Cava sottomarina, domenica la prima mobilitazione: «salviamo Punta Penna»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3931

VASTO. «Uno scellerato progetto»: così chiamano a Vasto la trovata della Regione, finanziato con 21 milioni di euro di fondi Cipe, per la cava sottomarina per l'estrazione di sabbia che poi verrà utilizzata per il ripascimento della costa abruzzese. * L’ASSESSORE FEBBO:«DAL PRELIEVO DI SABBIA, ZERO DANNI A PUNTA ADERCI»






VASTO. «Uno scellerato progetto»: così chiamano a Vasto la trovata della Regione, finanziato con 21 milioni di euro di fondi Cipe, per la cava sottomarina per l'estrazione di sabbia che poi verrà utilizzata per il ripascimento della costa abruzzese.




* L'ASSESSORE FEBBO:«DAL PRELIEVO DI SABBIA, ZERO DANNI A PUNTA ADERCI»




Interessata dal progetto anche la spiaggia di Punta Penna, dove verrà aperta a pochi chilometri dalla riva una cava sottomarina per l'estrazione di sabbia.
Domenica 24 gennaio ,dalle 17, le associazioni ambientaliste saranno in piazza. «Sarà solo
l'inizio di una lunghissima e determinata mobilitazione per salvare un angolo di paradiso», annuncia Alessio Di Florio da Peacelink.

Il progetto è stato affidato alla ditta Modimar srl ma il percorso sembra piuttosto in salita perchè i comitati sono veramente agguerriti e parlano di «un colpo tremendo per l'intera Riserva, che ne risulterà indebolita lasciando praterie sconfinate alla speculazione».
La paura principale è che a seguito della cava verranno creati «fenomeni erosivi devastanti» e la zona possa essere deturpata senza possibilità di scampo.

I comitati ambientalisti denunciano anche le «assurde modalità con le quali il progetto è diventato pubblico»: «il 18 novembre scorso il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, si reca in
Regione per una riunione dove viene a conoscenza del progetto. Tornato a Vasto informa gli operatori della cooperativa che gestisce la Riserva, ignari di tutto. La domenica la notizia diventa di dominio pubblico tramite i giornali».
E così inizia anche una prima mobilitazione pubblica.
La Regione risponde con una nota dai toni accesi, dicendo che la cava di Vasto potrebbe anche non realizzarsi (è solo ipotetica) e che è a disposizione per incontri e chiarimenti.
In ogni caso si ipotizza l'apertura della cava tra qualche mese.
Alcuni giorni fa, in un'intervista l'assessore Mauro Febbo, smentendo di fatto tutto, afferma che la cava aprirà il 10 febbraio.
Così per domenica prossima è stato organizzato il primo presidio in piazza (ore 17).
«Nulla rimarrà di intentato per fermare questo sperpero di denaro pubblico a danno della collettività», assicura Di Florio.
«I rappresentanti alla Regione del Vastese, i consiglieri eletti all'Emiciclo, di cui tutti gli abruzzesi conoscono nomi e cognomi, coloro che stanno rimanendo fermi, coloro che stanno
irridendo le preoccupazioni e le mobilitazioni in difesa di Punta Penna dovranno rispondere alla città e al futuro dei loro comportamenti. Saranno loro i colpevoli, su di loro cadrà quest'abominio realizzato alle spalle della collettività».


CAPORALE (VERDI): «OPERA INUTILE»

«Esprimo profonda preoccupazione in merito al progetto di 21 milioni di euro di fondi Cipe da spendere per opere di ripascimento in nove comuni costieri della Regione».
Lo afferma Walter Caporale, consigliere regionale dei Verdi-Sd.
«Sebbene le opere di ripascimento siano utilizzate in diverse regioni italiane, solo in alcune vengono realizzate con i giusti criteri e riescono ad evidenziare un beneficio per le spiagge. Non e' questo il caso della Regione Abruzzo. Il fallimento di queste opere - rileva Capofrale - e' sotto gli occhi di tutti gli abruzzesi. Caso emblematico di questo sperpero di soldi pubblici e' la spiaggia di Casalbordino: ben 5 operazioni di ripascimento negli ultimi anni che non hanno prodotto alcun risultato utile. Milioni di euro letteralmente gettati a mare. Solo ad Ortona - aggiunge - viene stimata una cava di 100 ettari e a Vasto una di 20 ettari. Il progetto di ripascimento della Regione sembra ignorare il Sistema delle Aree Protette Costiere in particolare la Riserva Regionale di Punta Aderci destinata forse a subire piu' di altre zone costiere l'impatto delle cave sottomarine». Dove sono documentate le conseguenze di tali operazioni?, si domanda Caporale.
«Vogliamo sapere quali saranno gli impatti anche sul turismo e sulla pesca. Il silenzio della Regione Abruzzo e' ai massimi livelli: i consiglieri regionali ignorano i pareri del Servizio Opere Marittime e Qualita' delle Acque Marine e non e' stata finora garantita l'informazione e la partecipazione del pubblico al procedimento».
Secondo Caporale «e' necessario, sospendere l'iter autorizzativo delle cave sottomarine fino alla realizzazione di studi approfonditi sugli impatti dei ripascimenti. Inoltre - conclude - occorre rendere pubblici i documenti ed i progetti per avviare la partecipazione dei comuni, dei cittadini e delle associazioni no profit».

Su Facebook intanto è già nato un gruppo per dire no al progetto con quasi 3 mila iscritti.

19/01/2010 8.46

RC: «APPROVATO ODG FONDAMENTALE»

«Un primo passo è stato fatto per la tutela della riserva di Punta Aderci», esulta il gruppo consiliare di Rc. «Ieri il consiglio comunale ha approvato un OdG presentato dal nostro gruppo consigliare, alla cui stesura hanno dato un prezioso contribuito le associazioni ambientaliste e con il quale si chiede alla regione di sospendere il procedimento per la realizzazione di una cava sottomarina a Punta Penna, parte integrante della riserva».
L'OdG, condiviso da tutta la maggioranza, impegna inoltre il sindaco Lapenna a "porre in essere ogni atto, anche legale" finalizzato alla sospensione di un progetto che abbiamo definito, senza mezzi termini scellerato.
In aula erano presenti tanti cittadini che hanno a cuore le sorti di Punta Penna, che hanno risposto all'appello che abbiamo fatto insieme alle associazioni.
«Sappiamo però che questo non è che un primo passo per la tutela di un tratto di costa unico in Abruzzo per il suo valore naturalistico», commentano da Rifondazione.
«Una piccola ma importante vittoria dei cittadini, delle associazioni e anche del nostro partito. Ma sappiamo anche che per allontanare ogni rischio ambientale da Punta Penna, occorre una mobilitazione che sia la più ampia possibile».

19/01/2010 18.57


CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK



[pagebreak]

L'ASSESSORE FEBBO:«DAL PRELIEVO DI SABBIA, ZERO DANNI A PUNTA ADERCI»

VASTO. «Appaiono del tutto fuori luogo i timori circa eventuali danni che potrebbero essere arrecati alla Riserva di Punta Aderci in relazione al prelievo di circa 200.000 metri cubi di sabbia da utilizzare per le attività di ripascimento della costa e del litorale di Casalbordino».
A dichiararlo è l'assessore alla Pesca, Mauro Febbo visto che, proprio recentemente, la Conferenza regionale di settore ha espresso unanimemente parere favorevole agli interventi che, peraltro, saranno costantemente monitorati dall'Arta.
«Del resto, - ha proseguito Febbo - dall'intera documentazione prodotta dal Servizio regionale Opere Marittime che, tra l'altro, comprende le relazioni scientifiche prodotte dalle Università dell'Aquila, di Chieti, della Sapienza di Roma e dall'Arta, emerge che gli interventi previsti non pregiudicheranno affatto l'integrità del sito Sic e tantomeno la conservazione degli habitat e delle specie presenti nella Riserva di Punta Aderci».
Peraltro, l'assessore dice che si sia chiarito che il prelievo di sabbia riguarda solo l'asportazione di una quantità di circa 50/80 cm di materiale dal fondo marino ed è quindi improprio parlare di cave nella espressione comunemente usata.
L'area interessata al prelievo di sabbia sarebbe stata, inoltre, «sensibilmente ridotta» ed «ulteriormente allontanata dal litorale (da cui dista circa 1 chilometro e 250 metri circa) ed in ogni caso riguarda la parte più a ridosso dell'area portuale».
«La stessa Conferenza della Pesca, con l'assenso di tutte le rappresentanze sindacali delle marinerie, - ha ripreso Febbo - ha determinato delle misure di salvaguardia per i molluschi presenti. Tengo, inoltre, a ribadire – ha continuato l'assessore - che nessuno sta attentando alla tutela ed alla salvaguardia dell'area di Punta Aderci e della spiaggetta di punta Penna. Non è affatto vero, inoltre, che i lavori complessivi siano inutili e costosi. Anzi, rappresentano la testimonianza di un grande impegno della Regione finalizzato alla lotta all'erosione ed alla protezione dei litorali di molti comuni della costa abruzzese che, in gran parte, vivono di turismo balneare».
Quindi, secondo l'assessore Febbo, i previsti interventi di rinascimento, oltre a restituire qualità e quantità alla consistenza degli arenili, rappresentano, tra l'altro, una delle poche possibilità di far permanere anche ambienti dunali di pregio come quelli di Casalbordino e Mantinsicuro che, senza interventi di mitigazione dei fenomeni erosivi, rischiano addirittura di scomparire.
«A proposito di Casalbordino - ha voluto chiarire l'assessore alla Pesca - non risponde a verità, come paventato dal sindaco di Vasto, che l'amministrazione comunale di questo centro costiero sarebbe contraria agli interventi visto che in Conferenza si è espressa in senso favorevole. Inoltre, - ha concluso l'assessore Febbo - anche in una logica di gestione integrata delle aree costiere, gli interventi di ripascimento, che costituiscono un sistema di difesa delle coste meno impattante e quindi maggiormente ecocompatibile, consentono, come sta già avvenendo in altre regioni, anche il parziale abbandono delle difese rigide, riservate ormai solo ad interventi di assoluta urgenza».
19/01/2010 14.44