Punteruolo rosso, oggi abbattimento di altre 33 piante

Alessandro Biancardi

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Punteruolo rosso, oggi abbattimento di altre 33 piante
PESCARA. La città ha perso 180 palme canariensis sui 700 esemplari che costituivano l'intero patrimonio arboreo.

Le palme sono state attaccate e uccise dal punteruolo rosso. Per martedì prossimo è stato concordato tra Comune e Arssa un incontro per concordare l'adozione delle nuove procedure per salvare le palme ancora non infettate e soprattutto per sollecitare l'inserimento di Pescara nella sperimentazione già in atto nelle Marche di una nuova molecola che, in buona parte dei casi, avrebbe ridotto al minimo la morte delle palme. Lo hanno annunciato il presidente della Commissione consiliare Ambiente Nico Lerri e l'assessore ai Lavori pubblici Alfredo D'Ercole nel corso del vertice svoltosi ieri pomeriggio alla presenza, tra gli altri, dei dirigenti del settore, degli agronomi comunali e del dottor Granchelli, responsabile del Comune di San Benedetto del Tronto.
«Attualmente il capoluogo adriatico è considerato ‘zona di infestazione'», hanno spiegato Lerri e D'Ercole, «ma c'è il rischio concreto che la città venga classificata come ‘zona di insediamento', in altre parole che venga considerata una sorta di ‘zona rossa' dove, considerando l'esistenza di una sorta di pandemia, si ritiene ormai inutile l'adozione di qualunque tipo di trattamento fitosanitario teso a salvare il salvabile, anche a sperimentare nuove metodologie capaci di bloccare la diffusione dell'insetto in seno al nostro patrimonio arboreo».
Ben 33 piante verranno abbattute questa mattina.
Ma, al di là degli interventi necessari per fronteggiare l'emergenza, bisogna adesso programmare iniziative concrete per salvare quelle palme che ancora non sono state attaccate dal punteruolo rosso.
L'Arssa potrebbe emanare un'ordinanza ad hoc per imporre ai privati la cura o, se necessario, l'abbattimento delle palme infette.
Poi, considerata la gravità della situazione su Pescara, il Comune chiederà di inserire la città nella sperimentazione di una nuova molecola che sarebbe in grado di contrastare in modo efficace l'espandersi del punteruolo, una molecola che altrove, come sul territorio di San Benedetto del Tronto, avrebbe già sortito ottimi effetti di cura e prevenzione, bloccando l'insetto.
«Tale sperimentazione potrebbe avvenire su un numero ben individuato di palme che dovrebbero essere considerate il patrimonio base della città. Non solo – hanno proseguito il presidente Lerri e l'assessore D'Ercole –: sempre con l'Arssa valuteremo la possibilità di differenziare lo smaltimento delle palme infettate e abbattute. Gli studi ci hanno dimostrato che le larve e gli insetti si concentrano all'interno della pianta sino a un metro dall'apice dell'albero: tale prima sezione deve senza dubbio essere smaltita come rifiuto speciale, ma il resto della pianta potrebbe essere smaltita in modo normale con una netta riduzione dei costi a carico sia del pubblico che del privato. Nel frattempo l'amministrazione comunale si è già attivata per scegliere le piante con cui sostituire le palme infette e abbattute lungo la riviera nord di Pescara, un esame che verrà condotto con la Forestale».

19/01/2010 9.39