Nuovi dubbi di incompatibilità per D'Ercole. Mascia: «tutto risolto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3562

PESCARA. Non si placano le polemiche per la nomina del neo assessore Alfredo D'Ercole, già la settimana scorsa nel mirino dell'opposizione.
Secondo il Pd, D'Ercole non poteva essere nominato in quanto una sua società avrebbe vinto una gara d'appalto del Comune. Se poi lui si è dimesso dal sua incarico lo stesso non avrebbe fatto la società. Il consigliere Del Vecchio aveva lanciato interrogativi inerenti la validità della gara che sarebbe stata falsata proprio dall'uscita della società di D'Ercole dalla associazione temporanea di imprese.
Il sindaco Mascia aveva confermato che era tutto regolare e che contestualmente alla firma per l'accettazione della carica, D'Ercole ha firmato la rinuncia all'incarico ricevuto lo scorso 24 dicembre dal Comune di Pescara per la progettazione definitiva ed esecutiva della riqualificazione di via Tiburtina, «appalto che è stato formalmente annullato».
Adesso all'attacco arriva il consigliere dell'Idv Sulpizio che parla di una nuova tegola per il neo assessore per il quale «come una nube tempestosa si avvicina lo spettro della illegittimità della sua nomina e la conseguenza decadenza».
Sulpizio cita l'articolo 63 del Testo Unico Enti Locali, che prescrive chiaramente come «non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale, colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia».
Per il consigliere dell'Idv, dal momento che D'Ercole, come per sua stessa ammissione, ha una lite pendente con il Comune di Pescara «è del tutto evidente l'illegittimità della nomina».
Il neo assessore negli anni passati aveva inizialmente chiamato in giudizio il Comune per chiedere il pagamento di vecchie pendenze professionali, pagamento al quale il governo di centrosinistra non aveva ottemperato.
Il giudice in primo grado ha accolto il ricorso di D'Ercole condannando il Comune a effettuare i pagamenti, ma la passata amministrazione ha poi deciso di procedere in giudizio e ha impugnato la sentenza in appello.
Per Sulpizio, quindi, Mascia deve provvedere «necessariamente» alla rimozione dell'assessore, «riportando la sua Giunta in una situazione di legalità dallo stesso sempre invocata».
Sulpizio non si dice sorpreso dall'eventualità che possa ritornare in pista nuovamente Gianni Teodoro.
Ma il primo cittadino torna a difendere la propria scelta e ricorda che D'Ercole «non ha alcuna forma di incompatibilità rispetto al nuovo incarico assunto in seno all'esecutivo» e fa sapere che il suo assessore «ha rinunciato a essere parte processuale nel giudizio d'appello promosso nei suoi confronti dalla passata amministrazione comunale. Dunque il processo andrà avanti, ma l'assessore D'Ercole non difenderà le proprie ragioni. La posizione dell'assessore è perfettamente trasparente e soprattutto non ci sono incompatibilità di sorta», chiude Mascia.

PD: «QUALE VANTAGGIO PUBBLICO NELLE SCELTE DI MASCIA?»

Ma contesta l'annullamento dell'appalto di via Tiburtina il consigliere del Pd, Moreno Di Pietrantonio, che si chiede quale sia il vantaggio pubblico della scelta del sindaco, fatta solo per «eliminare ogni elemento di incompatibilità con l'incarico dato a D'Ercole»
«E' stato bloccato sia il finanziamento che l'avvio dei lavori», spiega Di Pietrantonio. «Tutto deve ricominciare da capo con dispendio di energia, tempo e fondi. Il sindaco non ha esitato a far prevalere lo spettacolo del balletto delle poltrone di assessori e incarichi rispetto alle esigenze di portare a termine in tempi rapidi una importantissima opera pubblica come il rifacimento del secondo lotto di Via Tiburtina che i cittadini e gli operatori economici attendono».
«Via Tiburtina», continua l'esponente del Pd, «è stata riqualificata da una importante opera di rifacimento realizzata dall'amministrazione di centrosinistra con un primo lotto che va dall'aeroporto all'incrocio con via Stradonetto. Attualmente si attende il secondo lotto che va dall'incrocio di via Stradonetto alla ferrovia, secondo lotto azzerato per salvare l'incarico ad un assessore».

12/01/2010 10.24