Forse cento consulenti per Comune di Francavilla: resistenze alla trasparenza

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Altro che terzo segreto di Fatima. A Francavilla al mare c'è un elenco di nomi -finora tenuto gelosamente nascosto ed inaccessibile-: si tratta tecnicamente dei “consulenti” che hanno lavorato per il Comune.

Persone che hanno ricevuto compensi in cambio di prestazioni.
Strana, però, questa resistenza a pubblicare incarichi e cifre (visto che è obbligatorio per legge), quando la maggior parte è rappresentata da tecnici (ingegneri o architetti) chiamati per un collaudo o per una progettazione particolare o da dirigenti nominati a capo di un ufficio ed ancora in servizio.
Strano soprattutto perché si tratta di dar seguito all'operazione trasparenza iniziata la scorsa estate con la pubblicazione sul sito internet di una prima parte dei consulenti: ci sono il curriculum di alcuni dirigenti come Paola Chiola, Domenico Chiola, Carmela Equizi, Anna Maria Melideo, Antonio Infantino e l'elenco dei prestatori d'opera per l'ambito sociale n. 29.
Ora si tratta di aggiungere le consulenze per gli anni scorsi, un centinaio di nomi, forse meno, per un totale di spesa stimato di circa 400-500 mila euro.
L'operazione doveva essere conclusa prima delle ferie di ferragosto, poi se ne riparlò a settembre.
No, forse a novembre pubblichiamo, forse ce la facciamo per Natale.
Di rinvio in rinvio, a tutt'oggi, pur essendo ormai conclusa la ricostruzione dei nomi, il sito è orfano di notizie.
Disattenzione del segretario o del direttore generale?
Non sembra.
Piuttosto – secondo alcuni - siamo di fronte all'ennesimo episodio di «vischiosità» di pochi dipendenti comunali che da mesi non licenziano l'elenco, forse nella speranza che qualcuno lo dimentichi e non insista.
Oppure – e questa è un'altra scuola di pensiero – le “carte” sono così ingarbugliate che non è facile districarle e trovare così il bandolo della matassa.
Perché le ultime informazioni disponibili, parlano di difficoltà a ricostruire quella cinquantina di nomi per ogni anno che dovrebbero essere già stati pubblicati.
Prima non si trovavano le delibere di incarico, poi non si trovavano i pagamenti che pure ci sono stati, poi infine non si sapeva a quale settore facevano capo.
Di qui la certosina ricostruzione a ritroso: prima la responsabile del settore finanziario ha rintracciato le determine di pagamento, poi da queste si è risaliti ai nomi ed ai settori, oggi si è ancora alla ricerca delle delibere di incarico.
Il tutto tra solleciti, minacce di sanzioni disciplinari e qualche boicottaggio.
Per nascondere che?
Mistero: tolti ingegneri ed architetti, restano i co.co.co., cioè quei dipendenti assunti per pochi mesi o per un anno intero in settori diversi (come Cittadino+), i dirigenti comunali assunti per contratto e pochi consulenti scelti per affiancare l'amministrazione comunale.
Sta qui l'elenco dei nomi che non bisogna conoscere?
E' questo il segreto di Fatima?
Se così fosse, sarebbe fatica inutile in quanto molti di questi nomi sono già noti e si favoleggia già dei loro compensi: dal consulente assicurativo Giuliano Di Sipio, allo Studio Diodati (consulenza da commercialisti) ad Enrico Di Giovanni (consulenza sul Bilancio), ad Enrico Campli (ex sindaco, retrocesso a collaboratore di Gabinetto del sindaco Angelucci), passando per qualche addetto al controllo dei parcometri o a qualche dirigente interno, come Nando Cerasoli, gratificato con altri incarichi.
Tanto rumore per nulla? Forse.
Perché il problema a Francavilla non è il quanto veniva pagato il fortunato di turno, ma il come veniva scelto e se veramente ha prodotto qualcosa. Il problema è che oggi se ne deve rendere conto. Per legge.
Ma perché tanta resistenza?

Sebastiano Calella 28/12/2009 10.01

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