Sale tensione a Teramo: manifestazione antifascista e scritte contro 'La Città'

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «La Città - complici dei fascisti - per voi solo merda».
E' la scritta offensiva comparsa venerdì mattina sui muri della sede del quotidiano teramano La Città.
Davanti al portone d'ingresso di via Capuani ignoti hanno scaricato tre sacchi di letame poi rimossi dal servizio di nettezza urbana.
«E' stata chiara fin da subito la matrice del gesto - ha dichiarato il direttore della testata giornalistica Antonio D'Amore - legato alla vicenda del ferimento alla vigilia di Natale, di tre giovani teramani, colpiti con alcune coltellate in un'aggressione da parte di una decina di altri avventori di una discoteca del capoluogo. La vicenda porta agli ambienti dell'estrema sinistra».
D'Amore precisa di essersi attenuto, nel narrare i fatti sulle pagine del quotidiano da lui fondato e diretto, alle informazioni di volta in volta fornite dalla questura sull'aggressione di matrice politica che vede contrapposti "neri" contro "rossi" e di aver avuto più di un abboccamento con i giovani di sinistra.
Il direttore, che in precedenza aveva subito anche un attentato incendiario al portone di casa, non ha comunque voluto sporgere denuncia preferendo stigmatizzare il fatto nel fondo che domattina comparirà in copertina.



Proprio dopo i fatti accaduti la notte del 23 dicembre scorso, Rifondazione Comunista aveva organizzato una manifestazione di protesta.
«Non si può rimanere impassibili di fronte al susseguirsi di violenze ciclicamente perpetrate», commenta la segreteria regionale del partito che aveva addebitato le responsabilità degli scontri «a gruppi neofascisti».
«Vogliamo dare una risposta culturale e politica forte» a chi fa della «violenza una pratica quotidiana», spiega il direttivo.
«Riteniamo grave il fatto che le forze dell'ordine e i mezzi di informazione abbiamo minimizzato l'episodio puntando immediatamente ad una possibile rissa (tutti colpevoli, nessuna distinzione tra aggressori e aggrediti) legata forse all'alcool e “magari anche alla politica”», spiegano i responsabili di Rc.
«Riteniamo altresì grave il fatto che gli aggressori siano a piede libero e perciò invitiamo tutti i parlamentari abruzzesi e i rappresentanti delle forze democratiche in Parlamento a presentare interrogazioni volte a verificare proprio la correttezza delle azioni intraprese dalle forze dell'ordine di Teramo».

«In casi anche meno gravi si è ricorsi agli arresti, qui sono stati fatti due pesi e due misure», sostengono da Rifondazione, «per non parlare del silenzio assurdo del Pd e dell'amministrazione Brucchi».
Contesta la manifestazione di oggi, invece, Marco Forconi, segretario provinciale di Forza Nuova.
«Come al solito, parti più o meno violente della sinistra radicale tenteranno di trasformare la manifestazione in programma nel solito spot violento finalizzato alla ‘caccia al fascista brutto e cattivo'», sostiene Forconi, che chiede non solo l'annullamento della marcia di protesta «ma auspica una larga partecipazione da parte dei mezzi di informazione, affinchè possa essere reso pubblico, nella maniera più estesa possibile, il grado di pietà e di ridicolaggine che la sinistra è riuscita a raggiungere in questi ultimi mesi, in Abruzzo ed in Italia».

09/01/2010 9.50