Crisi Sevel, Idv: «dal Governo risposte insufficienti»

Alessandro Biancardi

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ATESSA. «Deludente e generica è la risposta che il Governo nazionale» sostiene il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli.


A rispondere nell'aula del Senato è stato il sottosegretario Viespoli, a fine dicembre. L'interrogazione era stata presentata dal parlamentare abruzzese per conoscere le iniziative messe in campo per affrontare lo stato di crisi di uno dei poli industriali più importanti della regione e del mezzogiorno d'Italia, e soprattutto per individuare gli strumenti per affrontare la grave crisi occupazionale, anche in prospettiva della strategia aziendale che il gruppo Sevel-Fiat vuole portare avanti in Val di Sangro.
«In sostanza - ha spiegato Mascitelli - il Governo si è limitato a riferirci che è in fase istruttoria un contratto di programma con la Sevel finalizzato all'ampliamento della capacità produttiva dello stabilimento di Atessa, e che a luglio, per l'intero territorio abruzzese, come per le altre regioni, è stata prevista l'assegnazione di risorse finalizzate all'utilizzo di ammortizzatori sociali in deroga».
«Evidentemente – sostiene l'esponente dell'Italia dei Valori - la drammaticità della situazione e l'esatta dimensione del problema, con duemiladuecento posti di lavoro già persi nell'intero comparto industriale del Sangro, sono irresponsabilmente sottovalutati, se si pensa di affrontarli con misure insufficienti, incomplete e spesso tardive. In questo ha una sua influenza negativa la scarsa autorevolezza di cui gode la nostra classe dirigente regionale, che stenta a fare emergere la questione industriale della Val di Sangro come questione di interesse nazionale e non invece, come è stato finora, un problema solo regionalistico».

07/01/2010 15.41