Tre progetti per il Parco scientifico di Chieti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3414

Tre progetti per il Parco scientifico di Chieti
CHIETI. La produzione sperimentale dell'idrogeno, il progetto Esseco per la produzione di energia dai fanghi della depurazione urbana, il Cadra, centro per l'archiviazione digitale della documentazione della Regione. (nella foto: Antonio Gabriele)

Questi tre progetti sono stati presentati rispettivamente da Antonio Gabriele, presidente del Parco, e dagli architetti Alfonso Settimi (Esseco) e da Giuseppe Luciani (Cadra) in un incontro nella sede del Parco scientifico.
«E' la nuova filosofia del Parco dopo l'avvento dei capitali privati», hanno spiegato, «rivitalizzare questa struttura e metterla a disposizione del territorio e degli imprenditori che vogliono investire in Val Pescara. In particolare la sperimentazione per produrre idrogeno dal metano assicurerà energia pulita a basso costo e potrà diventare anche una stazione di rifornimento anche per Chieti».
Stesso discorso innovativo per il progetto Esseco che trasforma i fanghi dei reflui urbani in materiale da cui, con un processo di gassificazione, si ricava energia elettrica e termica a disposizione delle aziende.
Il tutto a impatto ambientale zero e senza pericolo di diossina, con l'aggiunta di una ipotetica diminuzione della tariffa Tarsu per la facilità di smaltimento dei fanghi.
Lo ha sottolineato anche il sindaco di Chieti Francesco Ricci, presente con il senatore Giovanni Legnini all'incontro istituzionale presso gli impianti e le strutture del Parco per assicurare l'immediata convocazione della Conferenza dei servizi del progetto Esseco.
Pronto a partire nel mese di gennaio anche il primo step del progetto Cadra, 5 milioni di euro per “dematerializzare” la carta dei documenti regionali e realizzare un archivio digitale.
L'incontro è stato importantissimo non tanto perché, come ha sottolineato il sindaco, «si parte dalla sperimentazione dell'idrogeno e non si sa dove si può arrivare in termini di insediamenti industriali», quanto perché ha preso forma il Piano di sviluppo dell'architetto Alfonso Settimi che ha elaborato il progetto Esseco.
L'idea è stata quella, non solo sperimentale, di utilizzare i fanghi della depurazione, quelli che oggi il Comune di Chieti (ma anche tutti gli altri Comuni) sono costretti a smaltire in discariche lontane e a costi altissimi (per Chieti oltre 500 mila euro l'anno).
Si tratta di essiccarli e di utilizzare i residui come una specie di pellet, di gassificarli in una specie di forno a microonde che non produce diossina anche perché negli scarichi fognari non ci sono metalli pesanti o plastiche, e di produrre infine energia elettrica e termica a basso costo per le aziende.
In altre parole trasformare una spesa in una risorsa, con evidenti vantaggi per la collettività.
La novità dell'intervento del Parco, sia per l'idrogeno che per questo processo, è la possibilità di procedere alla velocità dei privati, senza le pastoie burocratiche che spesso frenano ricerca e progetti interessanti.
«La presenza di società internazionali nel Parco – ha spiegato il presidente Gabriele – è garanzia che qui si fanno cose serie e che i soldi investiti avranno sicuramente un ritorno occupazionale. Insomma il parco, da esempio di spreco di risorse pubbliche negli anni 80, “rischia” di diventare un polo attrattivo per molte aziende».

Sebastiano Calella 05/01/2010 17.57