Cava sottomarina Punta Penna, le rassicurazioni di Febbo non bastano

Alessandro Biancardi

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VASTO. «L'amico Mauro Febbo dovrebbe avere la bontà di sentire i colleghi di maggioranza prima di rilasciare dichiarazioni e di ascoltare le ragioni di chi, a torto o a ragione, chiede di essere sentito».

E' la piccata presa di posizione del consigliere regionale Giuseppe Tagliente a proposito delle rassicuranti affermazioni dell'assessore regionale alla pesca, Mauro Febbo, sulla cava sottomarina davanti alla costa di Punta Penna.
Così, su un argomento che riguarda la ''sua'' Vasto si apre lo scontro tra Tagliente e il collega di scuderia.
«Su questo progetto – ha spiegato il consigliere regionale - ereditato dalla precedente amministrazione regionale di centrosinistra, della quale facevano parte anche "rifondaroli" e Verdi, sono stati sempre forniti dati quanto mai ondivaghi. Tanto per restare in tema di mare. Confido nella sua nota ragionevolezza perchè si possano al più presto dissolvere i dubbi arrivando ad una decisione più partecipata e condivisa riguardo alla scelta del sito della cava a mare».
Insomma, per il momento le rassicurazioni di Febbo non hanno convinto troppo e il progetto della cava sottomarina che potrebbe deturpare il sito di Punta Penna viene visto ancora come una minaccia.
Anche il consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, si è mostrato scettico rispetto le notizie rassicuranti dell'assessore: «non sapevo che Febbo fosse anche un biologo marino. Senza nulla togliere alla sua onniscienza vorremmo leggere le carte».
Acerbo per questo ha richiesto copia di tutta la documentazione all'assessorato.
«Consiglio al focoso assessore di non fare dichiarazioni impegnative per la sua reputazione», ha detto ancora Acerbo, «già sulla caccia le ha prese sui denti davanti al Tar per più volte consecutive».
Il Consiglio Comunale di Vasto già si è espresso contro il progetto, così come migliaia di cittadini che hanno aderito al gruppo aperto su Facebook “No alla cava sottomarina di Punta Penna” (circa 4.200 adesioni in pochi giorni).
«Non gli è bastato distruggere una intera città con mega colate di cemento...adesso devono distruggere anche punta Penna....Vergogna!!!!», ha scritto un utente sulla bacheca del gruppo.
«Non si deve tocca il nostro splendore», ha aggiunto Francesco.
«Punta Penna non si tocca», dice Roberta. «Sono a Perugia, se tocca venire a fermare le ruspe fate un fischio!!»

21/01/2010 11.54