Detenuto aggredisce agente nel carcere di Lanciano

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Nuovo caso di aggressione in un carcere abruzzese. Questa volta il fatto è accaduto nel penitenziario di Lanciano il 30 dicembre scorso quando un detenuto ha aggredito l'addetto alla sorveglianza della sezione.

Il detenuto, per motivi in corso di accertamento, ha aggredito l'addetto alla sezione detentiva
tentando addirittura di strangolarlo, ne è nata una colluttazione che solo grazie alla prontezza di riflessi dell'agente aggredito non ha avuto conseguenze ulteriori.
In quel momento l'agente in servizio al cancello d'ingresso della sezione detentiva, che dovrebbe
tutelare quello in servizio all'interno, non c'era in quanto impegnato in altre attività nella sezione attigua
Al posto dei due agenti necessari, uno per ogni ingresso, denuncia la Uil Penitenziari, per prassi vi è in servizio un solo agente.
L'agente, accompagnato al pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano, ha avuto una prognosi di cinque.
«Sicuramente», denuncia ancora il sindacato, «con i due agenti previsti in servizio agli ingressi il rischio di aggressioni diminuisce e se qualcuno volesse leggere i numeri del rapporto agenti/detenuti, che lo stesso Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria indica, la situazione di Lanciano emergerebbe nella sua preoccupante gravità»
«E' un diritto dei lavoratori operare in sicurezza», continua la Uil. «Gridiamo da tempo», sottolinea Ruggero Di Giovanni, segretario provinciale, «che a Lanciano siamo alla frutta e se nessuno ci ascolterà la prossima volta rischiamo di finire nelle pagina di cronaca nera».

ARRIVANO MISURE DI FORMAZIONE

Intanto il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, fa sapere che è stato approvato nel corso della seduta del 30 dicembre del 2009 (seduta del bilancio regionale) un emendamento presentato dal Gruppo Pd (primo firmatario proprio Ruffini) che mira a finanziare delle politiche attive della formazione e del lavoro all'interno degli istituti penitenziari abruzzesi.
L'emendamento si era reso necessario dopo che una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali aveva fatto visita al carcere di Castrogno per constatare le condizioni dei detenuti all'interno dell'istituto di pena.
Condizioni che erano apparse subito precarie: carenza di servizi igienici, sovraffollamento, mancanza di spazi ricreativi per i detenuti .
Criticità denunciate anche in V Commissione regionale durante un'audizione dei vari direttori degli istituti penitenziari abruzzesi.
La visita a Castrogno era stata quindi l'occasione per trovare delle possibili soluzioni: i parlamentari avevano preso l'impegno di sollecitare il Governo per ottenere dei finanziamenti per le strutture carcerarie, mentre i consiglieri regionali dovevano farsi promotori in Regione di un piano di reinserimento sociale, formativo e lavorativo dei detenuti. Un impegno rispettato e contenuto nell'emendamento votato in Consiglio regionale che permetterà l'istituzione di servizi di formazione e lavoro permanenti all'interno delle strutture carcerarie, integrati e coordinati con un sistema stabile di reinserimento sociale, in convenzione con gli stessi istituti penitenziari.
Sarà l'assessorato competente in materia di formazione e lavoro della Regione Abruzzo a stabilire annualmente un piano di finanziamento di tali servizi che saranno possibili attraversi l'utilizzo del Fondo Sociale Europeo.
«Le condizioni delle nostre carceri imponevano una riflessione seria e matura da parte della politica. Sono soddisfatto del risultato raggiunto, che rappresenta un segnale indispensabile e necessario per riconsegnare dignità e un ruolo sociale alle migliaia di detenuti all'interno degli istituti di pena. Con i fondi FSE riusciremo ad attivare dei programmi di reinserimento sociale che talvolta -per le condizioni in cui sono i detenuti -rappresenta l'unica ancora di una speranza», ha detto Ruffini.

04/01/2010 13.43