Teodoro:«sono stato cacciato: impugnerò al Tar l’atto del sindaco Mascia»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Malintesi, sotterfugi, colpi di scena, provocazioni. Le polemiche a distanza via giornali tra il sindaco Albore Mascia e la lista Teodoro è culminata questa mattina in un fuoco di fila di dichiarazioni interviste e conferenze stampa.
Ognuno è andato in scena con la sua parte studiata alla perfezione.
Un intreccio architettato così bene che lo spettacolo riesce ad andare avanti senza svelare la vera trama che tutti i personaggi tengono ben celata dietro le misurate dichiarazioni.
Dopo tanti proclami, chiacchiere e dictat quello che sfugge è la vera ragione del contenzioso che fa solo presumere interessi e gestione del potere. Di più per ora è impossibile dire.
Di sicuro le performance (prima di Teodoro e poi di Mascia) hanno avuto un gran successo di pubblico: sale stracolme e solo posti in piedi anche per la stampa.
Alle 11 ha iniziato l'ex assessore ai lavori pubblici Gianni Teodoro mostrando la lettera con cui il sindaco Mascia gli ha revocato tutte le deleghe.
Deleghe che egli stesso aveva riconsegnato poco prima di Natale, senza però dimettersi dalla carica di assessore.
Motivo? Fino ad oggi la motivazione era sempre stata la mancata riconferma del dirigente Biase come direttore dell'area tecnica.
Ma oggi Teodoro ha precisato: «il caso di Biase l'ha creato il sindaco per sviare l'attenzione da altri problemi, l'hanno creato anche i giornalisti, ma non noi».
Eppure le parole chiare di qualche giorno fa del consigliere Massimiliano Pignoli risuonano ancora in quelle stanze: «noi vogliamo Biase, è semplice!».
Anche sul perché la lista Teodoro volesse Biase era stato detto chiaramente.



Teodoro, contornato dai due consiglieri Pignoli e Di Noi, ha parlato ininterrottamente per 45 minuti approntando per i giornalisti una dettagliata lezione di diritto amministrativo.
Ma poi è passato a situazioni più accessibili e «più vicine alla gente che ci ha dato fiducia».
«Non mi sono dimesso, mi hanno cacciato ed impugnerò l'atto di revoca delle deleghe notificatomi questa mattina», ha annunciato a PrimaDaNoi.it dopo la conferenza stampa.
«Mi sento un marziano perché voglio il rispetto delle regole. Saremo le sentinelle, controlleremo atto per atto. E decideremo volta per volta».
Quindi la lista Teodoro non passerà all'opposizione, ma rimarrà con soli due rappresentati in consiglio comunale (Pignoli e Di Noi) in quanto Teodoro si era dimesso dalla carica di consigliere accettando quella di assessore.
«Ma resto il responsabile politico e gli atti li guarderò lo stesso e poi mi dedicherò al mio incarico da consigliere provinciale, ma non lascerò la mia città che amo».
Un “ci sono ma non ci sono” per un sempre più agguerrito Teodoro.
«Il rispetto delle regole per me viene prima dell'interesse personale» si è sentito in dovere di precisare l'ex assessore.
«Attueremo il programma di Mascia che abbiamo sottoscritto, ma decidendo in autonomia di volta in volta». Una specie di virata ammorbidita rispetto alle decisioni iniziali di passare all'opposizione.
«Le deleghe revocate con la motivazione che io le avevo riconsegnate. E io che ho avuto quella sensibilità istituzionale vengo ripagato così?».
Ed invece per Mascia quel gesto è stato bollato come «forte e provocatorio», e proprio in virtù di ciò il rapporto di fiducia tra sindaco ed assessore sarebbe venuto meno.
«Andate a prendere il miglior semestre D'Alfonso e paragonatelo con i 100 giorni di Biase e Teodoro: abbiamo appaltato lavori per 17,5 mln di euro», ha dichiarato l'assessore uscente, «nemmeno una telefonata dal sindaco, nemmeno hanno aperto un tavolo politico, perché il problema che avevo sollevato era politico».

INTANTO RITORNA TARABORRELLI…

Più snella invece la presentazione del nuovo assessore ai Lavori Pubblici Alfredo D'Ercole.
«I fatti parleranno per noi», ha esordito il sindaco, Luigi Albore Mascia, affiancato dal vicesindaco Berardino Fiorilli e da tutta la Giunta.
Nessun accenno alla vicenda Teodoro, nel clima del “come se niente fosse”, si è parlato della ripartizione delle deleghe e dell'esigenza di ripartire.
«Ripartiremo con grande slancio. Anche chi è in ferie in questi giorni verrà richiamato. E oggi nomineremo anche il direttore dell'area tecnica: Tino Bellafronte Taraborrelli», ha continuato Mascia lasciando la parola al nuovo arrivato.
Nessun imbarazzo né politico né morale né di opportunità per il nuovo dirigente già al centro di polemiche per essere stato voluto fortemente da Cordoma a Montesilvano nello stesso settore, quello che doveva essere risanato dopo il Ciclone di Cantagallo. Un tecnico molto legato alla politica di destra e sinistra ed indagato per aver versato denaro ad Europa Prossima di D'Alfonso in cambio di consulenze da 120mila euro.
Una scelta non casuale se proprio su questa mansione da ricoprire Mascia ha preferito rompere con il suo alleato.

PRESUNTO CONFLITTO D'INTERESSE E CONTENZIOSO CON COMUNE

L'ex assessore Teodoro in conclusione della propria conferenza stampa aveva lanciato “una bomba”: «D'Ercole ha un contenzioso aperto con il Comune. Ha vinto in primo grado ed ora il Comune ha fatto appello».
Nessun problema secondo Mascia che ha chiarito tecnicamente la situazione: «D'Ercole è stato anche già risarcito dal Comune per il ricorso che aveva aperto per delle sue aspettative lavorative che non gli erano state riconosciute. Ora il Comune ha fatto appello, ma lui è “appellato” e non “ appellante”, quindi non ci può essere la compressione del diritto di D'Ercole ad esercitare una funzione pubblica».
Sempre Teodoro aveva lanciato uno spunto su un presunto conflitto di interessi dell'architetto- neoassessore in quanto ha vinto una gara pubblica con il suo studio professionale (Studio D'Ercole spa) per il rifacimento dei marciapiedi di via Tiburtina.
«Mi dimetto in data odierna da quel gruppo, - ha chiarito l'assessore- loro faranno il lavoro perché hanno vinto ma senza di me. Non posso mica fare dei lavori per il Comune di Pescara! E fuori discussione».

LE REALI MOTIVAZIONI DEL NO A BIASE

L'ex assessore ha lamentato uno svuotamento del settore lavori pubblici a favore di quello dell'ambiente e della mobilita'…
«Teodoro non ha capito che i dirigenti non sono di proprietà degli assessori», ha risposto il sindaco, «se un assessore deve fare una cosa può andare anche dall'altro dirigente che si occupa dell'arredo urbano e poi quelle decisioni le ha votate anche lui in Giunta».
«E io dovrei firmare qualcosa di un dirigente con cui non lavoro a stretto contatto?», ha replicato Teodoro, «Di Antonio Biase io mi fido e avallo mettendoci una mano come Muzio Scevola».
Resta oscuro il motivo per cui Teodoro ha richiamato per ben due volte un personaggio come Muzio Scevola che alla fine si bruciò la mano. Ma aldilà della politica perché Biase non era la persona giusta?
Alla domanda diretta il sindaco non si sottrae.
Perché Biase no?
«Non vuole essere una critica, ma quando uno è abituato a lavorare nella solitudine del suo studio, come i professionisti, è difficile che poi si abitui. Nell'amministrazione pubblica c'è la necessità di rapportarsi a più persone. Ho notato qualche difficoltà in questo».

MASCIA: «NON ACCETTO CHE MI SI DIANO CONDIZIONI»

«Avete letto nei giornali di questi giorni: “le condizioni di Teodoro” », ha spiegato Mascia aprendo una cartellina con la rassegna stampa, «non posso accettare che un assessore mi dia delle condizioni. Ci dovrebbe essere un rapporto di fiducia. Nessuno può sottrarre le prerogative al sindaco come quella di nominare il dirigente o di revocare delle deleghe».
Tutto secondo copione e senza intoppi per il sindaco Mascia.



IL PD ED IDV SVELANO PRESUNTI RETROSCENA

A svelare l'intricata trama dello spettacolo e i retroscena ci prova l'opposizione.
Secondo il Pd, o meglio secondo il consigliere Moreno Di Pietrantonio, dietro la “cacciata” di Teodoro ci sarebbe la regia occulta di «Carlo Masci: il sindaco ombra».
In realtà anche Teodoro ha richiamato più volte il ruolo importante di Pescara Futura dietro al ridimensionamento del “potere” dell'assessore ai Lavori Pubblici.
La questione del vicesindaco, promesso a Teodoro, e poi dato a Fiorilli di Pescara Futura, ne sarebbe la prova.
Molti i consiglieri dell'opposizione presenti alla conferenza dell'assessore uscente ma «solo per curiosità».
Il consigliere Gianluca Fusilli si è lasciato andare ad una dichiarazione estemporanea: « Teodoro: politicamente indifendibile. Ha fatto la scelta di andare con il centrodestra… ».
Chissà se il distacco del Pd con Teodoro rimarrà così nel tempo. Certo è che molto di questa storia deve ancora accadere.
Parla di «regolamento di conti» il consigliere dell'Italia dei Valori Adelchi Sulplizio.
«Certamente Carlo Masci non ha ancora perdonato Teodoro del fatto di aver appoggiato D'Alfonso e di avergli consentito di diventare Sindaco (contro lo stesso Masci)», si legge nella nota del capogruppo dell'Idv, «oltre questo ed alle classiche motivazioni di facciata che entrambe le parti ci vorranno far credere, c'è il sospetto che ci siano altri motivi che vanno ben al di sopra delle nomine di dirigenti».
Presto quello che sta dietro le quinte potrebbe diventare uno show enorme.
D'altronde per Teodoro « questa è solo la prima puntata».
Ma siamo sicuri che i cittadini abbiano pagato per vedere questo spettacolo?

Manuela Rosa 05/01/2010 18.22



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