Generazione "control+V" e lo strano caso di Adolf Di Mattia

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. “Informazione” scatenata negli ultimi giorni in Italia ma con base in Abruzzo. Casi mediatici somministrati alla nazione per scopi che restano solo intuibili e che hanno tutti una base comune: la manipolazione dell’informazione.




ABRUZZO. “Informazione” scatenata negli ultimi giorni in Italia ma con base in Abruzzo. Casi mediatici somministrati alla nazione per scopi che restano solo intuibili e che hanno tutti una base comune: la manipolazione dell'informazione.In principio fu il caso di Ottaviano Del Turco e la sua assoluzione fulminea e fantasma, sbucata dal nulla o meglio da un articolo di giornale poi prontamente ripreso via via da alcuni altri quotidiani, trainando anche le immancabili tv. Dietro al carrozzone ci sono poi i vari blog di moltissimi sostenitori dell'ex ministro socialista che iniziano i loro post con “io lo sapevo…”, “io lo avevo detto in tempi non sospetti” rimescolando la solfa della assoluzione che non c'è.
Prove generali del “processo brevissimo” quello che non si fa e si salta immediatamente alla assoluzione.
Passano pochi giorni ed il Centro pubblica un paio di articoli che hanno come oggetto le spese del consigliere provinciale Attilio Di Mattia, in particolare rimborsi per le sue trasferte Pescara-Vienna. Da decenni, infatti, il consigliere risiede all'estero ma si sente legato alla sua terra al punto da impegnarsi politicamente. Per i costi dei voli fa richiesta alla Provincia e l'ente pubblico dà il via libera.
Ci sono delle imprecisioni nelle cifre che giorno dopo giorno crescono e lievitano sempre più: si va dai 250 euro mensili reali ai 130 mila euro che di Mattia riceverebbe «ogni anno» come ha scritto Massimo Gramellini due giorni fa su La Stampa, ignorando però che l'esponente dell'Idv è in carica da meno di 12 mesi e che quella è la cifra complessiva che l'ente spende per i rimborsi di tutti i consiglieri e gli assessori.
La generazione dei giornalisti “control+v” (si legge “copia e incolla” ndr) si affretta a riportare la notizia che è sicuramente politicamente ghiotta perché offre il destro per attaccare l'Italia dei Valori che non va giù al governo e ai giornali del presidente del consiglio (sono poi casualmente anche gli stessi che pompano l'assoluzione fantasma di Del Turco…).
Nel frattempo che scoppia il putiferio solerti lettori di PrimaDaNoi.it si affrettano a commentare e intuire complotti.
Approfittando della trasparenza che abbiamo deciso di adottare anche nel rendere pubblici i donatori-sostenitori di questo quotidiano, qualcuno ha notato il nome di Di Mattia fra questi. Poi ha cercato un articolo in cui si bastonava il consigliere, non lo ha trovato ed ha fatto due più due.
Il risultato però era sbagliato.
Così abbiamo impiegato alcune ore di lunedì scorso per verificare la notizia ed i dettagli che emergevano ed abbiamo pubblicato il nostro articolo che risulta però diverso e a tratti opposto a quello dei giornali ben più autorevoli.
Ma l'autorevolezza non prevede la verifica della notizia il che ha permesso ad illustri firme di sbeffeggiare con prosopopea per giorni il giovane consigliere salvo poi in alcuni casi incorrere nella rettifica.
Così la reputazione di Di Mattia deve fare i conti con articoli al vetriolo dove si parla “del moralista viennese”, o “le trote di Cavour” fino ad arrivare sul sito di Dagospia ad accostare fisicamente (ma solo fisicamente, per fortuna) la foto di Hitler (proprio quello del Terzo Reich) e Stalin a quella del consigliere Idv.
Tutto in mondovisione sul web e sui giornali, tutto partito da un errore amplificato a dismisura.
Gli articoli successivi che parlano di ben altre cifre ed in qualche modo svelano gli errori parlano di altre verità. Ma il danno ormai è fatto.
«Mi si rinfacciano biglietti aerei da Vienna, quando consiglieri che vengono da Penne, Civitaquana, Civitella Casanova, costano alla provincia molti più soldi di me. Per assurdo se nel consiglio provinciale di Pescara fossimo tutti residenti a Vienna, i pescaresi risparmierebbero grosse cifre», dice oggi Di Mattia.
«Ma c'è una questione più seria che è uscita fuori da questo polverone: può un lavoratore residente a Vienna fare il consigliere provinciale? In che modo può tutelare al meglio il territorio e rappresentare il suo elettorato? Certo che può, è la mia risposta sicura», dice Di Mattia, «perché il lavoro più importante di chi sta all'opposizione è la lettura di carte, l'analisi di bilanci, la formulazione di proposte. Perché oltre ad essere la generazione dei voli low-cost noi siamo anche la generazione di Skype e dei social network». Ma alla Provincia di Pescara non lo hanno ancora capito.
Altra domanda invece è: ne vale la pena a queste condizioni e a questi prezzi spendersi per la politica?
14/01/2010 9.03

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