Pantano Villa Pini tra politica inerte e quella che strumentalizza

Alessandro Biancardi

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 Pantano Villa Pini tra politica inerte e quella che strumentalizza
ABRUZZO. I fatti: nove mesi senza stipendi, famiglie sul lastrico, disagi economici e psicologici, futuro incerto. E poi ancora soluzioni che latitano da sempre, braccio di ferro tra Regione e proprietà Villa Pini, e nel frattempo c’è chi specula politicamente. ANGELINI: «TUTTE LE SOMME VERSATE NELLE CASSE DELL'AZIENDA»





Non fa male ritornare a parlare dello scandalo della sanità, per molti già archiviato e dimenticato, mentre la burocrazia della giustizia ci ricorda che il processo non è nemmeno cominciato .
Tutto nasce da un articolo de Il Centro di Maurizio Piccinino che rispolvera il rapporto dei Nas che hanno indagato per un anno sui ricoveri nelle cliniche private e dunque su Villa Pini.
Un rapporto che servì ai pm Trifuoggi Bellelli e Di Florio per richiedere le misure cautelari scattate poi il 14 luglio 2008 che portarono all'arresto di oltre dieci persone tra cui l'ex presidente Del Turco. Considerazioni già in gran parte riportate nella misura cautelare, considerazioni che avevano confermato quanto scrissero i vertici di Rifondazione comunista un anno prima degli arresti (2007) in alcuni esposti.
Si parlava di dati sui ricoveri sballati, gonfiati, impossibili da spiegare, dunque taroccati per lucrare sui rimborsi che la Regione concede alle cliniche accreditate.
Tutto era stato scritto a marzo 2008 da PrimaDaNoi.it che aveva anche pubblicato tutta la documentazione a supporto
Un anno prima ne avevamo già parlato ed anche in quella occasione avevamo pubblicato qualche documento allegato ad una interrogazione sul caso che ebbe tardivamente una risposta dalla giunta Del Turco ma «improntata a malafede». 
Intanto è proprio il Pd oggi a cavalcare la notizia: «privare 1.500 famiglie di nove mesi di stipendio è un'offesa alla dignità delle persone, per questo è necessario passare al setaccio tutti i conti correnti della proprietà di Villa Pini di cui la magistratura è a conoscenza».
Per Silvio Paolucci, segretario regionale del Pd abruzzese, gli arresti sono stati ingiusti e a dimostrare la tesi sarebbero anche le stesse carte della procura.
«Oggi che le carte delle indagini su 'Sanitopoli' non sono più coperte da segreto istruttorio, inizia ad emergere un notevole movimento di denaro non denunciato dall'azienda - dice Paolucci - che inizia l'8 febbraio del 2008, ben prima degli arresti, quando secondo la segnalazione inviata dalla Banca d'Italia alla magistratura, Anna Maria Sollecito, moglie di Angelini, si era presentata presso una piccola banca di Pescara con una valigia contenente 600 mila euro in contanti: aveva chiesto l'apertura di un conto corrente comunicando di dover fare, successivamente, un investimento. Questo investimento non c'é ancora stato e invece il conto è cresciuto di almeno altri 200 mila euro: versamenti che coincidono con i prelievi effettuati presso i conti delle società del gruppo, come segnala ancora la Banca d'Italia. E a fine luglio 2008, quindi dopo gli arresti, Angelini ha depositato presso un'altra banca pescarese 6 mila banconote da 500 euro, per un totale di 3 milioni di euro».
In una di queste due banche, ricorda Paolucci, «Angelini stesso ha aperto sei conti correnti che finora hanno bypassato i pignoramenti e che sono tuttora in funzione. Non si tratta di informazioni inedite, perché sono state studiate dalla Guardia di Finanza e segnalate alla Procura di Pescara per tempo. Per questo ribadiamo - dice il segretario del Pd abruzzese - che é necessario passare al setaccio tutti i conti della proprietà, e il presidente Chiodi non può permettersi di dire che "presto inizieremo a parlare di crisi aziendale": se aspetta di vedere alla fame le famiglie dei dipendenti per muoversi, per i lavoratori e le imprese abruzzesi si prospettano tempi molto duri».
Insomma Angelini avrebbe distratto abilmente milioni di euro sottraendolo alle casse del gruppo industriale che presiede. Per questo non ci sarebbero i soldi per pagare gli stipendi.
L'occasione è buona al'amico di Del Turco, ex socialista, Cazzola, oggi deputato Pdl per ritornare a reiterare il paragone-equazione:«Del Turco come Enzo Tortora».
Quello dei ritardi sugli stipendi però potrebbe essere un aspetto diverso dalle ipotesi di accusa, che lo ricordiamo, sono di aver intascato milioni di euro di tangenti da parte della ex giunta di centrosinistra.
Angelini nelle sue confessioni -mai complete- ha parlato di ricatti e di cappio intorno al suo collo che si stringeva sempre più se non avesse pagato le tangenti.
Un piano di rientro dei debiti era già stato avviato da Del Turco ma è anche vero che le commissioni ispettive inviate dalla Regione erano viaggi spesati senza cognizione di causa.
Chi doveva indagare non aveva la benchè minima idea di cosa verificare e per di più le cartelle cliniche esaminate erano preventivamente fornite dalla stessa clinica.
Particolari rivelati chiaramente da un illustre componente di quelle commissioni, l'attuale sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma
Nel discorso del buco della sanità poi un posto di primissimo piano deve occupare necessariamente l'operazione delle cartolarizzazioni.
La prima ad opera di Giovanni Pace (mente Giancarlo Masciarelli ex Fira) e proseguite per ben due volte con Del Turco e Mazzocca (sempre con la consulenza di Masciarelli).
Una operazione suicida per i conti della Regione che condanna l'ente a pagare interessi ingentissimi per anni oltre ad aver scelto senza gara l'istituto di credito (Deutsche Bank).
Ritornare a parlare di sanitopoli cercando di distorcere la realtà per tornaconto politico potrebbe danneggiare ulteriormente gli stessi dipendenti di Villa Pini.
Intanto l'assemblea dei lavoratori del gruppo ha proclamato lo sciopero regionale per il 19 e 20 gennaio prossimi.
L'assemblea si è riunita il 5 gennaio per fare il punto sulla vertenza in atto.
In una nota Cgil e Cisl regionali «stigmatizzano il comportamento della Giunta Regionale, che a fronte della emergenza sociale e sanitaria rappresentata dalla vertenza Villa Pini, non agisce con la dovuta tempestività per attivare la sospensione dell'accreditamento prevista dalla legge regionale».
I sindacati chiedono al Commissario ad acta ed alla Giunta Regionale di «assumersi la responsabilità politica di ricollocazione del personale e di rispettare, prioritariamente, l'impegno già dichiarato, ma al momento disatteso, di assicurare al personale operante nelle strutture psichiatriche la prosecuzione dell'assistenza ai pazienti trasferiti».
I sindacati inoltre «chiedono all'assessore regionale Paolo Gatti ed a tutta la Giunta Regionale di garantire, con la sospensione dell'accreditamento, l'erogazione immediata della cassa integrazione in deroga e comunicano che dal 7 gennaio riprenderanno le azioni di lotta con presidio dei lavoratori nelle sedi istituzionali. Successivamente, giorno per giorno, verranno decise nuove iniziative in relazione all'evolvere della situazione».

07/01/2010 9.14

ANGELINI: «TUTTE LE SOMME VERSATE NELLE CASSE DELL'AZIENDA»

«Tutte le somme depositate presso vecchi e nuovi conti sono state tutte riversate da Enzo ed Annamaria Angelini nelle casse delle aziende che io rappresento», assicura la figlia Chiara, oggi amministratrice del gruppo.
«Un caso fra tutti», spiega ancora, «per esempio, i tre milioni di euro versati dal Dott. Angelini nel 2008 con cui è stato pagato all'epoca uno stipendio all'insaputa dei dipendenti . Tutti i versamenti di somme personali nelle casse dell'azienda sono andate per ottemperare alle necessità di quest'ultima e sono documentate e documentabili in qualsiasi momento per sconfessare le menzogne di Silvio Paolucci».
07/01/10 18.08


TUTTO SULL'ARRESTO DI DEL TURCO&CO

LA PRIMA CARTOLARIZZAZIONE
LA SECONDA CARTOLARIZZAZIONE

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