Cuccurullo: «più ricerca per futuro dei giovani e del paese»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il Rettore ha inaugurato oggi l’Anno Accademico dell’Università di Chieti-Pescara presentando anche un monumento dedicato a Gabriele d'Annunzio.


L'opera, in jesmonite bianca, alta 4,25 metri, base 2,02 x 2,70 metri, è di Giulio Tamburrini, lo scultore scomparso il 22 maggio 2007 che ne ha realizzato lo studio plastico e, prima della sua morte, lo ha donato all'Università intitolata al Vate.
Il monumento è stato realizzato a Roma dal tecnico d'arte Domenico Annicchiarico.
L'inaugurazione è avvenuta prima della cerimonia di apertura dell'anno accademico 2009/2010 dell'ateneo.
«In Italia e nel mondo non esiste un monumento a Gabriele d'Annunzio - ha detto il rettore dell'ateneo, Franco Cuccurullo -. 'Consapevole di tale lacuna, scrisse Tamburrini, ho realizzato un'opera monumentale che sia sintesi della figura, del valore, della poiesi del Poeta. Ho voluto recuperare quanto di lui ci illumina e ci forma. Con questo lavoro ho inteso ergere nello spazio un ectoplasma che fosse parola e immagine, sembianza dello spirito del Poeta».
«Una cosa è certa- ha poi detto il rettore inaugurando l'anno accademico- la qualità della ricerca è strettamente correlata all'entità degli investimenti. Lo sanno bene negli Stati Uniti, posizionati al primo posto della classifica globale degli investimenti per la ricerca, con 273 e 772 miliardi di euro; al secondo posto il Giappone con 118 miliardi di euro; al terzo la Germania con quasi 59miliardi; al quarto la Francia con quasi 38miliardi di euro di investimento, al quinto il Regno Unito con 34 e al sesto posto l'Italia, appunto, con 15miliardi e mezzo di euro. Gran Bretagna, Francia e Germania, investono più del doppio rispetto all'Italia».
Ma Cuccurullo, circa il rapporto tra investimenti e risultati, ha avvertito: «Non sempre a investimento maggiore corrisponde una qualità sostenibile maggiore. Per portare un esempio, l'Olanda, che per qualità segue immediatamente l'Italia, è ampiamente superata, in termini di investimento, da Paesi che si posizionano dopo di lei, sempre per qualità, come Australia, Spagna, Cina e Federazione Russa».
Cuccurullo ha rigettato «lo stereotipo negativo, di cui parlano i mass media, che vede l'Italia come Paese di retroguardia», illustrando invece «quella che emerge dall'analisi di dati oggettivi, trasparenti e riproducibili. Noi che abbiamo scelto la ricerca come missione fondamentale della nostra vita accademica, propendiamo ovviamente per il secondo approccio».
Aiutandosi con 36 diapositive, Cuccurullo ha posto in evidenza le criticità e le eccellenze della rete di ricerca italiana: «Va sottolineato il fatto che, ai fini della gestione, produzione e sviluppo della ricerca, un fondamentale driver di spesa è rappresentato dai costi del personale, non solo in termini di giusta gratificazione economica dei singoli ma, soprattutto, in termini di numero complessivo degli addetti, in particolare dei ricercatori».
Con il pensiero rivolto al terremoto dell'Aquila, Cuccurullo ha così concluso: «Occorre, ora più che mai, rilanciare con vigore la funzione degli Atenei nella percezione pubblica, fare emergere il ruolo prezioso e insostituibile della formazione e della ricerca, nella costruzione del futuro dei giovani che è anche il futuro del Paese».


23/01/10 16.24