Provincia Chieti: il decalogo antisprechi

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Nell'ambito della lotta agli sprechi portata avanti dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, è stato varato un documento di indirizzo, nell'ambito del bilancio di previsione 2010.


Il documento che si sta predisponendo prevede di ridurre le previsioni di uscita per le utenze (luce, gas, telefono, acqua) di tutte le sedi provinciali e degli edifici collegati (come le scuole superiori).
Contemporaneamente, il presidente ha inviato una circolare ai dirigenti, al segretario generale ed agli assessori per fissare i criteri di spesa e precisare gli obiettivi della sua campagna anti-sprechi.
«È giunto il momento – scrive il presidente Di Giuseppantonio – di attivare una politica di rigore finalizzata alla riduzione di sacche di spesa improduttiva, incontrollata ed ingiustificabile. Ritengo sia arrivato il momento di attuare una politica forgiata sul motto “meno spesa inutile e improduttiva, più servizi alla cittadinanza amministrata”. Dobbiamo debellare le situazioni di evidente trascuratezza nella gestione delle utenze, che sono emerse, nella misura più eclatante e clamorosa, con riferimento alla vecchia sede della Biblioteca Provinciale, e che hanno messo alla luce grandi e piccoli sprechi in svariate occasioni e circostanze. Penso, ad esempio, ad episodi riscontrati personalmente dal sottoscritto, come le luci accese anche di giorno, sia nei palazzi pubblici che per quanto riguarda la pubblica illuminazione stradale; oppure i termosifoni lasciati accesi negli edifici provinciali e nelle scuole anche nei giorni e negli orari notturni di chiusura degli stessi o, comunque, attivati con una programmazione oraria poco accorta».
I dirigenti dei Settori dovranno verificare la congruità e la indispensabilità delle utenze degli uffici e dei servizi a loro assegnati, per assicurare il contenimento della spesa globale.
Una situazione da considerare, ad esempio, sarebbe quella delle scuole: il numero di utenze di loro pertinenza sarebbe eccessivo, e questo spesso porta ad una spesa giudicata troppo elevata, senza contare che ci sono stati casi di utenze aperte senza nessun atto amministrativo, rimaste così senza controllo.
Di Giuseppantonio ricorda che sono stati riconosciuti fuori bilancio debiti per utenze varie pari a 345 mila euro.
14/01/2010 14.11