Processo discarica Bussi, «la Regione si è costituita nel 2008»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Giovedì prossimo ci sarà l'udienza preliminare per i 27 indagati dell'inchiesta sulla discarica di Bussi. La Regione Abruzzo non si costituisce parte civile.
E' stata definita dopo la sua scoperta la discarica più grande d'Europa e tra due giorni si deciderà se mandare a processo 27 indagati che sono rientrati a vario titolo nella maxi inchiesta della procura di Pescara.
L'udienza preliminare, già prevista per lo scorso luglio è poi stata rinviata a fine gennaio per alcuni difetti di notifica. Giovedì nuovo tentativo, davanti al gup di Pescara, Luca De Ninis,
Si avvia così il percorso per fare luce sulle responsabilità penali per un disastro ambientale senza pari nel continente, per discariche industriali abusive di 500.000 tonnellate, per l'inquinamento della falda acquifera più importante dell'Appennino e per la contaminazione con solventi dei pozzi S. Angelo destinati all'acqua potabile.
Questi ultimi hanno dato acqua a tutta la Val Pescara con 500.000 persone che, ignari fino all'ultimo, hanno bevuto acqua proveniente da pozzi inquinati da tetracloruro di carbonio, tetracloroetilene e tricloroetilene.

Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Marevivo, Ecoistituto Abruzzo, Miladonnambiente, alla vigilia dell'udienza preliminare, in programma per giovedì prossimo nel tribunale di Pescara denunciano l'assenza di iniziative da parte delle istituzioni, in particolare per quanto concerne la messa in sicurezza del territorio, e annunciano una serie di iniziative di mobilitazione.
A tre anni dal loro rinvenimento, per le associazioni, «nulla ancora è stato fatto», consentendo, di conseguenza, «ai veleni chimici sepolti di continuare a diffondersi nelle acque di fiume e di falda, nel mare e nell'ambiente in generale».
Le associazioni ritengono, inoltre, grave il fatto che «a processo aperto da vari mesi», il ministero dell'Ambiente, il Commissario delegato per il bacino Aterno-Pescara, Adriano Goio e la Regione Abruzzo «non abbiano ancora sentito la necessità di comparire nel procedimento e il dovere di costituirsi parte civile per avanzare, nei confronti dei responsabili, richiesta risarcitoria per il danno ambientale».
«E' sconvolgente - sottolinea Edvige Ricci di Miladonnambiente - che ministero, Regione e commissario non siano intervenuti, sin dall'inizio, anche a livello giudiziario».
«C'é una caduta di interesse nei confronti del problema - osserva Giovanni Damiani di Ecoistituto Abruzzo - ed il rischio è che nessuno se ne occupi più».
«Siamo stati gli unici - aggiunge, da parte sua, Paola Barbuscia di Marevivo - a diffidare Goio per mettere in sicurezza il sito».
«Sono passati tre anni - ha aggiunto Damiani- da quando il Corpo forestale dello Stato ha scoperto la discarica in corrispondenza del polo chimico di Bussi, già di proprietà di Montedison, poi Ausimont e infine Solvay Solexis, ma da allora nulla e' stato fatto all'esterno dello stabilimento, la megadiscarica è ancora lì, il problema è tutt'oggi
non affrontato e non vediamo neppure la voglia di affrontarlo. Non si e' proceduto neppure alla messa in sicurezza prescritta dalla legge».
Mimmo Valente ha sottolineato che le associazioni si sentono «offese» dall'atteggiamento delle «amministrazioni, che dovrebbero essere a fianco a noi e invece ci troviamo soli ad affrontare questa causa».
Già alcuni comuni si sono costituiti (Bussi, Torre de Passeri, Castiglione a Casauria, Pescara e l'Ente Provincia) ma la Regione Abruzzo per il momento non ha ritenuto utile fare altrettanto.
Edvige Ricci ha annunciato che la battaglia delle associazioni continuerà e, ricordando che questa discarica ha contaminato i pozzi di acqua potabile, ha sottolineato che «potremmo smettere di essere avvelenati, perchè c'è la possiiblità tecnico scientifica di operare».
Per affrontare le spese legali di questa vicenda le associazioni chiedono alla popolazione un contributo e per questo hanno creato un salvadanaio da utilizzare per raccogliere fondi.
Intanto l'Italia dei Valori ha presentato una risoluzione in vista della seduta di Consiglio regionale di oggi, con la quale si chiede la costituzione di parte civile nel processo della Regione Abruzzo.
«La Regione Abruzzo deve costituirsi parte lesa nel processo contro la Montedison», ha detto anche Marinella Sclocco (Pd). «Più volte ho richiesto con interrogazioni scritte e documenti (l'ultimo firmato e votato all'unanimità al termine del consiglio regionale sulla crisi di Bussi) che le aree venissero bonificate per arginare i danni e permettere l'arrivo di nuovi insediamenti produttivi. Una somma – prosegue il consigliere Sclocco – chiaramente insufficiente, è stata inserita nel masterplan ma non servirà né a risanare i danni continui e devastanti nel fiume, nel suolo, tanto meno nel mare».
26/01/2010 8.43




REGIONE COSTITUITA NEL 2008

La notizia che si è diffusa in questi giorni sulla mancata costituzione parte civile della Regione nel processo sui veleni di Bussi ha indotto i consiglieri del Pd e dell'IdV a presentare oggi in consiglio due risoluzioni con cui si impegnava la giunta a costituirsi.
«L'intento era nobile, ma la notizia infondata», chiarisce il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo.
«Infatti la giunta regionale, allora guidata dal vicepresidente Paolini, ci aveva già pensato con una delibera di giunta il 4 dicembre 2008. Inutile dire che a richiedere la costituzione parte civile della Regione era stata Rifondazione Comunista».
Preso atto della comunicazione di Acerbo i consiglieri hanno ritirato le loro risoluzioni.
«Rimane comunque il fatto che l'attuale giunta regionale, per non parlare degli invisibili parlamentari abruzzesi, non sta dedicando la dovuta attenzione alla vicenda della bonifica delle discariche né tantomeno al processo in corso», continua il consigliere di Rifondazione.
«Infatti stamattina è stato il sottoscritto a informare il segretario della presidenza Mazzarelli dell'esistenza della delibera».
26/01/10 18.09


PIANELLA NON SI COSTITUISCE

IL DOCUMENTO INTEGRALE: 27 RICHIESTE DI RINVIO A GIUDIZIO 
COSI' SI NASCOSE LA PORTATA DEI VELENI

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