Corrispondenza non recapitata per errore postino: condannate le Poste

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Per 8 volte la Sasi si è vista ritornare indietro una lettera indirizzata alla Aon Nikols, il broker assicurativo della società che ha sede in via Campanella a Pescara, con la dicitura “trasferito” apposta dal postino sulla busta.


In realtà l'ufficio non aveva mai traslocato e da anni opera a quel domicilio. Una motivazione che ha portato il giudice di pace di Pescara, Antonio Bianco, a condannare Poste Italiane al risarcimento danni di 500 euro nei confronti della Sasi – rappresentata dall'avvocato Giovanni Ciccone di Frisa – e al pagamento delle spese processuali per 1253 euro.
Nel corso del dibattimento Poste Italiane si è giustificata asserendo che il postino in servizio in quella zona della città in quel periodo era stato assunto a tempo determinato e quindi aveva poca conoscenza dell'area.
Spiegazione che non è bastata ad evitare la condanna.
«Questa sentenza – commenta il presidente della Sasi Gaetano Pedullà – rappresenta un precedente importante, perché finalmente viene riconosciuta la responsabilità delle Poste in caso di mancato recapito della corrispondenza. Prima di avviare l'azione legale, infatti, ci eravamo rivolti alla Direzione Centrale delle Poste a Roma per chiedere chiarimenti. Siamo stati invitati ad inviare dei campioni di corrispondenza su cui l'ente avrebbe effettuato degli accertamenti, ma purtroppo non è accaduto nulla».
Episodi simili alla Sasi accadono pressoché quotidianamente, soprattutto per quanto riguarda il recapito delle fatture di fornitura, molte delle quali tornano indietro con le diciture più diverse: trasferito, irreperibile, deceduto.
Quasi sempre, però, gli utenti sono domiciliati proprio a quegli indirizzi, come nel caso della bolletta di un hotel di Torino di Sangro che non è stata consegnata perché, per le Poste, il destinatario era irreperibile.
«E ci si chiede – continua Pedullà – come possa un albergo essere irreperibile».
La società ora avvierà, sempre presso il giudice di pace di Pescara – perché nel capoluogo adriatico ha sede il centro meccanografico di smistamento delle Poste – una serie di altre azioni legali per tutta la corrispondenza non recapitata.
«E questo perché – rimarca ancora il presidente – si tratta di disservizi che creano disagi e difficoltà non solo alla Sasi, ma anche agli utenti, che si trovano ad essere morosi non certo per colpa loro».

15/01/2010 9.09