Ombrina Mare, ancora dieci giorni per presentare le osservazioni

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Ultimi giorni per presentare le osservazioni al progetto della ditta inglese Mediterranean Oil and Gas.
La società ha presentato al Ministero dell' Ambiente la proposta di trivellare un nuovo pozzo petrolifero permanente nei mari d'Abruzzo.
Questo pozzo si chiama Ombrina Mare, dovrebbe sorgere a 6km dalla riva fra Ortona e San Vito, e se approvato resterà nei mari teatini per 20 o 30 anni.
Le associazioni ambientaliste si stanno mobilitando per fermare questa eventualità.
Gli introiti economici del pozzo saranno a beneficio della Mog e non degli italiani, ricordano gli scettici.
Il progetto prevede anche la costruzione di un mini-centro oli in mare, completo di inceneritore a fiammella costante che sarà visibile dalla costa.
Il Ministero dell'Ambiente non ha ancora deciso se approvare questo progetto o no, ed esiste la possibilità per i cittadini e per gli enti locali di inviare le proprie osservazioni contro l'installazione del pozzo.
Questa modalità operativa è stata già utilizzata dalla regione Basilicata che è riuscita così ad evitare i pozzi lungo la sua riviera.
Il termine massimo per presentare osservazioni contro Ombrina Mare è il 25 gennaio 2010, quindi resta poco più di una settimana.
Le associazioni coinvolte nella difesa del territorio d'Abruzzo da tempo hanno cercato di sensibilizzare albergatori, amanti del mare, cittadini, turisti, pescatori, velisti, sindaci - a inviare testi di opposizione al governo per difendere il nostro mare.
[url=http://dorsogna.blogspot.com/2010/01/come-affondare-ombrina-mare.html]Sul blog[/url] di Maria Rita D'Orsogna sono state pubblicate anche le modalità operative con indirizzi del ministero, un facsimile di lettera, e la lista delle associazioni che hanno gia' aderito alla campagna.
La prova, se ce ne fosse ancora bisogno, che la battaglia per difendere il territorio dalla petrolizzazione passa ancora una volta via blog e internet.
Gli ambientalisti incoraggiano in maniera particolare i sindaci di Ortona e di San Vito a prendere posizione, «visto che la piattaforma andrà in primissimo luogo ad impattare turismo, pesca ed immagine dei rispettivi comuni».
«Sarebbe anche auspicabile», ripetono da tempo i comitati, «una maggior presa di posizione da parte del governatore Gianni Chiodi in difesa del litorale teatino e su esempio del governatore della Puglia».
Quest'ultimo infatti ha annunciato una vera e propria guerra contro le installazioni di piattaforme nel mare pugliese affermando che le piattaforme in mare sono «una schifezza da combattere» presentando ricorso al Tar contro la petrolizzazione dei mari pugliesi.
16/01/10 10.44