inedita quella fatta dal presidente della Commissione Lavori pubblici, Armando Foschi.
Infatti già lo scorso marzo il consigliere Pdl Marcello Antonelli aveva sollevato il problema denunciando quello che sembra un errore progettuale che non tiene conto di chiari effetti collaterali.
In sostanza, nell'area della Madonnina ci sono le sei pompe di raccolta delle acque nere che, in caso di pioggia intensa, raccolgono anche le acque bianche.
L'impianto è stato gestito sino allo scorso 31 dicembre dal Consorzio di Bonifica che, a fine anno, ha trasferito la responsabilità all'Aca, la quale, in previsione di tale passaggio di consegne, già durante la fase di costruzione del Ponte del Mare aveva effettuato alcuni sopralluoghi con il direttore dei lavori, l'ingegner Nicola Di Mascio, manifestando le preoccupazioni e i problemi relativi all'estrazione delle pompe durante la normale manutenzione ordinaria per la presenza del corpo centrale del ponte previsto proprio sopra la gabbia delle idrovore, problemi pure messi a verbale in occasione della Conferenza dei Servizi tra Comune, Ato e Consorzio di Bonifica.
Il Direttore dei lavori Di Mascio ha predisposto, durante la fase realizzativa dell'opera, uno spostamento di circa 70 centimetri, l'unico possibile visto che nel frattempo era già stato sistemato il pilastro, proprio sopra una delle condotte Aca.
Ma anche quello spostamento in realtà non ha sortito l'effetto sperato: di fatto oggi per effettuare la manutenzione delle idrovore è necessario chiudere al traffico ciclopedonale il Ponte del Mare, e far salire una gru che, dall'alto, effettua le operazioni di estrazione delle idrovore.
Ma, anche in questo caso, l'intervento è ostacolato dalla presenza del carter, ossia della gabbia in rete di rivestimento dell'intero corpo del ponte, probabilmente una scelta di carattere estetico legata al progetto, ma anche di tipo tecnico per realizzare una griglia di contenimento capace di impedire il lancio di oggetti dal ponte verso il basso.
In sostanza però quel carter impedisce il movimento della gru e l'Aca quest'oggi ha ribadito la necessità di rimuovere quella griglia, per almeno 20 metri lineari lungo l'asse del ponte, partendo dalla Madonnina, eliminando la parte bassa del rivestimento e, al limite, individuando una soluzione per conservare la parte alta.
«Tale intervento», ha proseguito il presidente Foschi, «andrà effettuato anche celermente per consentire la seconda manutenzione ordinaria delle idrovore, già prevista per metà gennaio per controllare il funzionamento degli impianti e impedire sversamenti nel fiume, manutenzione rinviata in attesa di un incontro con l'amministrazione comunale. Il problema è già stato sottoposto all'attenzione dell'assessore ai Lavori pubblici Alfredo D'Ercole che si è attivato con la propria squadra operativa per individuare la soluzione più opportuna. Resta l'amarezza per un disagio che era già stato più volte denunciato alla passata amministrazione comunale di centro-sinistra che ha però preferito fare orecchie da mercante per portare avanti un'opera che, ad appena un mese e mezzo dalla sua inaugurazione, sta già causando i primi disagi alla città».
Un disagio che sembrerebbe dettato dalla fretta o dalla superficialità ma non secondario se si tiene conto del costo dell'opera che è di circa 7 milioni di euro.
Ma per il Pd non ci sono problemi: «l'argomento è stato affrontato e risolto già da molto tempo con i diretti interessati: direzione dei lavori, Consorzio di Bonifica (allora gestore del depuratore) e Comune di Pescara quale proprietario del depuratore e del Ponte del Mare. L'iniziativa di Foschi, rappresenta l'ennesimo tentativo di screditare un'opera nonostante questa sia entrata nel patrimonio della Città tutta e non solo».
26/01/2010 8.48

«IL PD CONOSCEVA IL PROBLEMA

«Il Pd sapeva che il Ponte avrebbe impedito la manutenzione delle 6 idrovore situate nell'area della Madonnina», replica Foschi.
«Su richiesta dell'Aca infatti si svolse una conferenza dei servizi per denunciare i problemi strutturali causati dalla costruzione dell'asse ciclopedonale nella manutenzione degli impianti. La vecchia amministrazione comunale di centro-sinistra, assunte le informazioni, si è però limitata a spostare di 70 centimetri il corpo centrale della struttura, mettendo a tacere ogni altra segnalazione inviata da Ato, Aca e dal Consorzio di Bonifica. Non solo», continua Fosci: «nessuno sapeva dell'installazione del carter che oggi ingabbia l'intero Ponte, una griglia estetica non prevista inizialmente, spuntata fuori all'improvviso e che oggi ostacola le operazioni di manutenzione degli impianti affidati in gestione all'Aca dallo scorso 31 dicembre. Nessuno sta ‘gongolando' di fronte all'ennesimo problema lasciato in eredità alla città da sei disastrosi anni di governo del centro-sinistra. Dopo il crollo del ‘calice' di Toyo Ito speravamo infatti di non dover mai più ripetere simili esperienze, e invece ci ritroviamo con l'ennesimo problema dinanzi al quale il Pd, con i suoi capigruppo-ombra Del Vecchio e Di Pietrantonio dovrebbe solo tacere».
26/01/10 18.12

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