Gioielli e aerei, paga l'Ente. Polemica tra Testa e Di Mattia

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Il consigliere provinciale dell'Idv, Attilio Di Mattia, contro il presidente Guerino Testa per regali di Natale da 6 mila euro alla sua giunta. Ma il presidente replica: «lui chiede rimborsi per voli per Vienna»
Un fuoco incrociato su chi spende più soldi pubblici. Non una bella gara.
Il polverone lo ha alzato nei giorni scorsi il consigliere dell'Idv, Attilio Di Mattia, denunciando una spesa di oltre 6 mila euro fatta dal presidente per regali di Natale istituzionali.
Chi ha pagato? Ovviamente non Testa di tasca propria ma l'amministrazione pubblica.
Ad ogni elemento della giunta è andata una coppia di gemelli in argento (1.200 euro il costo totale), e penne Iceberg e agendine per i consiglieri (5.800 euro).
Una spesa natalizia che ha superato i 6 mila euro e che Di Mattia non ha gradito troppo.
«Che spreco di denaro pubblico», ha tuonato l'esponente dell'Idv, che in un colpo è finito nel mirino del presidente, da accusatore ad accusato.
La colpa di Di Mattia?
Chiedere il rimborso per i suoi spostamenti aerei (Roma-Vienna, città dove risiede stabilmente e lavora) ogni volta che deve tornare in Abruzzo per la sua attività amministrativa.
Secondo la Provincia sarebbero già stati sborsati 1.275 euro (conguaglio per sei mesi) per i viaggi del consigliere che non risiede stabilmente in Abruzzo ma lavora in ambito finanziario in Austria e che «forse», ha tuonato Testa, «non è a conoscenza dei tagli alle spese che ho fatto da quando sto al governo».
Ma è lecito che il consigliere chieda il rimborso per i suoi spostamenti da- per l'estero?
Il presidente del consiglio Giorgio De Luca ha annunciato che scriverà al ministero dell'Interno per sapere se Di Mattia ha diritto effettivamente a questi rimborsi anche perchè il Testo unico degli enti locali spiega che il rimborso spese e indennità di missione spetta agli amministratori «che risiedono fuori dal capoluogo del comune ove risiede».
Non c'è cenno per i residenti fuori dall'Italia.
Ma Di Mattia spiega oggi che la scelta di rimborsare i voli aerei è stata del dirigente Bernardini e proprio del presidente De Luca «che dopo sei mesi hanno partorito la decisione e mi hanno pagato un conguaglio che mediamente fino ad ora è costato alla Provincia 250 euro al mese».
«Perchè solo oggi De Luca scrive al Ministrero dato che era lui che doveva decidere?», si domanda l'esponente dell'Idv.
«E poi quanto spende la Provincia per gli altri consiglieri, quelli che abitano magari a 20 km di distanza?», domanda ancora Di Mattia.
«La spesa, nonostante io sia l'unico così lontano, non è di poco conto: ogni anno vengono sborsati 50mila euro per i consiglieri e 80mila per gli assessori. Una cifra troppo alta e di cui i miei rimborsi sono una parte assolutamente minima, nell'ordine dell'1% più o meno», sostiene il giovane esponente dell'Idv.
Adesso Di Mattia lancia due proposte precise: «se la maggioranza non è solo alla ricerca di pretesti per insabbiare scandali io sono pronto a votare sia l'abolizione dei rimborsi che l'introduzione di tecnologie di video conferenza. Ma non si illuda: l'opinione pubblica sa certamente distinguere tra i vizi della “casta”, e i costi della democrazia, che rimborsa un giovane animato da passione politica che pur lavorando all'estero ha lasciato il suo cuore in Abruzzo e vuole dare il suo contributo nonostante gli indubbi sacrifici».
Intanto però la Provincia paga. Viaggi e gioielli.

11/01/2010 18.32

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