Riordino istituti scolastici: scontro sulle decisioni della Provincia di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Non siamo impazziti, abbiamo semplicemente applicato le previsioni della riforma Gelmini».


Con queste parole il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, ha spiegato i principi guida che sono alla base della proposta di riordino degli istituti scolastici del secondo ciclo di istruzione che la Provincia deve trasmettere alla Regione e all'Ufficio scolastico regionale.
La riforma Gelmini, prevede la soppressione degli istituti d'arte con il mantenimento degli insegnamenti nei licei artistici e negli istituti professionali.
Ne consegue che l'istituto Bellisario di Pescara confluirebbe in parte nel liceo Misticoni e in parte nell'istituto Michetti (per il quale è stato stipulato un mutuo da 435mila euro per la sistemazione della sede).
E il Bellisario, comunque, non chiuderebbe i battenti perché sarebbe una succursale del Misticoni, i cui locali sono già al completo e non potrebbero ospitare tutti.
L'istituto d'arte Mario Da Fiori di Penne, invece, diventerebbe un istituto omnicomprensivo: acquisirebbe le elementari e le medie e sarebbe un istituto superiore con indirizzo artistico.
Sempre in base alla riforma Gelmini gli indirizzi tecnologici saranno da ora in poi appannaggio dei soli sistemi liceali per cui determinati indirizzi non saranno più presenti negli istituti.
Sulla scia di questa indicazione a Pescara nascerebbe il terzo liceo scientifico, che di fatto non esiste, ed avrebbe un indirizzo prettamente tecnologico.
La sede sarebbe situata nei locali dell'istituto tecnico Aterno: gli studenti di questo istituto andrebbero a confluire all'Acerbo e al Manthoné.
In provincia di Pescara, ha sottolineato Rapposelli, «non si avverte la necessità di tre istituti tecnici e con questa operazione riempiremmo gli spazi del Manthonè, che in parte sono vuoti, e consentiremmo all'Acerbo di riavere le aule di via Parco Nazionale d'Abruzzo e di lasciare il Di Marzio. L'Aterno ospiterebbe, oltre al terzo liceo scientifico, anche la sede distaccata del liceo scientifico Da Vinci, consentendo alla Provincia di risparmiare circa 130 mila euro d'affitto che paga ogni anno per occupare gli spazi di via Vespucci».
Per l'Acerbo si prevede un aumento di iscritti di circa 80 unità e l'indirizzo proposto è ambiente e territorio, informatica e telecomunicazione, mentre per il Manthonè si pensa a una connotazione economica e turistica.
«Mettendo a punto questa proposta – ha aggiunto il presidente - abbiamo seguito le indicazioni del ministero e non è opportuno parlare di soppressione delle scuole, come si è fatto, ma di riorganizzazione, con una conseguente razionalizzazione degli spazi e dei costi».
Testa ha sottolineato che si tratta di una proposta, e «deve essere ancora vagliata dalla giunta regionale», ma ci sono già stati degli incontri «con i dirigenti scolastici e i rappresentanti sindacali e finora non ci sono state critiche».


ACERBO E BLASIOLI: «A TESTA SERVE PAUSA DI RIFLESSIONE»


«Non si può approvare uno strumento che ha un così forte impatto sulla vita e il futuro dell'area metropolitana senza attivare un percorso democratico e senza tenere conto anche delle conseguenze sull'offerta formativa, sulla mobilità, sui livelli occupazionali», ha commentato il consigliere di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo.
«Per queste ragioni», ha annunciato, «oggi stesso raccoglierò le firme di tutta l'opposizione per richiedere la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario».
Acerbo ha presentato insieme al consigliere Antonio Blasioli del Pd, nel corso della seduta del Consiglio Comunale un ordine del giorno per richiedere «una pausa di riflessione alla Provincia e l'apertura di un confronto con il mondo della scuola e gli enti locali che è stato a dir poco fino ad ora insufficiente».

19/01/2010 9.34