Tra dissensi e forti rotture, domani elezioni del consiglio dell’Ordine Forense

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2780

PESCARA. Domani circa 1600 avvocati del Foro di Pescara si recheranno a votare per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine Forense. Una sola lista ufficiale, ma si teme una mossa ufficiosa.



Dunque risulta essere stata presentata una sola lista, che comprende i membri uscenti L. De Benedictis (presidente uscente, R. Colitti (segretario uscente), A. Febo, G. Manieri, F. Squartecchia, integrata dai nuovi candidati M. Di Michele, A. Migliorati, F. Corradini, F. Mancinelli, F. De Gregorio, D. Di Campli, F. Di Carlo, G. Cappuccilli, E. Di Bartolmeo, G. Stramenga.
Altri nove componenti del Consiglio uscente (A. Cetrullo, M. Coco, C.Del Peschio Liberatore; V. Di Girolamo, U. Di Silvestre, M. Leone; R. Milia, C. Montanino, E. Torino- Rodriguez) hanno invece deciso di non ricandidarsi per un aperto dissenso determinato, come si legge in una lettera aperta rivolta all'avvocatura pescarese, da «non condivisibili esigenze ed ambizioni di carattere personale».
Ma in teoria potrebbero essere eletti ugualmente in quanto secondo il regolamento tutti gli avvocati del Foro possono essere eletti anche se non candidati in una lista.
E' da chiedersi come si comporterà l'elettorato, presumibilmente consistente, di questi consiglieri uscenti: si asterrà dal voto, lascerà la scheda in bianco, o li voterà ugualmente?
Una rottura forte ma non del tutto negativa secondo il sindacato degli avvocati Anf di Pescara. «Dopo le tante votazioni “bulgare” degli anni passati», si legge in una nota del segretario del sindacato Anf di Pescara, Marcello Pacifico, «registrare una forma di dissociazione sembra già rappresentare un passo in avanti. Potremmo anche vederla come un primo accenno di un processo di crescita».
«Alla fine la rottura c'è stata, fragorosa e insanabile», continua Pacifico, «i dissensi dissimulati per quasi due anni sono esplosi clamorosamente alla vigilia dell'appuntamento elettorale, ingenerando una situazione davvero imprevista: nove consiglieri uscenti si sono dissociati dalla posizione del presidente, sfiduciandolo ed invitandolo a farsi da parte. Nel contempo, con una lettera aperta rivolta ai colleghi del Foro, hanno illustrato le ragioni della loro decisione di non ricandidarsi, prima fra tutte una crisi di fiducia verso la presidenza uscente, anche per aver questa da tempo stabilito accordi con alcuni dei componenti il Consiglio onde garantirsi la rielezione per un altro mandato».«Confidiamo in questo senso», conclude l'avvocato sindacalista « in un diverso atteggiamento del Consiglio che sarà eletto, che avrà peraltro il non facile compito di gestire una fase di transizione caratterizzata dalla (speriamo) prossima approvazione della legge di riforma dell'ordinamento professionale, ancora frenata dalle divisioni dell'avvocatura e da qualche lobby interessata».
L'assemblea si aprirà sabato alle 9.30 con le relazioni del presidente e del tesoriere, seguite dalla discussione , dopodiché inizieranno le operazioni di voto.


ELEZIONI COMITATO PARI OPPORTUNITA'

Oltre che per il Consiglio si voterà anche per il rinnovo del Comitato Pari Opportunità, un organismo che tra le sue finalità statutarie prevede l'impegno a favorire l'accesso alla libera professione, alla formazione e qualificazione professionale delle donne. Almeno sulla carta qui pare esserci una minore conflittualità rispetto all'elezione del Consiglio dell'Ordine Forense.
L'elenco dei candidati, ovviamente a larghissima composizione femminile, annovera un solo “coraggioso” avvocato. Su quindici posti disponibili le candidature ufficialmente pervenute sono quattordici, fermo restando il fatto che sono comunque eleggibili tutti gli avvocati iscritti all'albo. Le preferenze esprimibili in sede di voto saranno invece solo undici.



m.r. 22/01/10 17.16