Revocato certificato antimafia ma la ditta di Roma continua a lavorare

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Nonostante il ritiro del certificato antimafia una ditta sta continuando a lavorare a Rocca di Cambio. Come mai?


I lavori per la realizzazione della galleria Serralunga da parte della ditta Safab, Società Appalti e Forniture per Acquedotti e Bonifiche stanno continuando regolarmente nonostante la Prefettura di Roma abbia revocato il certificato antimafia per presunti rapporti con la criminalità organizzata della stessa azienda che ha vinto l'appalto bandito dall'Anas.
Lo rende noto il sindaco del Comune di Rocca di Cambio, Antonio Pace.
Un fatto molto strano dal momento che con il ritiro del certificato antimafia anche i lavori dovrebbero essere sospesi.
In casi analoghi l'appalto è stato addirittura impugnato ma adesso tutto prosegue senza intoppi.
«I lavori si sono interrotti solo nel giorno di Natale, per il resto l'azienda sta portando avanti il solito ritmo dalle 6 alle 22 - spiega il sindaco -. Non sono preoccupato perché ho parlato con il responsabile dell'azienda il quale mi ha rassicurato sul positivo esito di questa licenza».
Il sindaco sottolinea anche che «assolutamente si deve evitare lo stop dei lavori di un'opera che le varie comunità del territorio montano attendono da oltre 40 anni».
La galleria Serralunga è destinata a collegare il versante dell'Altipiano delle Rocche con Lucoli.
I lavori erano iniziati il 21 novembre scorso e riguardano lo scavo della galleria di valico Serralunga (1,3 km) sulla SS 696 del Parco Sirente Velino, facente parte dei lavori di realizzazione del collegamento viario di circa 2,5 km tra la piana di Campo Felice e l'altopiano delle Rocche.
I lavori, consegnati nel febbraio 2009 alla Safab riguardano una commessa per un totale di 24,8 milioni di euro, e dovrebbero concludersi a ottobre 2010.

AD AGOSTO ARRESTO DI MASSA

Ricostruire le sventure dell'azienda oggi nel mirino della Prefettura romana non è poi così difficile.
Sul Giornale Nisseno dello scorso agosto si legge di un arresto di 4 persone appartenenti alla ditta in questione (Luigi Masciotta, 45enne presidente del c.d.a., Ferdinando Masciotta, 47enne amministratore delegato, Fabio Vargiu, dipendente e Paolo Ciarrocca, 57enne dipendente).
Arresti che sarebbero il «frutto di una attività di indagine condotta dalle due Sezioni della Squadra Mobile di Palermo e dirette dai sostituti procuratori della Repubblica di Palermo, Antonino Di Matteo e Carlo Marzella, coordinati dal procuratore aggiunto, Leonardo Agueci».
«Per tutti», scrive il quotidiano di Caltanissetta, «l'ipotesi di reato è corruzione, in concorso, per atto contrario ai doveri d'ufficio».
L'indagine, iniziata nel 2008, riguarda un episodio di corruzione relativa ai lavori di realizzazione della rete irrigua della diga di Disueri, in Provincia di Caltanissetta.
In particolare, ricostruisce il giornale locale «Luigi e Ferdinando Masciotta, rappresentanti legali della Safab, in occasione di una transazione extragiudiziale tra la società ed il Consorzio di Bonifica di Gela (ente appaltante) finalizzata a risolvere una controversia sull'ammontare delle somme che il Consorzio avrebbe dovuto corrispondere alla Safab per i lavori della rete irrigua di Disueri, in accordo con altri due amministratori della società, consegnavano ai dirigenti dell'Ufficio del Genio Civile di Caltanissetta, somme di denaro per l'emanazione di un parere “abnorme” sull'ammontare che il Consorzio avrebbe dovuto versare alla Safab. La prima tranche della somma consegnata ammontava ad almeno 110.000,00 euro».
Ma la ricostruzione dei fatti e l'accertamento dell'episodio di corruzione muove, in realtà, da un approfondimento investigativo relativo ad una vicenda diversa.
Nel mirino, tra le altre cose, sono finiti i rapporti tra la Safab ed un'altra ditta, «inerenti ai lavori di subappalto per la realizzazione del parcheggio antistante agli uffici giudiziari del capoluogo siciliano, in piazza Vittorio Emanuele Orlando. In quell'ambito emergeva infatti che la Safab, aggiudicataria dell'appalto dei lavori, aveva concesso un subappalto ad una ditta, nonostante un espresso diniego del Comune di Palermo».
«Per altro», continua il Giornale Nisseno, «la Procura di Palermo disponeva accertamenti al fine di verificare l'esistenza di eventuali infiltrazioni mafiose nei lavori per la realizzazione del suddetto parcheggio, delegandoli alla Squadra Mobile. E' in questo ambito che la Squadra Mobile di Palermo ha compiuto una capillare azione di intercettazione di conversazioni coniugandola con l'esame di una serie di documentazioni amministrative e giudiziarie, da cui sono emersi elementi in ordine alla manovra corruttiva organizzata dagli amministratori della Safab per “addomesticare” il parere del Genio Civile di Caltanissetta».

LEGA NORD CONTRO PEZZOPANE

Lo stop ai lavori del tunnel delle rocche disposta dalla Prefettura di Roma secondo la Lega Nord «è solo l'ultima perla di una lunga collana di fallimenti amministrativi di Stefania Pezzopane che ha avuto inizio con la solenne promessa del completamento del ramo aquilano della dorsale appenninica (L'Aquila –Amatrice – infinito ), è passata per Eolo - fabbrica di futuribili motori che avrebbe dovuto portare all'Aquila centinaia di posti di lavoro – e per Globalcoop ( che, ricordiamolo, pretendeva, cinquanta euro - mai resi- dai disoccupati per l'esame del curriculum, senza neanche specificare in quale settore intendesse intraprendere)».

a.l. 29/12/2009 17.12