Anche l’aeroporto d’Abruzzo rischia nel braccio di ferro Enac-Ryanair

Alessandro Biancardi

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PESCARA. La compagnia aerea low cost Ryanair sospenderà «temporaneamente» tutti i voli interni in Italia a partire da sabato 23 gennaio 2010 in polemica con l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac).





PESCARA. La compagnia aerea low cost Ryanair sospenderà «temporaneamente» tutti i voli interni in Italia a partire da sabato 23 gennaio 2010 in polemica con l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac).



Il blocco dei voli in partenza e in arrivo riguarderà anche l'aeroporto abruzzese per le tratte Pescara- Milano (Orio al Serio) e Pescara- Cagliari. E Air One ringrazia perchè effettua proprio gli stessi voli.
Così i passeggeri che dovranno partire dall'Abruzzo adesso avranno un'unica scelta e quella rimasta non è sicuramente la più vantaggiosa economicamente.
Lo scalo, già al centro di alcune polemiche sulla gestione, ora rischia un serio ridimensionamento del traffico se il blocco della compagnia irlandese low cost dovesse prolungarsi. La sola Ryanair in regione movimenta oltre l'80% di tutti i passeggeri grazie ai voli per Girona (Barcellona), Eindhoven, Hann e Stansted (Londra).
Significherebbe quindi un calo ma anche la possibilità di incrementare i voli per le altre compagnie che rimangono, come Flyonair o proprio Air One-Alitalia.
Il 23 dicembre scorso Ryanair ha comunicato l'interruzione dei voli interni anche per gli aeroporti di Alghero, Bari, Bologna, Brindisi, Milano (Bergamo Orio al Serio), Pisa, Roma (Ciampino) e Trapani.
La decisione è stata presa dopo che il Tar ha respinto il ricorso della compagnia contro le recenti ordinanze dell'Enac che obbligano Ryanair a imbarcare i cittadini italiani che, fatto il check-in on line, esibiscano al momento dell'imbarco documenti di riconoscimento diversi dal passaporto e dalla carta di identità (e dunque patenti di guida, tesserini professionali, licenze di pesca, ecc.).
Tale provvedimento, secondo la compagnia irlandese, introduce «non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche».
Ci sarebbe insomma il pericolo di falsificare i documenti accettati: per molti sarebbe più facile taroccare un tesserino per la pesca (documento previsto dall'Enac per l'imbarco) che un passaporto.
Le disposizioni varate dall'Enac hanno da subito fatto discutere proprio nei giorni in cui si parlava del nuovo attentato terroristico sventato negli Usa, su un volo partito da Amsterdam e arrivata a Detroit, e delle conseguenti polemiche derivanti dai controlli che non avrebbero funzionato.
«Da quando Ryanair opera con il check-in online al 100%», fa sapere la compagnia aerea, «è obbligatorio per la sicurezza di tutti i voli Ryanair, che tutti i passeggeri acconsentano al momento della prenotazione, di presentare o il passaporto o la carta di identità al gate d'imbarco prima di salire a bordo del proprio volo. Queste procedure di sicurezza sono sempre andate avanti in modo soddisfacente per molti anni su tutte le 1.000 rotte di Ryanair sia per i voli domestici che per quelli internazionali in tutta l'Unione Europea. L'ordinanza dell'Enac minaccia di arrestare il personale dell'handling, se si rifiuta di far viaggiare i passeggeri con forme di identificazione non consentite comprese patenti di guida, badge lavorativi o licenze di pesca italiane. Dal momento che queste altre forme di identificazione non hanno soddisfatto gli standard internazionali di sicurezza, il solo risultato delle ordinanze dell' Enac sarà quello di ridurre la sicurezza dei passeggeri di Ryanair e dei voli sulle rotte domestiche italiane».
Michael O'Leary di Ryanair ha detto:«siamo rammaricati da quest'ultimo tentativo dell'Enac di interferire illegalmente nel modo in cui Ryanair opera sui suoi voli, o di cambiare gli accordi che intercorrono liberamente tra i passeggeri e Ryanair al momento della prenotazione. Ci appelleremo al Consiglio di Stato».
Secondo una ricerca dell'istituto Bruno Leoni: «l'ultima mossa dell'Enac è importante per Alitalia perché il vettore nazionale ha puntato su un modello di business completamente diverso da tutti le grandi compagnie internazionali con una focalizzazione sul mercato domestico. Ryanair ed Easyjet, grazie alla loro efficienza, stanno “rubando” sempre maggiori quote di mercato non solo sulle tratte europee, ma anche sul mercato interno italiano».
Secondo lo studio dunque dietro il provvedimento ci sarebbe in qualche modo la volontà di aiutare la compagnia nazionale già oggetto di una dubbia operazione del governo che di fatto ha ripianato i debiti di una gestione dissennata pluridecennale con soldi pubblici.
Una decisione che potrebbe avvantaggiare anche Air One dell'imprenditore Carlo Toto che è entrato a tutti gli effetti nella nuova Alitalia ed ha la sua base operativa proprio in Abruzzo.
Cosa succederà?
Difficile dirlo. Intanto ci sarà lo stop dal prossimo 23 gennaio di tutti i voli interni della compagnia low cost e già questo per moltissimi aeroporti minori segnerà il passo con una pesantissima ricaduta economica sulla gestione.

28/12/2009 9.32