Presidente dell’Ordine avvocati di Vasto minacciato per non ricandidarsi

Alessandro Biancardi

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VASTO. «Minacciato per non ricandidarmi». E’ l’ennesimo episodio inquietante che ha come epicentro Vasto. Una vicenda sulla quale la procura di Vasto dovrà fare chiarezza con tutte le implicazioni del caso.

A denunciare il fatto è stato questa mattina il presidente uscente dell'Ordine degli avvocati di Vasto, l'avvocato Bernardo Masciarelli, che ha diffuso una lettera dai contenuti chiari ed inquietanti.
Diventa così un giallo il rinnovo del consiglio dell'ordine forense locale, le cui operazioni di voto, in seconda convocazione, sono fissate sabato prossimo, 30 gennaio, con eventuale ballottaggio il 6 febbraio.
«Mi sono pervenute minacce larvate e in perfetto 'stile mafioso'», spiega Masciarelli nella sua lettera, «sulla pubblicizzazione di mie vicende personalissime, allo scopo di indurmi a desistere dalla gia' dichiarata ricandidatura a componente del consiglio. Tale comportamento - aggiunge Masciarelli - primo episodio di tal fatta e gravita' nel foro di Vasto, mi convince ancor piu' a non mollare, a rivendicare il mio diritto a far valere le mie ragioni nelle sedi deputate, come uomo e, soprattutto, come avvocato. Ma cio' che ancor piu' mi induce a riproporre la mia candidatura e' la certezza di aver sempre tutelato tutti i colleghi, indistintamente e di essermi sempre opposto, anche attirandomi le conseguenti critiche, strumentali, ad un utilizzo della funzione come mezzo di vendetta contro qualche povero malcapitato».
«Rivendico inoltre - prosegue Masciarelli nella sua lettera- la mia profonda onesta', anche intellettuale, nonche' il mio sommo disinteresse alla gestione del potere per fini personali; mi sono sempre e solo preoccupato di tutelare gli interessi della categoria che per tanti anni mi ha concesso di rappresentarla, anche a discapito dei miei interessi personali e, sicuramente, alcune di quelle vicende che si intendono pubblicizzare - conclude il presidente uscente - non si sarebbero verificate se avessi contravvenuto ai miei principi, e piegata la mia dirittura morale alle lusinghe dell'interesse».
Prendono le distanza ed esprimono piena solidarietà i candidati della lista dell'avvocato Nicola Artese.
I candidati condannano «i metodi denunciati assolutamente estranei ai componenti di questa lista» con «l'intima convinzione che ciò non costituisca un espediente a ridosso della tornata elettorale per attirare attenzione e consensi e distrarre il dibattito dalle reali problematiche dell'avvocatura vastese».

25/01/2010 13.59