Corte dei Conti e il fantasma di Cantagallo, l'anomalo governo Cordoma

Alessandro Biancardi

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Corte dei Conti e il fantasma di Cantagallo, l'anomalo governo Cordoma
MONTESILVANO. Se non fosse che il primo cittadino Pasquale Cordoma si era proposto come il sindaco del cambiamento, della pulizia morale e del rinnovamento, forse oggi non starebbero tutti a fare le pulci al suo lavoro. DI FELICE: «CERTIFICAZIONE ENTRO IL 31 MARZO»
Mentre si avvicina una ennesima bega da districare, dopo che il collegio dei revisori del Comune ha trasmesso nei giorni scorsi una denuncia alla procura regionale della Corte dei conti, il governo cittadino ricorda sempre più da vicino la vecchia amministrazione Cantagallo, almeno in quanto a ''visi familiari''.
Quella finita nel mirino della magistratura per presunte tangenti (il processo stenta ancora a decollare), quella dalla quale l'attuale primo cittadino aveva sempre preso le distanze annunciando un rinnovamento radicale.
Eppure a metà mandato Cordoma deve fare i conti con quattro inchieste della magistratura sul groppone.
Lui assicura di essere tranquillo e non particolarmente turbato dalle indagini degli inquirenti che vanno avanti a tutto spiano.
E così, pochi mesi dopo la sua elezione, il sindaco è finito nell'inchiesta sui concorsi comunali che la Procura definisce pilotati.
Era il 2007. L'esito è ancora incerto l'inchiesta non è stata ancora formalmente chiusa.
Poi è spuntata anche l'inchiesta per il trasferimento del dirigente Costantino Di Donato (Cordoma è stato già rinviato a giudizio e il prossimo 19 maggio ci sarà la prima udienza. L'accusa è quella di abuso d'ufficio).
Terza inchiesta quella che vede il sindaco indagato per tentata concussione per lo spostamento della psicologa del Comune.
E infine l'inchiesta sulla Ecoemme, più fresca e recente e forse quella che preoccupa di più il primo cittadino che nelle settimane scorse ha confessato di sentirsi «sotto un treno»

LA NUOVA BEGA: LA CORTE DEI CONTI

Adesso a protestare è il collegio dei revisori dei conti che ha inviato un esposto di cinque pagine alla Corte dei Conti. La richiesta è quella che vengano fatte indagini «sul bilancio sballato».
Secondo i revisori, infatti, dai conti del Comune emergerebbe «la volontà di disinteressarsi non solo dei dettagli ma anche delle regole principali» che stanno alla base della finanza pubblica.
Nel mirino dei revisori il sì della maggioranza, dello scorso 30 novembre, a 7 milioni di opere pubbliche. Un voto favorevole arrivato nonostante il parere negativo degli esperti finanziari e il via libera a 4 scuole, al potenziamento di via Saragat e al parcheggio in via Verrotti.
Per i revisori dei conti «la previsione di nuove opere da realizzare non sembra sempre assistita dal carattere di urgenza e necessità». «Appare chiaro», continua la relazione del collegio, «che i maggiori mutui previsti e d'importo molto rilevante incideranno in termini di cassa anche sul 2010 e sul 2011».
Se dal Comune si dicono tranquilli il consigliere Francesco Maragno parla di «effetti devastanti sul futuro della città di Montesilvano».
«Purtroppo», prosegue l'esponente dell'opposizione, «le nostre perplessità avanzate nelle opportune sedi hanno trovato ampia conferma nella lettera-esposto dei revisori che rappresentano in modo inequivocabile con quanta superficialità ed approssimazione siano stati gestiti i soldi dei cittadini.
Se l'organo di controllo contabile cittadino, che è giusto evidenziare come in questi anni si è distinto per grande equilibrio e professionalità, si sbilancia sino ad affermare che vi è stato completo disinteresse per il rispetto delle regole, allora va da sé che il tanto auspicato cambiamento più volte annunciato e ribadito è bel lontano dal realizzarsi».

LE STESSE FACCE


Ma a Montesilvano è bufera anche per la giunta Cordoma che in questi ultimi mesi assomiglia sempre più alla vecchia amministrazione Cantagallo, bruscamente interrotta dall'intervento della magistratura e dallo scoppio dell'inchiesta Ciclone.
Stesse facce, soliti nomi e salti della quaglia: da centrosinistra a centrodestra pur di accaparrarsi una poltrona: questa sembra la vera ideologia montesilvanese.
E se nessuno di questi è attualmente indagato appare quanto mai strano vedere che il centrosinistra (ex?) riesce ad avere una preponderanza anche quando governa il centrodestra.
Sono 4 (su 8), infatti, gli assessori che oggi siedono vicino a Cordoma e provengono dal gruppo dell'ex sindaco indagato.
C'è Mimmo Di Giacomo (oggi Udc), assessore all'Urbanistica ma ex capogruppo dell'allora Margherita nel 2006. C'è Emidio Di Felice, oggi assessore alle Finanze e in sella al Pdl ma fino a ieri nella lista Tedoro. C'è anche Claudio D'Aventura ieri capogruppo della lista Arcobaleno con Cantagallo. C'è anche Pietro Gabriele, oggi assessore alla Sanità.
E' arrivato in consiglio perchè eletto dai cittadini ma con il Pd. Poi è passato all'Idv e infine all'Udc: quest'ultimo cambio gli ha aperto le strade dell'assessorato.

25/01/2010 10.08

DI FELICE: «CERTIFICAZIONE ENTRO IL 31 MARZO»

«Nel Consiglio Comunale del 30 novembre 2009 è stata approvata una variazione di bilancio da sette milioni di euro - spiega l'assessore alle Finanze Emidio Di Felice - che rispetta i principi di congruità, coerenza, pareggio dell'annuale e pluriennale e attendibilità. Variazione approvata per dare il via all'iter della costruzione di quattro scuole, per il potenziamento di via Saragat, per creare un parcheggio in via Verzotti e per quelle opere del triennale di cui la città necessita. Ho chiesto io stesso un incontro alla Procura della Corte dei Conti per riferire sulla variazione di bilancio, proprio perché ritengo che stiamo facendo bene. I revisori ci accusano di non aver rispettato il patto di stabilità, ma la certificazione verrà fatta entro il 31 marzo 2010 e, solo allora si potranno fare tutti i ragionamenti del caso».
La variazione presentata, secondo l'assessore, andava approvata «perché conteneva provvedimenti per il personale necessari a rimpinguare stanziamenti insufficienti per l'ultima mensilità dello stipendio, per utenze insufficienti a pagare acqua, gas e corrente elettrica e non perché nel 2009 si stava spendendo di più, ma perché abbiamo pagato annualità pregresse, che sciagurate gestioni (per la maggior parte sotto il vaglio di questi revisori) non hanno onorato e ora siamo pieni di solleciti con spese maggiorate. Inoltre, siamo stati costretti ad integrare gli stanziamenti per i servizi di Protezione civile per l'accoglienza degli aquilani e infine abbiamo previsto oneri superiori per la discarica, per la raccolta e trasporto dei rifiuti perché mancavano i fondi per le ultime fatture. Per le opere pubbliche la variazione consentirà di costruire nuove quattro nuove scuole in quattro quartieri diversi: Villa Carmine, Montesilvano Colle, zona Porto Allegro e Santa Filomena. Cosa mai accaduta in nessuna amministrazione precedente».
«Invito il consigliere di opposizione Maragno – prosegue l'assessore Di Felice - a non fare demagogia, ma ad essere più collaborativo per cercare insieme a questa maggioranza soluzioni migliori per il bene della città. Questa è una amministrazione che basa il suo governo sulla trasparenza e che sta svolgendo con la massima onestà il proprio lavoro. Questa città sta rinascendo dalle ceneri, in cui era ridotta per le scelleratezze dei suoi amministratori passati, grazie alla Giunta Cordoma che ha basato e che poggia ogni giorno il proprio impegno sulla legalità».
Di Felice assicura che si sta lavorando «costantemente per trovare soluzioni giuste e per non lasciare debiti così com'è avvenuto in passato, e per realizzare quattro scuole, rifare strade che oggi vanno in frantumi per via dei materiali scadenti adoperati qualche anno fa, per realizzare giardini e parchi e per ridare la dignità a quelle persone che vivono in situazioni precarie, come i disabili. Se oggi migliorare tutto questo significa prendersi un avviso di garanzia, ben venga perché vuol dire che si sta lavorando per denunciare ed aprire quelle botole del passato, ben vengano le inchieste affinché si faccia chiarezza e differenza su passato e presente. Oggi chi governa ha le mani pulite e i fatti ci daranno ragione».
Riguardo le polemiche sollevate nei confronti di coloro che hanno fatto parte dei governi passati, l'assessore sottolinea che «questi amministratori sono all'oscuro nell'inchiesta Ciclone: i loro nomi infatti non sono mai comparsi tra gli indagati. Hanno mostrato invece entusiasmo, passione, grande professionalità, qualità e spirito di abnegazione».

25/01/10 17.43

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