Il mistero dei 100mln dell’Europa per progetti informatici. Chi li ha visti?

Alessandro Biancardi

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L’APPROFONDIMENTO. ABRUZZO. Non lo sappiamo ma viviamo in una regione ad altissima densità tecnologica ed informatica. Sono diverse decine i progetti finanziati con fondi pubblici da anni i cui esiti sono assolutamente ignoti. Importi incredibili per fare cose difficilmente comprensibili. * DOVE SONO FINITI ALTRI 24 MILIONI DI EURO?






Si spera che qualcuno poi abbia verificato che i soldi spesi siano effettivamente serviti perché si parla di cifre milionarie.
Più di 100 milioni di euro dal 2001 ad oggi.
Di sicuro lodevoli gli obiettivi ipotizzati. Criptici ed evanescenti gli strumenti per raggiungerli.
Ma alle soglie del terzo millennio si partiva con una certezza: «l'Abruzzo ha un forte ritardo nella Communication and Information Technology».
Da qui «l'urgenza di proiettare la Regione verso un nuovo modello di sviluppo e gestione dei servizi condiviso con le amministrazioni locali al fine, da un lato di definire strategie in campo informatico e valorizzare lo scambio fra i vari territori ed amministrazioni di esperienze, risorse e progetti, dall'altro di ridurre i costi di realizzazione delle soluzioni intraprese assicurando uniformità di servizi erogati dalle Amministrazioni Locali sul territorio regionale».
Numerosi studi mostravano gli effetti balsamici dell' «interconnessione sistemica interna alla Regione al fine di garantire standard europei di qualità ed eccellenza nel trasferimento del flusso di informazione».
E come dargli torto: una buona informatizzazione potrebbe rendere la vita degli abruzzesi molto più semplice ed inoltre attrarre investimenti da fuori regione.
Ma tutto questo è successo davvero?
Il cittadino tocca con mano la rivoluzione tecnologica?
I progetti sono stati portati a termine?
Cento milioni di investimenti o di sprechi?
Il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione è davvero migliorato?
In quanti conoscono questo Abruzzo virtuale ma altamente informatizzato?
In una parola sono stati davvero utili i progetti realizzati o solo un pretesto per spendere fondi pubblici in appalti qualche volta contestati?
Difficile stilare un bilancio di un settore così complesso ma nevralgico al tempo stesso.
C'è di tutto, anche stranezze, inefficienze e mancanze talmente evidenti che balzano anche agli occhi di un profano.
Ci si domanda come mai nessun ente pubblico -e magari anche la giustizia- abbia mai fatto chiarezza su questo immenso buco.
Pare infatti ci siano stati negli anni diversi esposti presentati ad alcune procure della Repubblica che non hanno avuto risvolti pubblici.
Per non parlare del paradosso che su questi progetti, finanziati con l'intento di «aumentare la trasparenza e la partecipazione civica», non si trovino informazioni su chi, quando, a quale costo abbia realizzato cosa.
Insomma li abbiamo finanziati sulla fiducia. Oggi però vogliamo conoscere e sapere se qualcosa è andato storto.

LA REGIONE CORREVA AI RIPARI.

Tutto parte dall'Europa.
Ma le «registe» sono le Regioni.
Così, alla debolezza dell'Abruzzo in campo tecnologico, l'amministrazione regionale risponde con la Legge Regionale n.25 del 2000 che introduceva molte novità per perseguire lo sviluppo della “Società dell'Informazione”.
Da buona stratega, la Regione ha compilato, o meglio ha fatto compilare alla I.P.S srl (aggiudicataria dell'appalto di cui non si conosce l'importo) il cosiddetto “piano d'azione”.
Non manca la costituzione (leggi:uffici, responsabili, dipendenti) di “Struttura Speciale di Supporto Sistema Informativo Regionale” che funge da referente per la programmazione e del coordinamento del Sistema Informativo Regionale.
In quell'occasione venne anche istituita l'Agenzia Regionale per l'Informatica e la Telematica (Arit) con il compito di gestire un settore divenuto importante anche per l'entità dei finanziamenti. Tutte le gare d'appalto degli investimenti in Information Technology sono state espletate dall'Arit.
Molte in questi anni sono già state analizzate da PrimaDaNoi.it, ce ne sono però altre che furono fortemente contestate per i metodi utilizzati e incongruenze mai spiegate che hanno alimentato atroci sospetti. Poi anche quelli finiti nel dimenticatoio.

LE CIFRE DELLA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA

Per realizzare tutti gli interventi era prevista (dall'Accordo quadro tra Governo e Regione del 2002) una copertura finanziaria totale di 27,5 mln di euro erogati in parte dal Cipe (19,6 mln) e dai fondi Docup (7,9 mln).
Successivamente sono arrivati tre atti integrativi del primo accordo. Tradotto: tanti ambiziosi obiettivi e altrettanti milioni di euro stanziati. Il primo atto integrativo del 2004 metteva sul piatto della rivoluzione tecnologica altri 24 mln di euro.
Il secondo atto, firmato nel 2005, prevede un finanziamento di 41 mln di euro (Fondi Cipe e Docup).
Nella terza integrazione, la cifra scende a 8,6 mln (fondi Cipe).
In totale 101,1 mln di euro. A lavoro sulla miriade di progetti informatici ci sono, oltre ai dipendenti dell'Arit, altri 40 consulenti esterni per una spesa complessiva solo per l'anno 2010 di 480 mila euro.

TUTTI I PROGETTI … O QUASI

Gli interventi previsti dall'accordo quadro (APQ) sono 14.
Ma possiamo sapere qualcosa di più (si fa per dire) solo dall'undicesimo in poi.
Gli altri non ci sono sulla pagina istituzionale (la trasparenza in zona Arit non è mai stato un punto di eccellenza…).
Ma anche per quelli contemplati la storia è monca e molto spesso da immaginare a piacimento in quanto il capitolato e l'esito della gara non ci sono.
Tra i progetti finanziati figurano: ristrutturazione della sede del centro tecnico della Com-Net-Ra (€ 650 mila); Infrastruttura Centro Tecnico ComNet e poli di erogazione servizi provinciali sulla ComnetRA (2,2 mln); Intranet della Regione Abruzzo (2,1 mln); Infrastruttura di comunicazione Enti Locali della Regione Abruzzo (5,2 mln); Sistema di gestione di servizi centro tecnico e poli di erogazione servizi provinciali Comnet-RA; Servizi applicativi avanzati erogati sulla ComNet-Ra (1,5 mln); Servizi di cooperazione applicativa ed integrazione anagrafi erogati sulla ComNet-RA (1 mln); Carta Servizi Generali per i cittadini della Regione Abruzzo (650 mila); Servizi integrati catastale e geografici per il monitoraggio amministrativo del territorio (2,1 mln).
Insomma come se comprassimo un libro da 15,4 mln di euro ma potessimo leggere solo il titolo. Siamo all'oscuro dell'autore e del contenuto.
Obiettivo trasparenza: colpito e affondato.

APQ13-11: Centro Servizi Territoriali.
Anche qui non si può sapere chi ha realizzato e quanto è stato speso perché sul sito ufficiale del Docup, c'è solo il titolo (esattamente solo quello che qui vedete in grassetto).
Eppure si tratta di 3,7 mln di euro.
Non mancano relazioni di monitoraggio che mostrano «benefici medio-alti» per tutti (cittadini, amministrazioni, imprese) ottenuti grazie ai centri di servizi territoriali. Ma in quanti di voi prima di oggi hanno mai sentito parlare di un posto «dove si diffonde una gamma di servizi informativi di e-government che consentono realmente un deciso innalzamento dell'offerta di servizi che la Pubblica Amministrazione locale fornirà ai cittadini ed alle imprese»? Ed invece pare che esista a Sulmona (città scelta perché ricompresa nell'area Obiettivo2).
Il tutto è gestito anche da una società amministrata da Paolo D'Amato e costituita nel 2007 dal Comune di Sulmona, il Comune di Avezzano, le Comunità Montane Peligna, Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia, Sirentina, Valle del Giovenco, Marsica 1, e Valle Roveto.

APQ13-12 Realizzazione del sistema informativo per il “Portale Integrato Multicanale”.
Il progetto è volto alla realizzazione di una piattaforma infrastrutturale che permetta di presentare e accedere a servizi erogati sia dagli enti locali che centrali.
Il costo complessivo è di 947.690,00 euro e la gara è stata aggiudicata nel 2002 ad un raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) composto da Telecom Italia Spa (Milano), Finsiel spa (Roma),Sediin spa (Roma).
Ma la cifra stanziata nell'accordo di programma era di 1,3 mln di euro.
Cosa si è realizzato con la differenza?
Comunque il portale è consultabile al seguente link. I contenuti in alcune parti sono la fotocopia di quanto già visibile sul sito dell'Arit ma evidentemente pagati come “originali”, un copia-incolla decisamente costoso.
Si trovano concentrati su una stessa home svariati link sull'Abruzzo (turismo, arte, foto).

APQ13-13 Realizzazione del sistema informativo del “Centro Servizi sul Turismo Culturale”.
C'è il capitolato.
Il termine per la presentazione delle offerte è scaduto il 25 ottobre 2002 ma non è dato sapere l'esito della gara.
Cifra stanziata 2,2 mln di euro.
Soldi realmente utilizzati nella totalità o in parte?
Da realizzare un sistema Informativo per la gestione del Centro Servizi sul Turismo Culturale e il relativo portale; una banca dati turistica della Regione Abruzzo; una rete locale per il Centro Servizi sul Turismo Culturale; avviamento, test, attivazione e formazione all'utilizzo del Centro Servizi sul Turismo. Il tutto da fare nel 2003.
Ma se per un attimo provassimo a fare i turisti ed ad inserire su Google “turismo culturale Abruzzo” avremmo delle spiacevoli sorprese.
In verità il sito esiste ma è accessibile facilmente solo dal sito dell'Arit (che tutti i turisti conoscono…).
La visita di questo portale poi non gioverebbe a molto: da una ricerca potrebbe risultarvi che a Pescara non ci sono biblioteche o musei d'arte e addirittura che a Chieti non ci sono teatri.
Obiettivo di far conoscere l'Abruzzo raggiunto?

APQ13-14 Realizzazione del sistema informativo per lo “Sportello Unico per le Attività Produttive”.
Anche qui, largo spazio all'immaginazione.
C'è solo il capitolato di una gara scaduta nel 2002. L'intervento prevede la progettazione e realizzazione di un sistema informatico che attua lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), nonché per la formazione degli utenti, per la gestione dello start-up del servizio e per l'assistenza tecnica. L'importo stanziato è di 2,2 mln
di euro. Il portale allo scopo di «divulgare tutte le iniziative dell'Abruzzo» è stato realizzato ma forse è poco frequentato: le notizie in home page nella sezione “In vetrina” risalgono al 2003.
Inoltre molte sezioni sono un duplicato di quelle già inserite nel sito della Regione. Obiettivo “stare al passo con i tempi” raggiunto? Una faticaccia davvero costata una somma spropositata, un insulto alle vere professionalità ed un pugno nello stomaco alle casse pubbliche.
E' passato quasi un decennio. E' tempo di risposte: oggi tocca alla giunta Chiodi che sarà agevolata visto che tutto partì con Giovanni Pace (Pdl) al quale seguì una “corposa” parentesi, seppure breve, del duo Del Turco-Quarta.


Manuela Rosa 08/01/2010 8.24

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DOVE SONO FINITI ALTRI 24 MILIONI DI EURO?


Poco si conosce anche dell'esito dei progetti finanziati dal Primo atto integrativo siglato il 30 aprile 2004.
Uno dei più corposi è quello per le “procedure automatiche per il caricamento delle banche dati dei portali docup” che prevede la progettazione, fornitura, configurazione, avviamento di una piattaforma contenente un motore di ricerca.
«Il progetto si rivolge in particolare agli operatori addetti alla gestione dei portali DocUP, ma gli strumenti e i servizi realizzati sono utilizzabili con profitto anche da quelli degli altri portali regionali». Il costo dell'intervento è stato di 1, 5 mln di euro. I vincitori della gara in RTI sono Sineura spa (Milano), R.D. Sistemi srl (Novara),Ter srl (Roma).
L' “Infrastruttura di Gestione e Monitoraggio delle Attività Generate dai Finanziamenti Regionali” è costata alla Regione 1,2 mln di euro. Ingibi spa (Milano) e Synergia 2000 spa (Milano) hanno vinto la gara per la progettazione, fornitura, configurazione, avviamento di una infrastruttura in grado di abilitare la gestione, il monitoraggio ed il controllo delle attività frutto dei finanziamenti comunitari e regionali. E' ancora funzionante? Che risultati ha dato?
Difficile capire cosa sia un “sistema di cooperazione applicativa per la Gestione ed il Monitoraggio dei Processi legati alla Fornitura di Servizi a Cittadini e Imprese”? Oggetto del bando?
Ecco l'eloquente spiegazione: "progettazione, la realizzazione e l'installazione della infrastruttura tecnologica atta ad ospitare un sistema di cooperazione applicativa finalizzato all'erogazione di servizi legati al monitoraggio dei processi associati alla fornitura di servizi a cittadini ed imprese; progettazione, la realizzazione e l'installazione dell'infrastruttura denominata “Middleware applicativo” atta ad ospitare il sistema, e dell'infrastruttura tecnica hardware e software necessaria per la piattaforma applicativa abilitante i servizi di base";. Sarebbe bello sapere come è andato a finire un monitoraggio così complesso. Ma in compenso sappiamo che lo hanno realizzato la Fondazione Iard spa (Milano) e Beta 80 spa (Milano) per 1,4 mln di euro.
E ancora all'Abruzzo serviva un " Potenziamento dei servizi e delle infrastrutture realizzate dai progetti finanziati e in corso di finanziamento – fornitura postazioni periferiche per gli enti locali dell'area obiettivo 2 - bis". Ovvero la fornitura di attrezzature hardware e software da destinare agli enti locali compresi nell'Area Obiettivo 2. Di nuovo la Sediin spa (Roma) ha realizzato l'intervento per un importo di 852 mila euro. L'elenco di progetti non meglio identificati è ancora molto lungo. Ma per capire fino in fondo la tecnologica trasparenza della Regione, basta aprire l'esito di gara del “ Portale per la gestione delle strutture ricettive del territorio abruzzese nell'ambito del DocUP Abruzzo 2000-2006". Al posto dell'importo e della ditta aggiudicataria si trova quanto segue: « Nell'Allegato B del capitolato d'oneri pubblicato sul sito nel giorno 2/11/2004 non era riportato il punto 8 della dichiarazione sostitutiva da rendere ai sensi dell'art. 4, lettera D del capitolato d'oneri. La versione corretta dell'Allegato B è ora comunque disponibile su questo sito». Il resto non è dato sapersi. Chissà quanto tempo dovrà passare prima che la Regione pubblichi per intero su uno dei propri innumerevoli siti anche i dati di tutti i progetti del secondo e del terzo atto integrativo (41 mln e 8,6 mln di euro).

Manuela Rosa 08/01/2010 8.25