Villa Pini: trovata una soluzione per salvare i dipendenti e tutelare i malati

Alessandro Biancardi

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Villa Pini: trovata una soluzione per salvare i dipendenti e tutelare i malati
CHIETI. «Si comincia a vedere la luce in fondo al tunnel di Villa Pini»: così il senatore Ignazio Marino (Pd) ha sintetizzato la giornata della Commissione del Senato che da mesi indaga sulle vicende del Gruppo Angelini e che ieri è tornata a Chieti.
Il suo programma era di verificare le condizioni dei malati in corso di trasferimento e di cercare la soluzione al dramma dei 1600 dipendenti che sono senza stipendio da quasi un anno. Obiettivo raggiunto: i malati trasferiti stanno bene, per i dipendenti è stata trovata una soluzione che assicura il posto di lavoro, gli stipendi e la continuità dell'assistenza ai malati trasferiti.

CHI OGGI ASSISTE I MALATI DEVE SEGUIRLI NELLE NUOVE SISTEMAZIONI

«Il dipendente segue il malato»: è questa la formula magica che ha risolto il problema complicato e sofferto del personale.
Il presidente Chiodi, come noto, aveva detto nei giorni scorsi che non c'era spazio per questi lavoratori negli ospedali pubblici ma il senatore Giovanni Legnini ed il sindaco Francesco Ricci hanno spiegato all'assemblea dei dipendenti che era stata avanzata una proposta semplicissima: far passare in Regione il concetto che o presso il privato o presso gli ospedali, insomma dovunque fossero o siano stati trasferiti i pazienti di Villa Pini, ad accudirli, seguirli nelle varie patologie spesso specialistiche debba essere il personale attualmente in servizio nel Gruppo Angelini.
A continuare a prendersi cura dei malati trasferiti e a tutelarli - soprattutto in questo momento difficile – possono essere solo i medici, gli infermieri e gli operatori che l'hanno fatto fino ad oggi e che in molti casi rappresentano anche la vera e sola famiglia di questi malati particolari.



Anche perché già sono giunte notizie che i pochi pazienti già ricoverati altrove hanno fatto scattare assunzioni a tempo di personale generico e comunque hanno messo in crisi il personale in servizio che già è molto carente nei numeri (come nella Asl di Pescara).
E' capitato negli ospedali e sta capitando presso le cliniche private: non si può pensare di far fronte ai nuovi arrivi senza aumentare il personale.
Questa è dunque la linea che la Commissione del Senato ha discusso ieri pomeriggio in Prefettura a Chieti con Giovanna Baraldi, uno dei due sub commissari alla sanità del presidente Chiodi, riuscendo a dimostrare che una scelta di questo segno non cozza contro il tetto rigido della spesa del personale, come da Piano di rientro dai debiti imposto dal Governo.
Addirittura potrebbe portare la Asl e la Regione in generale a risparmiare sui costi e quindi ad essere abbondantemente entro il tetto rigido di spesa previsto dal Piano di rientro dai debiti.

«COSÌ SI RISPARMIA»

Considerato, infatti, che il fatturato di Villa Pini è di circa 80 milioni di euro l'anno, di cui 30 circa per il personale, chiudere le attività del Gruppo Angelini significa non caricare il bilancio della sanità di ulteriori oneri, ma di alleggerirli.
Il sub commissario ha chiesto una settimana-dieci giorni per controllare bene i conti e si è impegnata – se i numeri saranno questi – a dare il via libera all'assunzione nelle Asl del personale rimasto senza lavoro.
Il tutto, come ha specificato il senatore Legnini, attraverso procedure concorsuali pubbliche in cui avranno un peso importante i titoli rappresentati dal lavoro presso Villa Pini.
Tutto risolto dunque?
Gli applausi convinti dei dipendenti senza stipendio – in assemblea sindacale nell'aula consiliare della Provincia di Chieti - hanno dimostrato che questa potrebbe essere la prima vera buona notizia della vertenza.




Lo ha avvertito il senatore Mascitelli che all'inizio del suo intervento ha così salutato i lavoratori: «Buona sera. Credo proprio che questa potrà essere veramente una buona sera, visto quello che vi hanno già detto il presidente Marino ed il collega Lionello Cosentino», anche lui molto applaudito (tra l'altro è il commissario relatore di tutta la vicenda) quando ha sottolineato che «la Commissione non smetterà di interessarsi di Villa Pini fin quando la vertenza non sarà risolta completamente».

MARINO: «NON VI LASCEREMO SOLI FINO A QUANDO NON SARÀ TUTTO RISOLTO»

«Anche perché – ha detto il senatore Marino – noi abbiamo indicato un percorso che si può fare e che è in linea con tutte le previsioni di spesa. Chiameremo giuristi e amministrativisti per risolvere le possibili obiezioni di natura burocratica. Siamo disposti – se qualcuno non vorrà adottare questi provvedimenti – a chiamare in aula al Senato anche il Governo: il diritto alla salute non può prescindere dal diritto al lavoro. E voi meritate il nostro appoggio per la dignità ed il coraggio che avete dimostrato in questa lunga vertenza».
Musica per le orecchie di chi da quasi un anno non viene pagato e accordo pieno con i sindacati che, pur soddisfatti, hanno recriminato sull'assenza della Regione e delle Istituzioni nei momenti caldi e risolutivi della vertenza: «dobbiamo solo ringraziare la Commissione del Senato – hanno detto all'unisono – ed il senatore Legnini che ha portato la vicenda Villa Pini fuori dai confini dell'Abruzzo. La Commissione si è sostituita alla Regione ed è venuta in nostro aiuto, anche al di la dei suoi compiti di ufficio».

LEGNINI: «SERVE UN EMENDAMENTO ALLA LEGGE. CHIODI FACCIA LA SUA PARTE»

Insomma una soluzione in extremis che è stata giudicata in modo ottimistico da tutti e che arriva insieme ad un'altra notizia che ha dato il senso della crisi profonda di Villa Pini: da oggi anche la ditta che assicura la mensa smette di lavorare, non essendo stata pagata.
Altri 30 posti che se ne vanno in fumo e che aggravano la crisi occupazionale del territorio teatino.
«Se va in crisi un'azienda industriale privata, chi subentra assume il personale – ha spiegato Legnini – la stessa cosa si può fare nel pubblico: basta un emendamento alla legge regionale che spiega come il prodotto assistenza si può fare con lo stesso personale oggi in servizio. Il sindaco Ricci ha avuto il coraggio di firmare l'ordinanza che ha avviato a soluzione questi problemi e di ciò gliene va dato merito. Mi auguro che Chiodi e Venturoni abbiano lo stesso coraggio, anche perché non è possibile cancellare di colpo le prestazioni a questi malati e in più penalizzare il territorio di Chieti con questa crisi occupazionale».
Sebastiano Calella 16/01/2010 8.54


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